venerdì 29 agosto 2008

[Recensione] Ultimates, c'erano una volta i Vendicatori


Uno dei migliori fumetti degli ultimi anni, è, secondo me, Ultimates, pubblicato anche in Italia dalla Marvel.
Ideato da Mark Millar e disegnato da Bryan Hitch, è una rilettura iperrealistica dei vecchi Vendicatori.
Il lavoro operato da Millar sul gruppo forse più classico (vecchio?) della Marvel è a dir poco stupefacente.
L’attualizzazione operata gode di un realismo che è una delle principali qualità di questo fumetto, supportata dal grandissimo Bryan Hitch.
Le sue tavole sono degli affreschi, c’è una cura del dettaglio maniacale, un gusto dell’inquadratura spiccatamente cinematografico, un attenzione al design mai vista.
Il tutto conservando, specialmente nelle copertine (dove trionfano pose plastiche e mascelle volitive) quei tratti tipicamente supereroistici che da sempre caratterizzano questo tipo di fumetti.
L’atmosfera da “salviamo il mondo dai cattivi” che permeava questo universo fino a pochi anni fa, in Ultimates è diventata “Facciamo il nostro sporco lavoro al soldo di George Bush”.
Ultimates non sono più i Vendicatori.
Ultimates è la punta di diamante dello Shield, organizzazione militare governativa diretta da un Nick Fury sottilmente diverso dalla sua controparte classica, a cominciare dal colore della pelle (che alla boria del militare unisce il viscidume dell’uomo vicino al Potere, che non esita a mentire e omettere e uccidere se serve).
Non c’è più posto per gli scrupoli, per l’etica, per la correttezza.
C’è invece un certo tipo di politica internazionale, ci sono degli ordini da eseguire, stasus quo da mantenere.
Gli Ultimates sono il braccio armato definitivo di un’America superpotenza globale, e non a caso sono capitanati da un tizio che ha fatto della bandiera stelle e strisce la sua uniforme, un uomo (pardon, un superumano) riemerso dalla Seconda Guerra Mondiale con una testa dove concetti come il patriottismo hanno un preciso significato; opportunamente guidato Ultimate Capitan America è il leader perfetto, idealista ma militaresco, ottuso ma strategicamente imbattibile, arretrato a volte in modo comico rispetto i costumi del terzo millennio, ed incontrovertibilmente antipatico.
E proprio l’antipatia sembra essere una caratteristica costante di questi personaggi.

Perché sono incredibilmente reali, reali sono gli episodi di violenza coniugale tra Wasp e Giant-Man, reale è l’atteggiamento semi-irresponsabile di Tony Stark che si infila ubriaco nell’armatura di IronMan (e, tanto per appensantire il carico, Millar ha trasformato i suoi problemi cardiaci in un tumore al cervello non operabile), reale è la frustazione di un Hank Pym geniale che vede stroncati i suoi tentativi di reinserimento nella squadra quando è stato moralmente condannato dai compagni, reale è la paradossale situazione di Bruce Banner che viene condannato a morte perché politicamente scomodo, reale è Thor, non più Dio del Tuono ma essere potentissimo no global e new age, il solo che si rifiuta di mettersi agli ordini dello Shield ma al massimo di collaborare in caso di necessità, su di lui pesa addirittura il sospetto che non sia altro che un folle che ha sottratto equipaggiamento militare sperimentale per ottenere i suoi poteri.
E poi la Vedova Nera, che pian piano si insinua nel letto di Tony Stark per poi puntargli una pistola alla testa, Scarlet e Quicksilver, i due mutanti rinnegati tra i quali scorre qualcosa di vagamente morboso, i Difensori, che più che un gruppo di supereroi sono un manipolo di coraggiosi giovanotti senza mezzi, senza poteri ma con costumi colorati e nomi di battaglia altisonanti.
In Ultimates c’è poltica, ci sono i talk show con i membri degli Ultimates come ospiti, ci sono i combattimenti filmati e venduti su dvd, ci sono manifestazioni di piazza contro i superumani e le ingerenze USA negli altri paesi, ci sono gli attacchi preventivi in Medio Oriente a colpi di uomini volanti in costumi sgargianti.
Gli Ultimates si sono risvegliati dal sogno in cui erano eroi e si sono ritrovati soldati, la cui (cospicua) busta paga porta la firma di George W. Bush.
Se potete, recuperatelo. Proprio ieri è uscita la prima ristampa, edita da Panini, in un volume di 160 pagine, a soli 13 euro. Un affarone.

5 commenti:

minimalist ha detto...

So che non ha molto a che fare con l'argomento del post ma mi piaceva far sapere al mio amico cyberblogger che Capitan America, insieme a Donald Duck, Silvestro, L'Uomo in Ammollo e Sponge Bob è uno dei miei eroi preferiti... lo tenga sempre presente! ;o)

Licia ha detto...

Mi hai fatto venire voglia di comprare il libro e sì che la odio la propaganda Usa...E specialmente Capitan America con il suo pessimo pigiamone stars&stripes, che anche a 10 anni non capivo perché un supereroe si dovesse mettere sta robaccia addosso...
(Io amavo Thor spudoratamente, conosci il mio debole per i capelloni)

minimalist ha detto...

Quasi dimenticavo... e Thor, con la sua cuccuma in testa con le ali d'oca sui lati! :oD

ps: pigiamone?

Licia ha detto...

Intendo pigiamone x "tutino". Per me il peggio.

minimalist ha detto...

e per me il "numero uno"! :o)

ps: attualmente sono un capellone (ma non sono vikingo)...

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