venerdì 6 novembre 2009

Photoshop, tutta la storia.

Non fatevi illusioni: praticamente tutto quello che vedete – poster cinematografici, fotografie pubblicitarie, copertine di libri, riviste e dischi, siti web, la confezione dei cereali che mangiate al mattino, le immagini pubblicate su questo blog – è stato sottoposto al trattamento di Photoshop, il più potente mistificatore digitale della realtà.
Da sempre, è il software di riferimento per il fotoritocco, ed è lo strumento informatico che preferisco in assoluto. Le sue potenzialità sono virtualmente infinite. Non c'è niente, restando nell'ambito della grafica bidimensionale non in movimento, che non si possa realizzare con Photoshop.
Che, naturalmente, non è sempre esistito... come non è sempre stato così come lo conosciamo ora.
Per addetti ai lavori e per utenti dell'ultim'ora, eccovene una breve storia.


Photoshop 1
Uscì col marchio Adobe nel febbraio 1990, qualcosa come vent'anni fa... un'era geologica, in informatica. Era dal 1987 che i fratelli Thomas e John Knoll, figli di un fotografo, ci stavano lavorando, riversandoci tutte le loro conoscenze acquisite in camera oscura. La primissima versione venne siglata 0.63, operava solo su scala di grigio, venne sviluppata su Macintosh ed era datata ottobre 1998 e – volete saperlo? – stava tutta quanta su un floppy da 1,44Mb.
Dal momento in cui Adobe acquisisce il lavoro dei fratelli Knoll, passano dieci mesi in cui un team lavora duro per rilasciare la prima versione del software che farà la sua fortuna.

Photoshop 2
La seconda versione di Photoshop, anche questa solo per Macintosh, esce quasi contemporaneamente al System 7, nel giugno 1991. Nel dicembre dello stesso anno viene rilasciato l’aggiornamento alla versione 2.0.1 che apre e salva (anche) nel neo-nato formato JPEG.
Rispetto la versione 1.0, ora Photoshop supporta le multitonalità (duotone, tritone, quadritone), e le immagini CMYK possono essere aperte, salvate, visualizzate e modificate anche in composito. Viene ridefinito il formato grafico nativo Photoshop 2.0 (supportato ancora oggi), fa la sua apparizione la penna per i tracciati vettoriali, sono supportati i filtri e i plug-in di terze parti.

Photoshop 2.5
Sono personalmente affettivamente legato a questa versione, in quanto fu la prima sulla quale il sottoscritto mise le mani, facendosi le ossa faticosamente su un piccolo Macintosh Performa 450, che macinava bit col suo processore a 25MHz e quattro megabyte di RAM spremuti allo spasimo... altri tempi.
Photoshop 2.5 fu la prima versione che girava anche su PC, e richiedeva Windows 3.0.1.
Photoshop 2.5 supportava per la prima volta la modalità (e spazio colore) Lab, compariva il comando Variazioni colore, e la Maschera Veloce, un canale temporaneo per modificare selezioni con il pennello.
Era una versione che supportava pienamente la stampa, e funzionò egregiamente per oltre tre anni senza aggiustamenti di sorta, eccettuato un plug-in gratuito che nel marzo 1994 Adobe rilasciò per accelerare Photoshop 2.5.1 sui Macintosh con processore PowerPC.

Photoshop 3
Così com'era, Photoshop era un software eccezionale e dalle mille possibilità. Ma la versione 2.5 diventò all'improvviso vecchia di cento anni quando Adobe rilasciò, nel settembre 1994, Tiger Mountain, la versione 3... comprensiva di Livelli, oggi scontati, un'autentica rivoluzione ai tempi.
I livelli consentivano di comporre l'immagine come tanti fogli di acetato trasparente sovrapposti, ognuno contenente solo una parte dell'immagine, modificabile e ridimensionabile indipendentemente... per di più offrendo la possibilità di selezionare diverse modalità di fusione coi livelli sottostanti, moltiplicando di fatto all'infinito le possibilità creative.
L'upgrade lanciò definitivamente Photoshop nell'olimpo dei software più utilizzati al mondo facendone de facto lo standard assoluto in questo settore.

