mercoledì 27 agosto 2008

Batmobile e Batsuit. Dieci anni intorno il mito.

Come detto QUI, il DVD Batman Cavaliere di Gotham non era poi questo irrinunciabile acquisto. Così metto su i dvd coi contenuti extra di Batman Begins e il primo Batman di Burton, confrontando approcci e soluzioni adottati a quindici anni di distanza su due degli aspetti più significativi dell’iconografia del pipistrellone mascherato: la Batmbobile e il costume.

Veniamo prima alla Batmobile.

Anton Furst, lo scenografo della produzione in seguito ricordato per la sua volontaria dipartita da questa valle di lacrime, ebbe solo cinque mesi per realizzarla. Disegnò una linea che non richiamava alla mente alcun periodo storico particolare (una delle geniali peculiarità dei due film di Burton era la singolare commistione di elementi di arredo, architettura e abbigliamento anni quaranta con altri assolutamente attuali, facendo svolgere la vicenda di fatto in un continuum temporale tutto suo), e non era nemmeno un’auto futuribile: il suo fascino consisteva nell’essere una estensione del look di Batman, un look studiato per proteggere il guidatore e per intimidire i criminali.
Una specie di versione a quattro ruote di Batman stesso, questo riuscì a fare Anton Furst. Sinuosa, notturna, felina, possente. E assurda come uscita da una giostra.



Tutt’altra storia la concezione di Christopher Nolan voluta per il suo iperrealistico Batman Begins.
Al bando ogni fantasia gotico-favolistica.
La batmobile disegnata dallo scenografo Crowley è stata immaginata come un prototipo militare chiamato The Tumbler, disegnato dalla divisione di Scienze Applicate della Wayne Enterprises come veicolo gettaponti e per facilitare gli spostamenti dell’equipaggio sull’acqua e sugli spazi aperti.

La Tumbler è funzionalismo allo stato puro, e apparentemente, nessuna concessione all’estetica.
Non ha neanche una forma definita, con tutti quei pannelli sovrapposti come scaglie di un rettile. Ma è un altro capolavoro di design, che fonde la possenza di un carro armato con l’eleganza di una Lamborghini. L’assenza dell’asse anteriore, i sei enormi pneumatici da camion, l’aspetto da insetto. Non assomiglia a nulla. Travolge ogni cosa con l’indifferenza di un rinoceronte.
Tutti vorremmo averne una nel garage. Almeno, io la vorrei.

Ma veniamo al design del costume.
Il costume di Batman di Tim Burton fu progettato da Bob Ringwood. All’epoca, fu decisamente rivoluzionario rispetto tutto quello che si era sempre visto nei fumetti. Il grigio e il blu furono inghiottiti da un nero totale, notturno, lucido.
Risultò subito evdente che alcune caratteristiche dei costumi dei supereroi funzionano solo sulla carta: nessuna calzamaglia è abbastanza aderente da sembrare dipinta sulla pelle, ad esempio. E stendiamo un velo pietoso sulle mutande indossate sopra di essa. La realtà è tutt’altra cosa.
Ai tempi di Adam West, evidentemente, il comune Senso Del Ridicolo era sottilmente diverso da oggi.
Nel 1989, Ringwood trovò la soluzione ri-concependo il costume di Batman come un’armatura protettiva, quindi rigida e anti-proiettile, ma non al punto da rendere impossibili i movimenti più semplici: trovò nel latex il materiale ideale, scolpito replicando una muscolatura da culturista. È il concetto che, pur con notevoli modifiche, accompagnò tutte le batsuit fino a Batman & Robin, per cedere il passo all’approccio razionalistico di Christopher Nolan che virò su una specie di tuta antiproiettile da fanteria corazzata.
Il mantello, poi. Splendido e scenografico nei fumetti quanto inutile e anzi d’impaccio nella vita reale.
Ma un Batman senza mantello da pipistrello è inconcepibile, sarebbe come togliergli le (squisitamente inutili) orecchie. È uno degli elementi più caratterizzanti e non poteva essere sottovalutato, così il costumista ne progettò uno molto ampio, che potesse, all’occorrenza, dispiegarsi in un aspetto quanto più scenografico possibile per aumentare l’impatto visivo di Batman, sia sul pubblico che sui criminali affrontati dal giustiziere (d’altronde un giustiziere che volesse travestirsi per spaventare i criminali dovrebbe puntare soprattutto su un effetto teatrale allo scopo di provocare una reazione emotiva forte, indelebile nella memoria).

