sabato 6 febbraio 2016

iPhone, 1984.

Gli oggetti ucronici, o, se preferite, appartenenti a una diversa linea temporale, mi affascinano parecchio.
Immaginate, per esempio, una realtà alternativa dove l'elettricità non è stata scoperta e tutto funziona col vapore: automobili, ma anche computer, telefoni cellulari, l'armatura di Iron Man.
Oppure in cui i viaggi spaziali sono iniziati con un secolo d'anticipo rispetto la nostra realtà, quindi con navicelle sparate in orbita con la dinamite e senza calcolatori a bordo.

O anche una realtà in cui l'iPhone è stato inventato nel 1984 o nel 1999, e ha un aspetto del tutto diverso dalla sottiletta di alluminio e vetro che trovate oggi nei negozi: è quanto si è dilettato ad immaginare il designer Mike Donovan, realizzando questi favolosi render.
L'iPhone Cube-style mi piace un mucchio.

venerdì 5 febbraio 2016

Juggernaut. Idee per un magazine.


È da una vita che ho in mente un progetto grafico per un magazine di pop culture, design, fotografia e illustrazione. Ma, visto e considerato il trend dell'editoria cartacea (ma mica solo quella) nel nostro Paese (ma mica solo lui) e la comprensibile ritrosia di investitori a imbarcarsi in progetti a rientro dubbio, temo che per il momento resterà nel cassetto, o meglio sul mio hard disk.
Nel frattempo, potete vedere la prima copertina, la testata e un paio di doppie pagine.
Devo ancora sistemare alcuni format come i redazionali e le rubriche fisse, ma la gabbia è pronta è il grosso è fatto.
La carta ha conosciuto momenti migliori, è vero, ma non è ancora fottuta.

giovedì 4 febbraio 2016

Cosa faresti se potessi tornare indietro nel tempo... di un solo minuto?

Devon Avery (in veste di scrittore, produttore e regista) omaggia uno dei temi più amati dai cultori della fantascienza girando questo bellissimo corto sui viaggi nel tempo.
Ci sono pure i sottotitoli italiani, così lo capite tutti.
Spendeteci i vostri cinque migliori minuti della giornata.

mercoledì 3 febbraio 2016

10 variant cover DC ispirate al cinema.


La notizia è vecchia (dello scorso marzo), ed ammetto che mi era sfuggita.
Ma è abbastanza ghiotta, almeno dal mio punto di vista, da meritare un passaggio sotto i riflettori di questo blog.
La DC ha reso omaggio ad alcuni dei film più iconici degli ultimi decenni con la bellezza di 22 variant cover delle sue testate più vendute (Batman, Superman, Wonder Woman eccetera) ispirate ad altrettanti poster cinematografici.
I film che DC ha scelto di citare vanno da grandi classici come Via col vento e 2001: Odissea nello spazio a robe più recenti come Free Willy, The Mask o Mars Attacks!.
Non tutti mi convincono... ma ce ne sono almeno un paio che sono dei gioiellini. 

martedì 2 febbraio 2016

Perché non mi piace l'Apple Watch, parte 3.

Mi riesce sinceramente difficile capire come possa avere successo un rompicoglioni da polso.
E pure ai ragazzi di Joy of Tech.

lunedì 1 febbraio 2016

Il più grosso problema quando si fa sesso.


L’altra sera guardavo al televisione. Lo so, anch’io ho le mie debolezze. 
C’era un programma sul sesso. Cioè… non proprio sul sesso: sulla gente che parla del sesso. Che è diverso. Due palle. 
Cose così: il trans innamorato del prete omosessuale che dal canto suo se la farebbe volentieri col figlio clonato della ex prostituta che ora affitta uteri a trascender indecisi. Non so voi, ma io, signora mia, non mi stupisco più di niente. 
Ma all’improvviso, forse per far risalire un pelo l'audience e pure io che stavo col dito sul telecomando, uno degli ospiti fa: “Ho fatto tutto nella vita. Rapporti a tre. Due uomini e una donna. Due donne e un uomo. Tre uomini. Pure tre donne”. 
Certo, direte voialtri, scafati: oramai è normale. Ma anch’io nel mio piccolo ho avuto le mie avventure a tre. Ma anche più in tre. Per esempio, una volta eravamo io, la mia ragazza e il mio senso di colpa. Un’altra volta eravamo in quattro, c’era pure il mio complesso d’inferiorità. 
Ma non è solo questo. A volte va malissimo: una volta lei aveva appena visto un video di Pierandrea “The Professor”, tatuato dj dell’entourage della movida romana. C’eravamo io, lei e Pierandrea The Professor. Io ho chiesto: “Ma chi cazzo è questo?” E lei: “È un dj”. Non mi sono fatto altre domande. 
Spesso siamo in tantissimi. Una volta oltre a me e lei come minimo c’erano: 
• il mio senso di colpa;
• le donne a cui pensavo io mentre facevo roba con lei;
• gli uomini a cui lei pensava mentre faceva roba con me. I quali, a loro volta, stimolati dalla situazione, ci provavano con le donne a cui pensavo io e che a loro volta pensavano ad altri uomini ancora e via così.
Ma non è tutto: a volte in un angolo spuntava mia nonna che mi guardava d’intesa con l’ansia da prestazione e un gigantesco orologio da taschino in mano… tic tac tic tac. Nei momenti peggiori usciva dall'armadio Rocco Siffredi, in costume adamitico e berretto di Star Wars. Non so perché Star Wars. Una notte ho addirittura pensato che non ce l'avrei fatta. Eravamo io, lei e tutti quelli che l'hanno desiderata. A parte che fai degli incontri che non ti aspetteresti mai – il suo capo – effettivamente può essere molto dura.
Ma il problema non è la performance, no.
È dopo.
È dopo, quando lei ha voglia di fumarsi una sigaretta. E non ce ne sono. E lei ti fa, scompigliandoti i capelli: "Non è che scenderesti a comprarmele?"

domenica 31 gennaio 2016

Il ritorno delle gif animate.

Le avevo quasi dismesse, e invece le GIF animate sembrano non morire mai, specie ora che Facebook le ha implementate a pieno titolo. Se una di loro funziona può diventare virale e moltiplicarsi all'infinito in brevissimo tempo, impegnano poco (sono mute), hanno un linguaggio universale e chiunque, in pochi minuti, può crearne di sue personali.

Inoltre sono perfette per i post domenicali.