Photoshop 4
Con l'introduzione dei livelli, per Photoshop si apriva letteralmente un nuovo universo di possibilità. Quello che ora ci voleva, era la possibilità di avere un benedetto sistema di Annulla Multipli, cioè la possibilità di annullare più che l'ultimo passaggio eseguito. Al costo di una maggiore (parecchio maggiore) richiesta di RAM per funzionare, Photoshop 4 (Big Electric Cat) offriva per la prima volta questa impagabile possibilità.
Un'altra eccellente idea, di quelle tanto semplici ma assolutamente geniali, fu la possibilità di "dissolvere" con un semplice slide qualsiasi filtro venisse applicato sull'immagine.
Una manna per molti (ma non per tutti), fu invece l'introduzione della palette Azioni, che permetteva di registrare qualsiasi serie di operazioni su un'immagine per poi applicarla automaticamente senza intervento umano su tutti i file presenti in una determinata directory scelta dall'utente, fossero pure centinaia o migliaia.
Da sole, queste novità bastavano e avanzavano per giustificare l'aggiornamento... ma Adobe mise una ciliegina sulla torta incorporando la filigrana digitale per tutelare i diritti d'autore e, sotto il piano tecnico, il supporto alle macchine multiprocessore che stavano iniziando a diffondersi nel 1997.

Photoshop 5
Uscito nel maggio 1998 (Strange Cargo), portò con sé il suo bel carico di novità. La pluriacclamata funzione di Annulla Mutiplo introdotta dalla versione 4 fu migliorata con la Palette Storia, che consentiva di ripercorrere la storia delle operazioni svolte e cancellarne alcuni passaggi (e non solo l'ultimo come in Photoshop 4). Fu abbinata allo strumento Storia Pennelli, che faceva più o meno la stessa cosa... ma applicata ai pennelli, possibilità che venne utilizzata da molti artisti della tavoletta grafica per generare effetti spettacolari e realistici.
Vennero introdotti Penna Magnetica e Lazo Magnetico, che avrebbero dovuto aiutare gli utenti a creare scontorni più facilmente... rivelandosi invece del tutto inutilizzabili, creando selezioni invariabilmente da ritoccare e tracciati che definire imprecisi era un eufemismo.
La funzione Testo fu migliorata: si poteva impostare per la prima volta un testo verticale (anche se non conosco nessuno che l'abbia mai fatto), ma soprattutto diventò possibile modificare il testo inserito, visualizzare l'anteprima sul documento, e cambiare stile e carattere mentre si scriveva.
Fu introdotto lo strumento Timbro con Pattern, lo strumento Misura, e divenne possibile creare sfumature angolari e a rombi (anche qui nessuno si strappò i capelli).
Adobe azzardò persino l'introduzione di un rudimentale filtro 3D in cui era possibile introdurre manipolazioni tridimensionali ad una selezione, seppure in una finestra separata. Un buon tentativo.
Photoshop 5 fu la prima versione a supportare i canali a 16 bit, e ad esportare (ed importare) in nuovi formati come EPS da CorelDraw o Illustrator, PDF e Zip.

Photoshop 5.5
Fu l'ultima volta che Adobe introdusse una "mezza versione", passando da una 5 a una 5.5 e non ad una 6... anche se le novità introdotte, probabilmente, lo avrebbero giustificato, comunque ben più che nei passaggi a versioni successive, specie le più recenti.
Adobe si rese conto che il web era la nuova frontiera, e decise di fornire ai designer potenti strumenti di creazione e ottimizzazione delle immagini per la loro pubblicazione su Internet e per l'invio per posta elettronica.
In Photoshop 5.5, rilasciato nel febbraio 1999, era possibile passare a Image Ready (l'applicazione separata di Adobe per il web) e viceversa con un solo clic sulla nuova palette strumenti.
Introdusse lo strumento Gomma Magica, Gomma Sfondo, il Pennello Storia e la funzione Estrai, ideata per scontornare automaticamente soggetti da sempre critici quali i capelli, che, quando funzionava, faceva veri e propri miracoli; quando non funzionava, beh... lasciamo stare.
Ma il vero asso nella manica fu la funzione Salva per il web, che consentiva un controllo totale e micrometrico sul salvataggio ottimizzato delle immagini in Gif, Jpeg, Png8 e Png24... il tutto in un'interfaccia che era un capolavoro di semplicità e funzionalità, mantenuta praticamente invariata fino ad oggi.
Completava il sostanzioso upgrade la funzione Web Photo Gallery e la possibilità di esportare l'immagine e il relativo codice in una pagina HTML. Altri piccoli miglioramenti furono la possibilità di contrassegnare con un colore i livelli e nuove funzioni di anti-aliasing per i caratteri.