Quanto poi questo aspetto possa funzionare in un contesto realistico, beh, faccio calare un altro velo pietoso. Diciamo che l’aspetto di Batman è la più grossa concessione alla cosidetta sospensione dell’incredulità.
Il suo costume sembra concepito per penalizzarne movimenti e percezioni. Il cappuccio solidale col torso, tanto per dirne una: rende impossibile voltare la testa, costringendo gli attori a compiere coreografiche giravolte più da ballerino che da combattente. Udito e visione periferica sono estremamente ridotti. Non esattamente un plus in qualsiasi combattimento, fosse pure una rissa tra bulli in un vicolo.

Il costume utilizzato nei film di Burton viene completamente riprogettato nel nuovo corso di Joel Schumacher, passato alla storia come "colui che mise i capezzoli sul costume di Batman".
La nuova tuta – disegnata ancora una volta da Ringwood – sul corpo del nuovo interprete, Val Kilmer, è più leggera e flessibile, e ha un aspetto decisamente più "anatomico", muscoloso e naturale.
Viene chiamata Panther suit, ed è una delle più belle mai indossate da un Batman cinematografico.
Anche il cappuccio, guanti, stivali e cintura subiscono un redesign totale, e il risultato è davvero, davvero buono... giudicate voi:

Naturalmente, anche se l'estetica era migliorata, la funzionalità restava la stessa.
In un'intervista, George Clooney, chiamato ad interpretare Batman nel secondo film di Schumacher, dichiarò che muoversi con quel costume addosso era a malapena possibile.
La mobilità era ridotta al minimo, il mantello impacciava qualsiasi movimento e i guanti pesantemente imbottiti azzeravano qualsiasi sensibilità.

CHRISTOPHER NOLAN E IL NUOVO CORSO NEOREALISTA
Dovettero passare parecchi anni dopo il tonfo del mediocre Batman & Robin perché qualcuno riprendesse in mano il brand dell'uomo pipistrello.
E a farlo, fu Christopher Nolan, che ingaggiò la costumista Linda Hemming.
Riletto il mito di Batman in chiave iperealistica, il costume doveva, nelle intenzioni, non solo apparire funzionale, ma esserlo veramente. Obiettivo che, per forza di cose, fu raggiunto solo in parte.
La batsuit utilizzata in Batman Begins venne immaginata, al pari della Batmobile, come un prototipo modificato della Wayne Enterprise: la Nomax Survival Suit, un’armatura progettata per impieghi militari. La Batsuit disegnata da Hemming e dalla sua squadra consiste in una sottotuta di neoprene simile a quella dei sommozzatori, con sette sezioni di lattice aderente: ginocchia, polpacci, gambe, braccia, busto, schiena e cappuccio.
Proprio a proposito di questo, la Hemming lavorò con lo scultore Jim Murrey per trovare il modo di renderlo abbastanza sottile da permettere i movimenti e abbastanza flessibile da evitare pieghe quando Bale voltava la testa.
La differenza più evidente rispetto le passate interpretazioni sono senza dubbio le orecchie, molto più piccole, e il collo, grande come quello di Mike Tyson, che nelle intenzioni della Hemming doveva ricordare quello di una pantera.
Anche se il costume era più flessibile e si adattava meglio ai movimenti rispetto alle precedenti versioni, non era comunque confortevole quando Bale doveva indossarlo per ore di fila. Servivano tre persone per vestire Bale ogni volta. La preoccupazione principale, oltre il surriscaldamento, era il mal di testa che procurava a Bale nel giro di mezz’ora.

2 commenti:

Hirilaelin ha detto...

Molto interessante!
Sai che anch'io vorrei la nuova Batmobile in garage?
Visivamente è orrenda, non credo che susciterebbe nemmeno l'istinto di sgraffignarla (come invece accadrebbe alla più attraente Batmobile dei film di Burton), ma vuoi mettere la soddisfazione di farsi largo con quella tra suv e bmw?

ivy ha detto...

mahm, la batmobile nuova, non mi fa impazzire ma ci sta...

la mia paura è che il costume di batman ridiventi quella sorta di armatura da power ranger degli scorsi film...

quello del primo film di Nolan per me era perfetto...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...