martedì 2 settembre 2008

Omaggio a un oggetto (quasi) perfetto


È nero.
Liscio.
Rettangolare.
Sembra il monolito di 2001: Odissea nello spazio.
Solo, un bel po' più piccolo.
Mi accompagna da quasi due anni, ed è il mio quarto iPod (il quinto è stato uno sfizioso iPod Touch, che non ho più).
Mai un cedimento.
Mai un guasto.
Sopravvissuto a cadute, urti e strapazzi assortiti in tasca, in borsa, in macchina, sullo scooter.
E, a parte questo...
Splendidamente minimale e funzionale.
Non c'è più nulla da togliere: con il Touch hanno eliminato anche la ghiera cliccabile, rendendolo di fatto più scomodo e meno intuitivo da usare. Questo, lo usi anche a tentoni, con una mano sola, sullo scooter, ciondolando il braccio fuori dalla vasca da bagno.
Il Touch lo devi
a) reggere con una mano
b) guardarlo mentre con l'altra mano fai qualcosa, per esempio skippare alla canzone successiva.
Un bel passo indietro sul piano dell'usabilità, lasciatemelo dire.
E, di fatto, lo rende inutilizzabile per chi come me lo usa (anche ma soprattutto) in scooter. Guardare il display del Touch mentre si fila a ottanta chilometri orari sulla via Olimpica può essere nocivo alla salute, potete credermi.
E poi, il 5G lo usi come hard disk portatile.
Un grosso hard disk portatile. 
Sul mio, ci sono trenta gigabyte di musica, immagini, documenti, filmati.
Il Touch sembra essere concepito come un fantastico player multimediale, ma gli è stata inibita la possibilità di essere montato sulla scrivania del computer come un qualsiasi altro dispositivo di memoria esterna.
Ridicolo.
Perché?
Alcune scelte di Apple mi lasciano veramente interdetto.
Per questo, il mio fido 5G resterà con me ancora per lungo, lunghissimo tempo.
Lunga vita al mio iPod.

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