domenica 7 settembre 2008

Trovo molto interessante la mia parte intollerante


Ieri era sabato: sarebbe dovuto essere una bella giornata come ogni giornata non lavorativa.
Invece ero più intollerante del solito verso i miei consimili, il cosiddetto homo sapiens.
A cominciare da: quelli che guidano l’automobile con incommensurabile menefreghismo.
Loro hanno tutto il tempo che vogliono, a loro non li aspetta nessuno, loro non hanno urgenze, scadenze, orari, negozi o uffici che chiudono, quindi se la prendono comoda.
La mia parte Paranoica, che va a braccetto con quella Intollerante, mi insinua il sospetto che costoro abbiano preso l’auto solo per intasare un po’ di più le strade ed ostacolare chi, quella strada, invece gli serve.
E me, in particolare.
Hanno un comportamento sistematico: camminano più o meno al centro della carreggiata, in modo che sorpassarli diventa impossibile, hanno una velocità che oscilla tra i quaranta e i dieci chilometri orari, che spesso si abbassa quasi fino allo zero quando decidono di fermarsi quasi per inerzia, senza prendersi il disturbo di mettere una freccia, serafici, superiori al resto del mondo che ha solo la colpa di trovarsi dietro il loro culo di metallo.
Oggi ne trovo a mandrie, di codesti personaggi.
E ogni volta la mia pazienza si silaccia sempre di più come una vecchia maglia.

Al supermercato, invariabilmente davanti a me in fila accade qualcosa di anomalo.
A volte, è la cassiera che, guardandomi in faccia, decide che è il momento giusto per mettere via un po’ di contante e quindi si ferma per la procedura di conteggio e riconteggio, imbustamento, firma, passaggio di banda magnetica e spedizione per posta pneumatica.
Altre volte, è il cliente che paga con mazzette di ticket restaurant che vanno conteggiati uno ad uno su una calcolatrice portatile e il cui resto va mercanteggiato monetina per monetina.
O la cliente anziana che, con tutta la calma del mondo, cerca il suo borsellino nei meandri della sua borsa, e trovatolo lo apre con solennità e inizia a frugarci dentro, estraendo il contante banconota dopo banconota, spiccio dopo spiccio.
E la cassiera che, anche lei ha tutto il tempo dell’universo, sistema diligentemente il denaro ognuno nel suo scomparto, le monetine da un cent nella vaschetta da un cent, quelle da due in quella accanto, e così via.
Io le guardo, allibito e al limite dell’esasperazione.
Gli sparerei un petardo nelle orecchie e gli urlerei di sbrigarsi.
Ieri, me n'è capitata una nuova.
Un cliente di colore, chiaramente straniero, ha comperato, orrendo crimine, due fogli di carta regalo, che in realtà viene venduta a pacchi di tre. Naturalmente, il tipo non parla italiano, e naturalmente la cassiera non parla inglese.
Ecco creata una perfetta situazione di stallo, in cui nessuno capisce l’altro e che potrebbe protrarsi per ore, forse giorni, settimane intere.
Aspettiamo un interprete dall’ambasciata?
Non ce la posso fare.
Raccatto in una bracciata le mie cose dal nastro trasportatore e trasmigro alla cassa accanto.
Finendo dietro una signora che, forse temendo una carestia o un’imminente guerra civile, ha praticamente svuotato il magazzino, occupando entrambi gli scivoli metallici fregandosene, naturalmente, che uno è mio.

Non è finita.
Vado da MacInTown, negozio che si fregia dell’insegna di rivenditore autorizzato Apple.
Cerco l’ennesimo Oggetto Chimerico, una custodia per iPhone, il telefono cellulare attualmente più richiesto del mondo.
Non dovrebbe essere difficile trovarne una, giusto?
Plastica trasparente, non chiedo altro.
Parcheggio. Entro. Naturalmente, nessuno saluta.
Mi dirigo verso un piccolo reparto di custodie di iPod e affini. Inizio a scrutare improbabili custodie verde pistacchio o con disegnini alla Hello Kitty quando mi si avvicina una commessa che, senza l'ombra di un sorriso, mi chiede:
“Posso aiutarla?”
“Sto cercando una custodia per iPhone 2G. Non di silicone. Rigida. Trasparente”.
La tizia si irrigidisce. “Ah. Il modello americano”.
“Sì, è americano. Ne avete?”
“No. Non trattiamo nulla per il modello americano”.
Lo dice con una chiara nota di disprezzo nella voce, come se io possedessi illegalmente un oggetto illegale: che razza di degenerato che sono.
Ma, guarda un po’, a guardar meglio invece ne hanno.
Sono di colori fluorescenti degni di un undicenne, ma ne hanno. Allora, dopotutto, lo trattano l’Infame Oggetto Non Autorizzato. I quattrini sono quattrini.
"Questi colori sono orrendi. Grazie lo stesso".
Giro i tacchi ed esco.
Devo aver preso una dose eccessiva di Raggi Gamma.

8 commenti:

Larsen ha detto...

va che il fine settimana, a meno di bisogni vitali, l'auto e' meglio lasciarla spenta...

per il resto, non ti conviene comprarla online la custioda per l'icoso? :D

CyberLuke ha detto...

In effetti sì: mi sto accorgendo che meno contatti ho con persone frustrate (e, mi dispiace, ma il 90% dei commessi lo sono) e meglio è.

DAMA ARWEN ha detto...

Meno contatti ho con l'umanità che non mi sono prescelta tra le amicizie e conoscenze meglio sto.

Guardiano di un faro su uno scoglio di cornovaglia.
Lì sì che dovrei andare vivere.

Ovviamente quoto in toto tutto ciò che ti capita (capita anche a me) che dici e che pensi.

Senti ma... visto che io di aneddoti sconvolgenti ne avrei molti da narrare anche relativi alla carriera scolastica, tu non riesci a rivangare nel tuo passato fino ai tempi delel medie e/o del liceo per deliziarci con qualche antico anedotto???

CyberLuke ha detto...

@Dama: la cosa bella di avere poca memoria è che non mantieni il ricordo di tante cose spiacevoli...
Ma direi che già bastano (e avanzano) quelle recenti. ;)

datzebao ha detto...

Io invece ho molta memoria. E in più mi dà fastidio tutto. Immaginate voi...

CyberLuke ha detto...

Datzebao, sposiamoci.

Nussy ha detto...

Bene, non sono l'unica misantropa della blogsfera a quanto vedo! Ti avevo già detto, Luki, che il mondo è un gigantesco prato dove pascolano i caproni, vero? I modelli base priprio non fanno per noi! Noi siamo modelli full optional, che ci vuoi fare. Meglio fare un pò di sano "tikitikitiki" sulla tastiera e arrangiarci con gli acquisti online. Ne guadagnamo in salute mentale!

CyberLuke ha detto...

Probabilmente hai ragione, è che non volevo arrendermi all'evidenza...

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