lunedì 1 settembre 2008

Non rompete le scatole


Alla Apple sono dei bastardi.
Mi spiego subito.
Apple è la sola azienda che riesce ad instillarmi un desiderio d’acquisto (e di possesso, dunque) tanto efficace: sorvoliamo sull’iPod Touch che per molti versi è inferiore a mio 5G da 30 giga ma che ho comunque comperato.
Ma, dico, vogliamo parlare della scatola di Leopard?
Ecco, l’ho detto: la scatola. Una dannata scatola.
I bastardi di cui sopra hanno scelto di non vendere Leopard, la nuova versione di Mac OSX, la 10.5, in una comune scatola di cartone stampato a colori, no.
E neanche in una scatola di plastica stondata trasparente come Vista.
Si sono inventati questa confezione estremamente minimalista, al cui confronto la scatola di Tiger sembra esageratamente ed inutilmente grande.
Grande (piccola) come un paio di custodie per cd.
C’è una grossa X renderizzata in una specie di vetro nero lucido, e il resto della scatola ha dei meravigliosi riflessi viola metallico.
Una roba che a descriverla o a vederla in fotografia non rende assolutamente. Ha una profondità quasi olografica.
Sul retro, il designer (bastardo anche lui) che l’ha creata ha sistemato immagini di alcune delle caratteristiche più cool di Leopard: lo scomodo ma scenografico CoverFlow applicato al Finder, Spaces per chi ha dicemila finestre aperte tutte assieme, TimeMachine che se non ti compri un nuovo hard disk è solo una nuova, bella icona sul dock, iChat e i suoi nuovi effetti zuccherosi e infine Mail, che ce l’avevamo già da anni ma adesso è molto più figo, anche se non si capisce cosa debba avere di figo un software per la posta elettronica.
Però è tutto metallizzato, lucente, su un fondo stellato che chiunque altro ne avrebbe fatto una coattata anni ottanta, ma non Apple: la scatola è realizzata con la massima cura, include naturalmente il dvd, una coppia di adesivi con la meletta mordicchiata, genialata di marketing per annunciare al mondo con discrezione ma anche con orgoglio e snobismo che anche noi si è utenti Apple, e un libbricino rilegato in brossura e stampato in quadricromia che ti prende per mano e con grande eleganza e minimalismo introduce al nuovo sistema operativo.
Tra l'altro, il mio primo approccio con il Leopardo è stato pessimo, ma ne parlerò in un altro post.
Ma la scatola, ragazzi, quella è un capolavoro.

2 commenti:

DAMA ARWEN ha detto...

Il fascino del Packaging...

CyberLuke ha detto...

Fighissimo il packaging... un settore in cui mi sono cimentato troppo poco.
Chissà... magari in un'altra vita.