Photoshop 6
Rilasciato nel settembre del 2000 (Venus in Furs), integrava al suo interno l'utility Image Ready, fino a quel momento un'applicazione esterna a Photoshop, i cui principali strumenti di ottimizzazione, resize e conversione furono riorganizzate per l'occasione.
Ma la novità con la "N" maiuscola fu la gestione del testo, completamente rivista: non più una finestra separata in cui si scriveva e poi si dava "invio" e il testo appariva sull'immagine, ma un editor degno di questo nome che permetteva di modificare stili e attributi di ogni singola parola direttamente sul documento.
Un altro mondo, lasciatemelo dire.
Una novità arrivata in sordina, ma molto promettente, fu il nuovo filtro Fluidifica, che in molti trovarono somigliante in modo sospetto a Kai's Power Goo, un piccolo software di editing bitmap che a fine anni novanta fece sfracelli di vendite perché permetteva di ottenere caricature dalle fotografie manipolandole come se fossero fatte di argilla morbida... il tutto a un prezzo veramente contenuto.
Adobe non lo ammise mai, ma è opinione comune che acquistò quell'algoritmo dai ragazzi di Meta Tools per implementarlo nel suo Photoshop 6... anche se per impieghi, diciamo, più professionali.

Photoshop 7
Uscita nel 2002, fu la prima versione di Photoshop (in codice Liquid Sky) riscritta per funzionare sotto MacOSX.
Non introduceva sconvolgenti novità, ma comunque si trattò di un'interessante release. Per cominciare, ottenemmo il Pennello Correttivo (con la relativa Toppa Correttiva), che – va detto – funzionava piuttosto bene, ma soprattutto un nuovo motore di pittura col quale personalizzare flusso, dispersione, deformazione e molti altri parametri per ogni singolo pennello, rendendo Photoshop un software infinitamente più flessibile per questo tipo di lavori: niente di paragonabile a Painter, intendiamoci, ma per la maggioranza degli utenti andava più che bene.
Per il resto... il filtro Fluidifica, sempre avido di risorse, fu migliorato, venne inserita una funzione di regolazione automatica del colore per eliminare le dominanti di colore, l'opzione File Browser per gestire le immagini (mortalmente lenta, nessuno la usò) e la possibilità di salvare le configurazioni di tutte le palette desiderate attraverso le impostazioni dello spazio di lavoro.

Photoshop 8
Meglio conosciuto come Photoshop CS (nome in codice Dark Matter), da quando fu inserito in un pacchetto software battezzato da Adobe "Creative Suite".
Niente di rivoluzionario: Photoshop era ormai un software arrivato alla sua piena maturità, ed è opinione del sottoscritto che, a partire da questa versione, tutte le funzionalità aggiunte furono sì interessanti, ma non essenziali... le cosiddette "lucine colorate" che servono a continuare a vendere (perché, lo sapete, bisogna continuare a vendere).
Photoshop 8, uscito nel 2004, offriva la funzione di testo su tracciato mutuata dal fratello Illustrator, una funzione di corrispondenza colore (Match Color), nuovi filtri fotografici tipici delle reflex tradizionali, Photomerge per unire più facilmente più fotografie in una sola (solitamente, panorami).
Tutta roba che sarebbe rientrata benissimo in una "7.5", ma le leggi di marketing sono quelle che sono... in compenso, abbiamo una nuova estetica del programma, che dopo anni e anni abbandona l'iconografia dell'occhio per... delle piume.
Non so davvero a chi sia venuta questa terribile idea, sul serio.

Photoshop 9
Nome in codice Space Monkey, rilasciato nell'aprile 2005, a un anno e mezzo di distanza dal precedente, era una versione completa, stabile ed efficiente. Era incluso nella Creative Suite 2, e oltre qualche fighetteria tecnica come la gestione della memoria su sistemi a 64 bit (ad esempio, i Macintosh G5) e il supporto all'HDRI, introduceva gli utilissimi Oggetti Vettoriali Avanzati, che consentono la manipolazione di oggetti vettoriali senza perdita di qualità fino alla loro definitiva rasterizzazione.
Un uovo di Colombo.
Un'altra feature degna di nota è lo strumento di distorsione Altera, che, pur difficile da controllare, permise per la prima volta distorsioni non lineari prima impossibili da creare con pochi clic.
Fuoco Prospettico, una nuova versione di Camera RAW e l'introduzione dell'utile (ma lentissimo) Adobe Bridge ne completavano la dotazione.

