sabato 18 maggio 2013

GIF animate (2).

Potrebbero diventare l'appuntamento fisso del sabato.
Tanto, piove anche questo weekend.

Donne che non presentereste a vostra nonna.

Sì, di Nicole Coco Austin ho già parlato tempo fa.
Ma, onestamente: un solo post e una manciata di foto non rendono giustizia a questa tamarra di classe Omega.

venerdì 17 maggio 2013

Windows Phone 7.8, l'ultima frontiera. Almeno, per un Lumia 800.


Ho appena aggiornato il Lumia a Windows Phone 7.8, e adesso la mia HomeScreen (o StartScreen o come la volete chiamare) ha l'aspetto che vedete più sotto.
Per chi ha perso le puntate precedenti, WP 7.8 ha poco a che vedere con WP8 (a iniziare dal kernel), ed è poco più che una caramella che Microsoft ha deciso di dare a tutti gli utenti che le hanno dato credito acquistando terminali come il Lumia 800 per poi scoprire che – dopo neanche un anno dalla presentazione – non avrebbero mai ricevuto un aggiornamento software a una versione superiore.
Su questa discutibile politica (che riguarda da vicino anche Nokia, visto che immagino conoscesse benissimo i piani di Redmond sul rilascio delle prossime patch) mi sono già espresso QUI, e non tornerò sull'argomento. Mi limiterò a non compare mai più roba targata Microsoft, considerato che il loro rispetto verso l'utenza è praticamente identico a quello di Apple, cioè zero.


Ma veniamo a Windows Phone 7.8.

La novità più evidente è la rivisitazione, per l'appunto, della HomeScreen, in cui è ora possibile ridimensionare le LiveTiles (le piastrelline quadrate) per ottimizzare lo spazio sul display. Compaiono anche altri schemi di colore (tutti brutti, ad essere sinceri), per un totale di 20 tonalità tra cui scegliere. Ci sono dei nuovi wallpaper per la personalizzazione del lockscreen, la possibilità di tenere attivato il Wi-Fi quando il dispositivo è in stand-by, lo sfondo con Bing e, per i terminali Lumia, nuove configurazioni di rete e la condivisione Bluetooth.
Altro? Ah, sì: nemmeno in questa versione è possibile scattare delle istantanee dello schermo, privilegio concesso solo agli utenti di Windows Phone 8, e che persino un iPhone del 2007 faceva.

Sul piano delle prestazioni, abbiamo dei miglioramenti o dei peggioramenti?
Dipende.
I benchmark eseguiti evidenziano un uso meno efficiente del processore (-6%), mentre non ci sono significative differenze nella navigazione web. Il test della batteria mostra invece un miglioramento del 13% circa dell’autonomia. Praticamente identico, infine, il tempo di boot (21 secondi contro 20).


Detto questo, dopo un paio di giorni di utilizzo il mio Lumia 800 mi sembra sostanzialmente lo stesso telefono: se la release 7.8 non ha portato incrementi di velocità, non l'ha neppure rallentato, almeno non in maniera percettibile dall'utente.

Dopo un anno dal suo acquisto, ne approfitto giusto per aggiungere che il Nokia Lumia 800 è più o meno il buon terminale che recensii QUI all'epoca, con un'interfaccia bella da vedere ma meno flessibile e immediata rispetto quella di un iPhone, una batteria con cui potete arrivare fino a sera, un ottimo schermo e una fotocamera piuttosto buona (ma non eccezionale).

Ad allargare il discorso, potrei dire che gli attuali smartphone, così come sono concepiti, sono molto vicini alla maturazione tecnologica, cioè non suscettibili di ulteriori miglioramenti o potenziamenti: non ha molto senso pensare ad un iPhone più veloce di come è adesso, o con una fotocamera più performante.
Le vere innovazioni dovranno provenire necessariamente da device più integrati con l'ambiente circostante, sensibili al contesto, che supportino software biometrici che permettano di mandare in pensione carte di credito, bancomat, contanti e contemporaneamente siano del tutto inutilizzabili in caso di furto o smarrimento.
Mettiamoci anche consumi energetici che siano una frazione di quelli attuali, un'interfaccia vocale sul genere di Siri ma migliorata e una compatibilità più spinta con televisori, automobili, scooter, sportelli automatici e qualsiasi altro dispositivo pensato per comunicare senza fili... e avrete un'idea di come mi aspetto che sia la prossima generazione di smartphone.



giovedì 16 maggio 2013

Rebuilding Magneto.


Sto rivedendo il costume di Magneto.
In questo mockup arrangiato con Photoshop, come dovrebbe apparire una volta finito.
Se ci sono bravi sarti/e in ascolto, fatevi avanti. Anche in pvt, se credete.

mercoledì 15 maggio 2013

Un suggerimento contro la crisi.

La faccio un po' di pubblicità gratuita?
La faccio.
Gli Occhiali On Line sono un ottimo posto dove acquistare occhiali da sole, occhiali da vista, occhiali sportivi, lenti a contatto e qualsiasi altro oggetto potreste trovare in un comune negozio di ottica.
Solo che, se lo comprerete qui, risparmierete parecchi quattrini.
Ecco. È semplice.
È l'arma vincente dei negozi on line, dei quali Amazon è l'espressione più efficace, grazie al ricarico di un punto vendita tradizionale ridotto all'osso e a nessun costo di magazzino.
Tralasciando per un attimo i moti di solidarietà (giustissimi) verso i commercianti vecchia maniera, comprare roba su Internet è una di quelle scappatoie che può aiutarvi a farvi quadrare i conti a fine mese senza doversi negare necessariamente il superfluo.
E, in effetti, un nuovo paio di occhiali da sole sono superflui.
Deliziosamente superflui.
Assolutamente superflui.
Insomma... potevo resistere?

