lunedì 13 ottobre 2008

La mia domenica giappo


Domenica scorsa si è svolta la giornata annuale (ma non sarà troppo?...) del mercatino giapponese presso la scuola Giapponese di Roma in via di Casetta Mattei, per la gioia di otaku e appassionati.
Non posso definirmi un appassionato della cultura del Sol Levante, ma ho sempre ammirato la loro estetica, che oscilla dal sublilmente minimale al kitsch ipercolorato e lezioso.
E il loro folklore è così differente dal nostro che la curiosità mi ha spinto a ficcare il naso.
È stata una full immersion in un universo parallelo.
Gli stand alimentari sono stati letteralmente presi d'assalto: yakisoba (spaghetti giapponesi alla piastra), onigiri (polpette di riso e salmone), okonomiyaki (questo non ho proprio capito cosa fosse), gyoza (ravioli), riso con curry, sushi, spiedini di pollo preparati in batteria da un'incredibile team di giapponesini in guanti di lana e grembiuli arancio rigorosamente tutti uguali.
Il resto era una specie di Porta Portese in chiave japanish: vestiti usati, giocattoli, vecchie vhs, manga, carabattole di ogni tipo che invece di finire nel cassonetto o nell'equivalente giapponese sono finiti nelle borse delle numerosissime, estasiate romane partecipanti.
Perché, non ho potuto fare a meno di notare, il fenomeno è spiccatamente femminile.
Il che mi fa incidentalmente chiedere: ma lo sanno come sono discriminate le donne in Giappone, soprattutto sul lavoro?
Avranno dato una letta, ad esempio, a Le quattro casalinghe di Tokio di Natsuo Kirino?
Perché non è solo estetica kawaii e sushi mirabilmente confezionato, temo.
Ma è un discorso complesso, non sono sufficientemente preparato quindi non mi ci addentrerò.
Ero partito armato di fotocamera digitale, zoom ottico 12x e miliardi di megapixel, ovviamente.
E ho dimenticato la memory card. Ovviamente.
Tutto il mio reportage della giornata ho dovuto farlo con la fotocamera dell'iPhone, che comunque, in buone condizioni di luce, non si comporta malaccio. La gallery la trovate QUI, compresa Ari che addenta il suo megaraviolo (IMG_0338) di soia come se non ci fosse un domani.
E, comunque, in Giappone ci voglio assolutamente andare.
Accetto passaggi.

6 commenti:

Deda ha detto...

magari ci fossero stati gli okonomiyaki, non mi avresti vista allontanarmi dalla piastra!

Sfortunatamente, da vegetariana, mi son dovuta accontentare di onigiri al sesamo e gelato al tè verde e fagioli di soia rossi.

Se ti è parso che il fenomeno fosse spiccatamente femminile io ho notato invece una massiccia presenza di ragazzi di gruppi underground. Gli uomini c'erano eccome ma diciamo che essendo quella una scuola... è più probabile che ci trovi donne che uomini! Anche se c'era un discreto numero di famigliole.

Il nostro gruppone non faceva testo, sei persone su sette fanno parte del campo artistico ^^" Con sta roba ci lavoriamo e ci campiamo!

Deda ha detto...

p.s. qualche fotina te la frega perché io sono rimasta proprio a piedi quel giorno con la macchina fotografica...
Swwoooosh! *_*

DAMA ARWEN ha detto...

NUUUUUUUUAAAAAAAOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

M sta manifestazione è annuale?

VOGLIO esserci l'anno prossimo! Tassativamente!

Gli okonomiyaki come quelli di Ukyo di ranma 1/2 *_*

Non c'erano anche i Takoyaki? Sogno di mangiarli da una vita (polpette di polpo speziate. Tako = Polpo)

Sono fiera di essere un Otaku!
E che te credi, di volerci andare solo tu in giappoone!? è.é

Kurachan ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Kurachan ha detto...

sto a fà un casino co' sti comenti!! verrò presto a farmi i fatti tuoi!! ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!

Nicla ha detto...

iiiiiii! anch'io anch'io voglio venire!! così magari mi porti a fare un tour di Roma anche (che me maledetta non ci sono mai venuta).
perchè queste cose le fanno solo nelle megalopoli. Come sono paesanotta!

In cambio quando vai in Giappone vengo anch'io.

Eh eh....non so in questi due scambi il tuo guadagno quale può essere! :-P

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