Photoshop 10
Codice: Red Pill, uscì a fine 2006 all'interno della Creative Suite 3, e fu il primo Photoshop a girare nativamente sui Mac con processori Intel. Adobe aveva ben poco da aggiungere, e si concentrò sul rinfrescare l'interfaccia... a mio parere, complicandola inutilmente (non è mai una buona idea confondere le idee ad utenti che per anni hanno usato con profitto una certa configurazione della GUI del loro software più usato, ma certamente ci sarà qualcuno che ha apprezzato le nuove palette).
Includeva Camera Raw 4.0, un nuovo algoritmo per controllare Luminosità e Contrasto, nuove funzioni automatiche per la fusione di livelli, filtri ed effetti non distruttivi e – questa non è male – opzioni extra per rifinire le selezioni operate con la Bacchetta Magica.
Se volete un consiglio, ignorate del tutto questa versione e saltate direttamente alla 11.
Ah... se non altro, sparirono le piume. Deo gratias.

Photoshop 11
Dopo quasi due anni, a fine 2008 viene rilasciato Photoshop CS4, Stonehenge per gli addetti ai lavori. Non è ancora una versione a 64 bit, il lavoro era immane e se ne parlerà (forse) per Photoshop 12, ma in compenso Photoshop 11 sfrutta molto meglio l'accelerazione hardware, anche se per cose di dubbia utilità come l'effetto di inerzia quando ci si sposta sull'immagine.
Per il resto, nessuna rivoluzione. La gestione dei livelli di regolazione è stata un po' migliorata, è stata aggiunta una funzione di Ridimensionamento Dinamico (carina), un nuovo metodo di unione delle immagini sferico piuttosto che cilindrico (utile nella combinazione di foto scattate con grandangolari), e – ci dicono – il motore 3D è stato riscritto da zero. Questo non l'ho mai usato, quindi non so e non posso dirvi nulla in proposito.

[RECE] Surrogates

Alla Disney Italia devono aver pensato che Surrogates fosse un titolo oltre le capacità del pubblico italiano, e così, indecisi tra Se mi replichi ti cancello e Il mio grosso, grasso surrogato hanno optato per Il mondo dei replicanti.
E, già che c'erano, hanno pensato che l'Italia potesse aspettare ancora qualche mese rispetto il resto del mondo civilizzato (dove il film è già uscito il 25 settembre scorso), postponendone l'uscita nel nostro Paese al 5 gennaio, data in cui, se mai dovesse avere successo, non infastidirà più di tanto i vari cinepanettoni capitanati da Christian De Sica e per i quali i distributori italiani adottano da sempre una squallida politica di protezionismo.
Direi che ce n'è più che abbastanza per rivolgersi, più che altro come gesto di protesta, a muli e torrenti vari, cosa che in genere non faccio mai... perché fermamente convinto che la visione cinematografica regala (ancora) un'esperienza emotiva non comparabile a nessuna messa in scena domestica, per quanto di buon livello.
Procuratami quindi una (eccellente) copia di The Surrogates, sottotitolata in italiano, mi sono apprestato alla visione sul mio Mac.
La storia è tratta da una delle migliori graphic novel degli ultimi anni: immaginate una società futura dove la fusione della realtà virtuale con la cibernetica ha inaugurato l'era dei personal surrogates, avanzatissimi robot grazie ai quali gli esseri umani riescono a interagire gli uni con gli altri senza mai lasciare la propria casa.
È una vita – in apparenza – perfetta: grazie ai surrogati, chiunque può girare per strada con l'aspetto, la razza e persino il sesso che preferisce. Grazie alla sofisticata rete sensoriale dei surrogati, ogni esperienza visiva, tattile e uditiva viene ritrasmessa in real time agli esseri umani collegati in remoto da casa. L'assenza di reali contatti tra le persone ha azzerato i rischi di malattia, di incidenti e persino il tasso di criminalità è precipitato ai minimi storici.
Ma cosa accade se qualcuno vuole riportare l'umanità a un tempo in cui la vita veniva vissuta in prima persona, e non attraverso delle macchine?
L'incipit era uno dei migliori che avessi letto negli ultimi tempi e il film era uno fra quelli che aspettavo con maggiore trepidazione quest'anno... ma, devo ammetterlo, sono rimasto un poco deluso.
Non perché sia un brutto film, tutt'altro. È superiore alla media di quello che si vede in giro e ha dei momenti suggestivi... ma, a parte lo spunto iniziale e un paio di scene veramente notevoli, si riduce a un tradizionale action-movie con richiami fantascientifici ai soliti classici del genere, che a questo punto, mi chiedo se torneranno mai più.
In particolare, mi hanno colpito in negativo lo svolgimento del tutto ordinario e con l'unico colpo di scena "telefonatissimo", alcuni effetti visivi (primo tra tutti l'effetto "plastica levigata" applicato sulla faccia di tutti gli attori che interpretano un surrogato, posticcio come una fotografia ritoccata con Photoshop a colpi di gaussian blur) e una certa incongruenza generale tra l'epoca in cui si svolge la vicenda (il 2054) e ambienti, mezzi e oggetti di scena appartenenti invece al nostro presente.
In sostanza, mi aspettavo il lavoro "maturo" da parte del regista del terzo Terminator, che poteva contare su un soggetto ottimo e solidamente sceneggiato come base di partenza e, invece, mi sono ritrovato a guardare l'ultimo action-movie con Bruce Willis, un discreto prodotto d'intrattenimento, ma nulla di memorabile.
Il mio consiglio è di acquistare una copia della graphic novel originaria di Robert Venditti e Brett Weldele, stampata magnificamente in 208 pagine a colori, con making of, scene eliminate, uno speciale sulla finta campagna pubblicitaria dei Surrogati pubblicata in contemporanea al fumetto, interviste e copertine manco fosse uno di quei DVD stracarichi di contenuti extra... il tutto per 18 euro, assolutamente ben spesi.