Pochi giorni dopo aver eseguito il mio ordine e pagato con Paypal (ma è disponibile anche il tradizionale bonifico bancario o il contrassegno), mi arriva via email il track number del mio pacco. Che Bartolini consegna diligentemente sulla mia scrivania ventiquattro ore più tardi. Tutti gli ordini superiori a novanta euro non pagano le spese di spedizione.

Imballata con cura, la custodia in plastica rigida dei miei nuovi occhiali da sole. Ha un aspetto piuttosto solido.

All'interno, un certificato di autenticità, una pelle di daino e, naturalmente, gli occhiali. 

Ho scelto questo modello sportivo Prada in policarbonato nero. Hanno una finitura satinata e le lenti sono grigio scuro. Molto avvolgenti. Molto moderni.Indossati, scopro che sono anche molto leggeri e confortevoli. Sono proporzionati al mio viso e possono convivere tranquillamente anche con il casco.
Normalmente, i Prada PS01LS sono offerti al pubblico intorno i duecento euro.
Sareste sorpresi, davvero sorpresi, nel sapere a quanto è possibile averli acquistandoli on line.


Sì, potete prendermi per il culo, se vi va. Ma con questi occhiali mi sento fighissimo.
Domani mi sarà già passato. Fatemi godere il momento.

martedì 14 maggio 2013

La nuova droga.


Ma quanto è buona questa roba?
È un nuovo gusto messo assieme da quei maledetti della Müller.
Banana e uva, che magari nella vita reale non mescolate mai.
E invece.
Naturalmente, è difficilissimo da trovare in tutti i supermercati dove vado io.
Fatevi un favore, e provatelo.
Vado a mangiarne ancora.

lunedì 13 maggio 2013

"In Italia non avete coraggio."

È questa la frase che più spesso io e altri miei colleghi pubblicitari ci sentiamo rivolgere dai fruitori meno addentro i lavori (ossia, la stragrande maggioranza) quando si trovano a confrontare i differenti approcci pubblicitari italiani e quelli oltreconfine.
E sono certo che, pur dicendocelo in totale buona fede, non ce lo dicono come un complimento .

Ma se noi volessimo avere coraggio e non potessimo permettercelo?
Se noi volessimo essere "coraggiosi" e magari pure far vendere di più?

Non funzionerebbe.
Sì perché se la pubblicità italiana, nel suo piccolo, funziona, funziona in virtù del suo contesto culturale.
In passato, io (e altri) abbiamo fatto i salti mortali (lessicali ma anche creativi) per far passare messaggi commerciali più "fuori le righe", più sottili, senza il prodotto fotografato in studio e piazzato gigantesco a centro pagina hai visto mai che il consumatore idiota non capisce di cosa sto parlando, e naturalmente senza il logo grosso come la borchia di una BMW.
Ebbene, non ho difficoltà ad ammettere che tutte le volte (tranne forse un paio di felici e inattese eccezioni) che ho avuto la possibilità di "sperimentare", il prodotto reclamizzato è andato meno bene e solo ora che ho ripreso una deriva fortemente istituzionale (conseguenza anche di un parco clienti di quelli così grossi che io non mi ci sarei mai potuto accostare con le mie sole forze), la mia creatività sembra essersi riconciliata con il pubblico "medio" (e non avete idea di quanto odi questa parola).

Ieri mi sono rifatto un giro QUI, un sito che adoro e mi sono beato delle trovate dei miei colleghi americani, tedeschi, olandesi.
Cose come quelle che (ho pescato a caso tra le campagne delle ultime settimane) qui sotto (cliccateci sopra se volete vederle belle grandi, meritano).


Mi piacerebbe realizzare campagne così... ma avrebbe senso?
Il  pubblico "medio" non le apprezzerebbe... per non parlare del committente stesso.
Invece sembra che una roba come questa qui, che ho realizzato poco tempo fa, sia piaciuta parecchio.

Non avevo grossi dubbi: è pensata per un pubblico "medio" e, per certi versi, è un prodotto molto più minimalista che se avessi realizzato con Photoshop, che so, un Transformer con le sembianze di un locomotore di un Frecciarossa.

La cosa è buffa perché io, pur adorando questo tipo di cose fatte con Photoshop (per dire: robe come QUESTA o QUESTA), apprezzo enormemente il minimalismo nella comunicazione.
Per me Photoshop è lo strumento perfetto del pubblicitario.
Ma da noi, per lo più viene usato per togliere i brufoli alla modella di turno.
Uno enormemente sopravvalutato, dal mio punto di vista, come Oliviero Toscani, nemmeno lo usava.
E non ritengo certo che non abbia azzeccato più di un messaggio pubblicitario (a lui va riconosciuto il merito di aver sdoganato gli annunci pubblicitari che non mostrano il prodotto), ma non puoi campare di quel filone tutta la vita.

Se domani io (e tanti altri) dovessimo varare un nuovo stile pensato all'insegna della "rottura", sono quasi sicuro che il nostro pubblico ci boccerebbe senza appello e che al contempo non riusciremmo a raggiungere il pubblico "altro" (quello più raffinato che guarda le proposte "alternative" dei cugini esteri come "vera" pubblicità) che negli anni ha ormai imparato a diffidare di noi, giudicandoci (non del tutto a torto) dei venditori di fumo prezzolati e supini ai voleri degli uffici marketing.
Come dicevo in un'altra occasione, si è condannati a rimanere fedeli al demone che ci siamo scelti.

Torno su Ads of the World e provo a scordarmi queste riflessioni. 

domenica 12 maggio 2013

Separati alla nascita.

Altro che quella robetta effeminata fatta con Pharrell Williams.
Voglio che i Daft Punk facciano un disco con Skrillex!