mercoledì 27 agosto 2008

Citofoni: aboliamoli

Ma a che dovrebbe servire mettere il nome sulla targhetta del citofono? A permetterti che qualcuno ti rompa le balle, ovvio.
La questione è semplice in modo disarmante. Chi ti conosce e ti è amico sa benissimo dove abiti. Chi non ti conosce presumbilmente non ti è amico (correggetemi se sbaglio) e quindi non deve sapere dove abiti.
Perché se ti citofona qualcuno che non conosci, al 99,9% è una rottura di balle.
Piazzisti (i venditori di spazzole ed enciclopedie non si sono estinti, ma evoluti in dimostratori della Kirby e della Folletto), testimoni di Geova (ma davvero credono che la religione sia una cosa da vendere porta a porta come una spazzola? che diavolo, non funziona neanche con le spazzole), vigili urbani e messi comunali ansiosi di notificarti multe e contravvenzioni assortite, questuanti di ordine e grado, dispensatori di cataloghi e pubblicità non richieste, truffatori, rapinatori e serial killer.
C’è tutta una (cospicua) fetta di U(u)manità che si sveglia la mattina con un solo scopo fisso nella testa: romperti le balle.
E per farlo, non la spaventa entrarti fin dentro casa, l’ultimo eremo, l’estremo baluardo (visto che ti bussano anche al finestrino della macchina non appena la tua velocità scende sotto i venti chilometri orari). Da un po’ di tempo, diciamo da quando il cellulare si è universalmente diffuso, il citofono potrebbe quasi decretarsi obsoleto.
Sei sotto casa mia?
Fai uno squillo con il cell.
Il tuo nome mi compare sul display, so già chi sei senza manco dovermi alzare, sollevare la cornetta e fare la stupidissima domanda “chi è?”.
Ok, devo alzarmi comunque a premere il pulsantino, ma per quanto mi riguarda i citofoni potrebbero benissimo essere permanentemente sostituiti da un bottone apriporta.
Quando abitavo qui con la mia ex convivente (non riesco manco ad usare l’espressione “vivevo” perché non era di vita che si trattava), c’erano i nostri due cognomi scritti sulla casella postale. Mi sembra di ricordare che fosse stata una sua iniziativa. Io preferivo l’anonimato più assoluto.
Quando la strega abbandonò casa, non dimenticò di cancellare con alcuni nervosi tratti di penna il suo cognome dalla casella di posta.
Io completai l’opera asportando anche il mio cognome, sosituendolo con quello dei padroni di casa.
Tutta la mia posta mi arriva in ufficio, almeno quella che voglio che mi arrivi. Che la pubblica amministrazione si arrangi. Che il postino tornasse indietro con le sue multe e le sue citazioni nella sua sudicia borsona.
Mettetemi il sale sulla coda, venitemi a stanare se ne avete veramente voglia e il tempo.
Io di certo non vi faciliterò il compito, scrivendo a chiare lettere dove potete trovarmi per tartassarmi con le vostre richieste di denaro (questo e solo questo vuole la pubblica amministrazione dalle persone, questo e null’altro).
Il mio citofono è e resterà sempre un vicolo cieco per tutti gli sciacalli e coloro che non attribuiscono valore alcuno alla privacy delle mura domestiche.
Già non ho troppa simpatia per l’U(u)manità in genere, fosse per me difenderei il mio spazio con filo spinato elettrificato e doberman perennemente incazzati. Ma visto che non posso, mi limito a non scrivere il mio nome sulla targhetta del citofono.
Direi che è un compromesso accettabile, che ne dici, U(u)manità? :D

9 commenti:

DAMA ARWEN ha detto...

E coi postini come la mettiamo?
Per chi non ha la portineria è un casino...

DAMA ARWEN ha detto...

Vabè.. compoleto il tutto visto che prima ho litigato col server di blogger...

Mi immagino le persone anziane, tipo la mia nonna che andrebbero nel panico senza citofono.. ahaha ^_^""

Mhhh... un bell'eremo?
Io e te non siamo animali sociali x cui da una parte ti capisco molto bene.

Valex ha detto...

Un'altra delle cose che si fanno meccanicamente, solo perché conformi agli usi comuni, piuttosto che alle necessità personali.
Sono d'accordo con te.

Mi porti alla mente la prima volta che attaccai qualcosa al citofono (di un'abitazione a 2 piani):
un adesivo con su scritto [circa] 'bussa al piano di sopra',
e nell'altro sopra 'abito nella casa accanto' :D

Chi mi vuol trovare sa come fare, ya!

CyberLuke ha detto...

La "caccia all'inquilino" di Valex mi piace: citofona qui, poi dì "Fidelio" se ti tisponde un uomo, "Anastasia" se ti risponde una donna, quindi citofona al terzo nome dopo quello che ti diranno, sali a quel piano, guarda sotto il vaso sul pianerottolo, c'è un biglietto che... :D

Nicla ha detto...

Aiuto! anch'io odio i rompiballe dei citofoni!Anche se odio i rompiballe in generale.
Mia mamma ha adottato una strategia ancora più furba (visto che quando siamo venute ad abitare qua avevo 10 anni): il mio nome sul citofono non compare, c'è solo il suo cognome con il nome puntato. Il mio cognome con il nome puntato appare solo sulla cassetta delle lettere per ricevere posta (che fino all'anno scorso era all'interno della palazzina) ma il postino essendo un paese piccolo è abituato e conosce tutti i trucchetti delle varie persone della sua zona.
Quindi involontariamente ho adottato anch'io il principio del chi mi conosce sa dove deve suonare. :-P

CyberLuke ha detto...

Difenderò la mia privacy con le unghie e coi denti.
Tirando la lettiera (usata) dei miei gatti, se necessario.

Licia ha detto...

Ricordo ancora una volta che avevo dimenticato il cell a casa e sono venuta a un bagordo da te...
Fuori dal cancello 20 minuti aspettando che arrivasse qualcuno che si ricordava quale fosse il pulsante giusto... GRRRRRRRRRRRRR.
Un eremo per te, solo questo ci vuole. Tanto ci metteresti un bel Mac e ci sentiamo lo stesso. ;-)

Anonimo ha detto...

genio e il postino o il corriere come cavolo fanno a consegnarti un pacco/lettera/cartolina se non c'è il citofono?
E se un amico/parente che abita fuori viene a trovarti per la prima volta come fa a trovarti?
E se traslochi da una zona ad un'altra, come fanno i sopra citati postini/amici e parenti a trovarti al nuovo indirizzo?

CyberLuke ha detto...

@Anomimo: facciamo lavorare un po' i portieri, che ne dici?
Genio.

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