giovedì 5 novembre 2009

La forza delle idee.

Questi qui sopra sono solo tre dei fantastici oggetti che si possono trovare in vendita sul sito dello studio di design russo Lebedev: Mus2, un mouse senza fili a forma di puntatore, Verbarius, un orologio parlante in cinque lingue e Sonicum, un diffusore a tre vie che ricalca la classica icona da computer. Offerti rispettivamente a 48, 150 e 100 euro.
Originali e bellissimi tutti e tre, eppure così meravigliosamente ovvi.
Una magia che, in passato, è appartenuta ad Apple.
Forse qualcuno, a Cupertino, dovrebbe mandare un’email a questi ragazzi.

mercoledì 4 novembre 2009

[RECE] This Is It

This Is It è la storia di un concerto che non abbiamo mai avuto.
Uno sguardo privilegiato dietro le quinte del grande show d'addio che Michael Jackson avrebbe dovuto tenere solo poche settimane dopo la sua morte, un documentario più simile al video di un live che a un film vero e proprio, e che strizza l'occhio al musical.
Immagino che il modo migliore per goderselo sia quello di essere suoi fan, o meglio della sua musica... e, rientrando in questa categoria, ho trovato piuttosto buono (anche se non coinvolgente come speravo) questo This Is It.
Jacko parte con missili venati di funk-hip hop e R'n'B come Wanna Be Startin' Somethin' e Jam, prosegue con puro funk-rock bello aggressivo in They Don't Care About Us, intramezza modulando praticamente a cappella una voce cristallina come un diapason in Human Nature e fa il fenomeno in Smooth Criminal. Non importa se siete fans degli Iron Maiden e vivete col chiodo sulle spalle o siete puristi del progressive rock ed ascoltate solo Genesis: quando lo vedete che balla vestito da gangster, anche voi mi metterete a battere il ritmo col piede.
Ma i pezzi grossi, come ogni professionista navigato che si rispetti, il Re del Pop se li tiene per il centro e il finale.
Una porta si apre, rumore di passi, un ululato prolungato e, ok, si parte! Atmosfere glam-horror, un basso elettronico che è un cuore pulsante di spavento, voce più precisa di un cecchino serbo, pathos, energia, grida: Thriller è sette minuti di perfezione pop, c'è poco da dire. E quel balletto con gli zombie lo studieranno anche tra trecento anni.
Beat It, Black Or White, Earth Song, Billie Jean. Qui non ci sono gesti, generi, arrangiamenti da sottolineare. Lo stile? Il genere? Questo è Michael Jackson. Fine. Elvis, Beatles, Hendrix, Mercury, fate posto laggiù: è appena morto un altro Re.
Jacko è una marionetta in pelle, ossa, nervi e muscoli mossa da mille fili invisibili, con due grossi pezzi di vetro nero al posto degli occhi come se fosse un personaggio di Coraline.
È un robot steampunk azionato a molle, carrucole, pistoni e stantuffi pneumatici capace di far apparire chiunque accanto a lui goffo come un sacco di patate.
È uno che sembra capitato per sbaglio su questo mondo attraverso chissà quale sottile confine tra le dimensioni, coi modi di un bambino e una faccia spigolosa e innaturale da Pierrot dello spazio, e un'attenzione lucida e crtitica al più piccolo dettaglio.
E This Is It è solo un pallido testamento che non trasmette un decimo dell'energia e della magia di un suo spettacolo dal vivo, ma conserva la potenza per portarti per un'ora e mezza fino alla fine sussurrandoti all'orecchio: guarda chi ero.
Sul piano tecnico, avrei preferito una regia e una fotografia più raffinate... ma col materiale a disposizione (e il montaggio ha fatto veri miracoli) non credo si potesse fare meglio di così.
Insomma, potete anche non essere fan di Jacko, ma This Is It potrebbe rivelarsi una bella sorpresa anche per voi.

