giovedì 4 settembre 2008

Ne voglio ancora! (L'orgoglio di Baghdad)

Tempo fa ho scoperto in fumetteria (per puro caso perché seminascosta da altre copertine allineate nello scaffale) una delle più belle graphic novel degli ultimi tempi.
Non credo di esagerare.
Si tratta de L’Orgoglio di Bagdad, una storia ispirata ad un fatto realmente accaduto: nella primavera del 2003, un piccolo branco di leoni scappò dallo Zoo di Baghdad durante il bombardamento causato da un raid americano.
Persi, confusi, affamati ma finalmente liberi, i quattro leoni vagarono per le strade di una Baghdad devastata, in un disperato tentativo di sopravvivere.
Può un racconto costruito su un piccolo evento come la fuga di quattro leoni da uno zoo, trasformarsi in pura poesia, rubando la scena ad un evento tragico e di primo piano come la guerra a Bagdad?
Nelle mani di Brian K. Vaughan succede.
Eccome.
Neanche troppo velato il parallelismo tra i quattro felini protagonisti e il popolo stesso della città irachena, vittima di una dittatura che soffocava ogni libertà.
L’arrivo degli americani ‘liberatori’ stravolge ogni sistema.
I leoni sembrano rappresentare due correnti di pensiero insite nel popolo schiavo: da una parte chi gode della comodità del guardiano/protettore, dall’altra chi sogna di volare fuori dalle mura, a braccetto con i più deboli, con i diversi, uniti nel nome della libertà e della democrazia.
I liberatori portano il caos ed i leoni in fuga dalle mura distrutte del loro zoo capiscono che il passaggio tra la vecchia vita ed una nuova fatta di speranza è segnato dalla cruda lotta alla sopravvivenza.
Non c’è niente di disneyano, dove il re della giungla viene umanizzato per dare lezioni morali ai bambini, ma c’è lo stesso una magia speciale, è un’avventura che si trasforma in dolore, dove vengono sputati fuori i veleni del passato allestendo il presente come terreno fertile per le radici di un disorientato futuro.
Niko Henrichon illustra magnificamente, attimo per attimo, la fuga del cucciolo Ali, di sua madre Noor, del coraggioso Zill e di Safa, leonessa con un solo occhio, ma dalla grinta indomabile.
Ogni tavola è un picolo capolavoro. Dettagli raffinati, colori vivi, suggestione nelle figure e nei loro movimenti. È un’opera a metà tra il servizio di un reporter e gli acquerelli infuocati di un artista. Mai melensa. Potente. Vibrante. Sentita. Profondamente commovente.
Da leggere assolutamente.
Lo trovate in libreria e in fumetteria a 15 euro.

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