Addendum. Quando si tratta di un uomo che è più un mito che un personaggio, esiste sempre più di una versione della faccenda. Per completezza e per ringraziare Valex, che me l'ha portato a conoscenza, invito tutti a dare un'occhiata anche a QUESTO.

lunedì 2 novembre 2009

Ambigrammi.

Per molti Angeli & Demoni è stato un film risibile, e su alcuni aspetti posso anche concordare con loro, anche se – lo ripeto – io mi sono piuttosto divertito.
Di certo (e di buono) c'è che mi ha fatto conoscere l'esistenza degli ambigrammi, forme grafiche assolutamente affascinanti di cui mi appresto a parlarvi.
Per dirla con la definizione di Wikipedia, l'ambigramma è una forma grafica nella quale si riconoscono delle lettere e/o dei numeri e che può essere letto in almeno due diverse maniere attraverso rotazioni, o inversioni a specchio della forma grafica stessa.
In altri termini, avete davanti un ambigramma se lo potete leggere allo stesso modo capovolgendolo... il che, progettualmente e tipograficamente parlando è tutt'altro che semplice.
Gli ambigrammi più riusciti sono esempi molto sofisticati di visual design.
Se volete fare un figurone alla vostra prossima occasione sociale, potete aggiungere che un ambigramma è detto omogramma se le due letture danno luogo alla stessa parola ed eterogramma se la parola ottenuta dopo la rotazione di 180° è differente.
Nel film tratto dal best-seller di Dan Brown, uno scienziato e sacerdote viene ucciso nel suo laboratorio al CERN in Svizzera e l'assassino, dopo aver rubato un campione di antimateria, lascia come traccia l'ambigramma degli Illuminati, che è quello che vedete in apertura del post.
Di seguito, alcuni dei miei ambigrammi preferiti, pescati dalla selezione operata da Vector Tuts qualche settimana fa.

Angeli & Demoni
Questo bellissimo ambigramma è stato disegnato dall'artista John Langdom per il film di Howard. L'ambigramma degli Illuminati in apertura porta sempre la firma di Langdom. Gli ambigrammi sembrano essere una vera passione per Langdon. Ne trovati parecchi altri sul suo sito.

Logos
Anche questo è opera di Langdom, e richiede una lettura allo specchio, essendo completamente simmetrico.

New man
Questo logo rappresenta la prima applicazione commerciale degli ambigrammi, e nonostante il suo aspetto straordinaraimente moderno, è stato disegnato dal designer Raymond Loewy nel 1969. È in uso ancora oggi. Quando si suol dire: soldi bene spesi.

Sun
Il logo di Sun Microsystems è un ambigramma simmetrico progettato da Vaughan Pratt nel 1982. La sua semplicità e la sua funzionalità sono uniche.

EdgeLink
Un altro eccellente ed elegantissimo esempio. Design di Raja Sandhu.

One Love ltd.
Nagfa è un design di Singapore. Questo è il mio preferito, ma potete trovarne di molti altri (e molto belli) sul suo blog.

Vegas
Design di Greg Williams.

Wikipedia
Questo ambigramma rotazionale è stato creato per Wikipedia da Daniele Raffo. Non è ancora entrato in uso, ma potrebbe farlo in futuro.

903 Creative
Splendido esempio di ambigramma numerico, creato da Aaron Gibson.

Philosophy
Anche questo ambigramma della parola Filosofia, molto delicato e riuscito, è opera di John Langdon.

Firefly
Anche questo ambigramma della parola firefly (lucciola) è di tipo simmetrico, e può essere letto allo specchio. Sempre di Nagfa.

Society 27
Un altro ambigramma numerico, disegnato da ZKA per un atelier di moda.

Light
Molto leggibile questo della parola Luce. Progettato da eXcezZive.

Grid
Semplicissimo ed efficace. A firma di Brett J. Gilbert.

The Princess Bride
Il film di Rob Reiner del 1987 La Principessa Bride riportava sulla locandina un ambigramma che forniva indicazioni sulla storia raccontata. Abile.

Wachovia
Wachovia offre servizi di tipo finanziario. Di recente, il loro logo è stato ristilizzato in quest'ambigramma creato da Brian Risk.

Honey
Semplice e attraente. Del designer Dalius Stuoka, di cui potete vedere altre sue opere sulla gallery su Behance Network.

Jaler
Adam P. Kuster è un designer di Budapest, che ha firmato questo elegante ambigramma rotazionale.


Il designer Von Glitschka (QUI il suo sito) ha realizzato questo ambigramma con una delle particelle del suo cognome. Piuttosto efficace.

domenica 1 novembre 2009

Fuel for the Fire.

Ci farà compagnia per il prossimo novembre nella colonnina a fianco ma non resistevo alla voglia di metterla in formato più grande, almeno per oggi.

sabato 31 ottobre 2009

La killer application.

Se questa nuova applicazione per iPhone non convincerà i pochi che non ne hanno ancora uno a comprarlo, allora non so proprio cosa.

venerdì 30 ottobre 2009

Loco for Loka.

Sarà che la comunicazione utilizzata da Donna Loka si è sempre distinta per le belle immagini di ancor più belle modelle, sarà per lo stile vagamente Lachapelliano, o sarà perché le donnine legate mi hanno sempre intrigato un sacco, ma quando in auto incrocio il 6x3 con la loro nuova campagna rischio sempre il tamponamento.Il loro sito è piuttosto ben fatto, se escludiamo i tempi di caricamento biblici e le musichine irritanti, e potete trovarci anche le vecchie campagne... ma questa è certamente la migliore.

Quel totalizzatore nascosto.

C’è chi dice che nel mondo dell’amore vige una sola regola: rendere la donna felice.
Fai qualcosa che le piace e prendi punti.
Fai qualcosa che non le piace e i punti sono sottratti.
E purtroppo, non si prendono punti per fare qualcosa che lei si aspetta.
Ecco la guida, così come mi è stata inoltrata.

Compiti semplici
Fai il letto = +1
Fai il letto ma ti dimentichi di aggiungere i cuscini decorativi = 0
Butti la coperta sulle lenzuola sfatte = –1
Lasci l’asse del WC alzata = –5
Cambi la carta igienica quando è finita = 0
Quando la carta igienica è finita ricorri ai Kleenex = –1
Quando i Kleenex sono finiti sgattaioli lentamente nell’altro bagno = –2
Esci per comprarle assorbenti super–freschi super–leggeri con le ali = +5
Ma torni con la birra = –5
Controlli un rumore sospetto di notte = 0
Controlli un rumore sospetto di notte e non è niente = 0
Controlli un rumore sospetto di notte ed è qualcuno = +5
Lo colpisci ripetutamente con il ferro da stiro = +10
È suo padre = –15

Relazioni sociali
Stai al suo fianco per tutta la festa = 0
Stai al suo fianco per un po’, poi la lasci per andare a chiacchierare con un compagno di bevute del liceo = –2
Il compagno di liceo si chiama Pamela = –4
Pamela è una ballerina = –6
Pamela ha il seno rifatto = –8
Mentre girovagate per la festa, tu tieni la mano della tua compagna e la guardi in viso con tenerezza = +1
Mentre girovagate per la festa, la presenti come “la vecchia palla al piede” e le dai una pacca sul sedere = –5
Quando lei indica una donna molto bella e ti chiede se la trovi attraente, tu dici: “Sì, ma niente confronto a te!” = +1
Quando la tua compagna indica una donna molto bella e ti chiede se la trovi attraente, tu dici: “Sì, ma a letto fa schifo!” = –6
Quella donna è sua sorella = –90
Bevi un solo drink = 0
Bevi un po’ di drink e balli il tango con un barboncino = –4
Bevi molti drink, ricordandoti vagamente che qualcuno ti ha preso le impronte digitali = –18

Sabato pomeriggio
Andate al supermercato insieme = +3
Andate al supermercato insieme, la lasci all’entrata e poi parcheggi la macchina = +4
Andate al supermercato insieme, la lasci all’entrata e poi vai al bar = –2
Passi la giornata all'Ikea e fai finta che la cosa ti piaccia = +3
Passi la giornata all'Ikea e ti addormenti su un mobile componibile = 0
Passi la giornata in un ipermercato comprando all’ingrosso = +3
Acquisti soprattutto patatine e birra = –6
Affronti un grande progetto per la casa, come riverniciare la camera da letto = +15
O rifinire i pavimenti = +16
O rifare l’impianto elettrico = +17
O aggiungere un secondo piano = +18
O installare un canestro per una palla di gomma sul cestino del bagno = –6
L’ultima proposta ti fa impazzire di divertimento = –15
Vai a trovare i suoi genitori = 0
Vai a trovare i suoi genitori e parli con loro = +3
Vai a trovare i suoi genitori e fissi immonbile la televisione = –3
La televisione è spenta = –6
Passi il pomeriggio guardando calcio in mutande = –6
E non sono le tue mutande = –15

Il suo compleanno
La porti fuori a cena = 0
La porti fuori a cena e non è un pub = +1
Vabbè, è un pub = –2
È un pub, è la serata “mangia-tutto-quel-che puoi” e in tasca hai la radiolina per sapere il risultato della partita = –10
La porti in un ristorante intimo e caro, chiami un chitarrista, ti alzi e canti = +4
Se stoni = +2
Se non sei malaccio = +5
Ti alzi e canti una canzone di Al Bano e sei avvolto da applausi scroscianti = –2
Le fai un regalo = 0
Le fai un regalo ed è un piccolo elettrodomestico = –10
Le fai un regalo e non è un piccolo elettrodomestico = +1
Le fai un regalo e non sono cioccolatini = +2
Le fai un regalo che pagherai a rate per mesi = +30
Aspetti l’ultimo minuto e le compri un regalo il giorno stesso = –10
Lo fai con la sua carta di credito = –30
Qualsiasi cosa tu abbia comprato è due taglie troppo grande = –40

Una serata con gli amici
Esci con un amico = –5
L’amico è felicemente sposato = –4
È spaventosamente single = –7
Guida un’auto sportiva = –10
Bevi qualche birra = –11
Rientri in ritardo di un’ora = –12
Rientri in ritardo di un’ora e non hai telefonato = –20
Rientri alle 4 del mattino = –30
Rientri alle 4 del mattino puzzando di alcol e sigaro = –40
Non indossi le mutande = –50
Ma quello è un tatuaggio? = –200

La sua serata fuori
Stai a casa mentre lei esce con una collega noiosa = +5
Esce con i suoi colleghi noiosi e rientra tardi = +10
Tu l’aspetti alzato = +15
Esce, rientra tardi, ubriaca e tu la metti a letto = +20
Una serata a casa
Guardate la TV insieme = 0
Tu hai noleggiato un film = +2
Tu hai noleggiato un film ed è Il paziente inglese = +3
È Il paziente inglese e tu stai sveglio per tutto il film = +5
È Il paziente inglese e tu ti addormenti = –1
È Il paziente inglese e tu ti addormenti e sbavi = –3

Una sua serata fuori insieme
La porti a vedere un film = +2
La porti a vedere un film che le piace = +4
La porti a vedere un film che tu odi = +6
La porti a vedere un film che ti piace = –2
Si intitola Il poliziotto della morte 3 = –5
Si vedono robot che fanno sesso = –9
Hai mentito e le hai detto che era un film straniero sugli orfani = –15

Fiori
Le compri dei fiori solo quando devi = 0
Le compri dei fiori come sopresa, solo per il piacere di farlo = +20
Le regali fiori selvatici che hai colto tu stesso = +30
Le viene il raffreddore da allergia = –25

Soldi
Spendi molti soldi in qualcosa di poco pratico = –5
Qualcosa che lei non può usare = –10
Come un modellino motorizzato di aeroplano = –20
E lei ha avuto un piccolo elettrodomestico per il suo compleanno = –40

Al volante
Durante una gita sbagli strada = –4
Durante una gita sbagli strada e ti perdi = –10
Ti perdi in una brutta parte della città = –15
Ti perdi in una brutta parte della città e incontri gli abitanti = –25
Li conosci = –60

La domanda con la ‘D’ maiuscola

Ti chiede: “Ti sembro grassa?” = –5 [N.d.r.: le domande delicate iniziano sempre con un deficit]
Esiti a risponderle = –10
Rispondi: “Dove?” = –35
Rispondi: “Più grassa di cosa?” = –60

Comunicazione
Quando vuole parlare, tu ascolti, per più di mezz’ora = +5
Ascolti per più di mezz’ora senza spostare lo sguardo verso la televisione = +10
Capisce che questo succede perché ti sei addormentato = –20