mercoledì 15 ottobre 2008

E proteggici dal degrado dei secoli nei secoli, Save

L'altro giorno pensavo questa cosa.
Tutto ciò che è stato e sarà immagazzinato in forma numerica, cioè digitale, resisterà alla storia.
Buono o cattivo che sia.
Viceversa, tutto il resto è destinato a estinguersi.
Una mia fotografia su carta potrà durare qualche decennio, memorizzata su un cd o un dvd sfiderà i secoli.
I miei pro-pronipoti potranno guardare il loro trisavolo sul video con la freschezza di oggi, e magari diranno ai loro amici: "Guarda questa vecchia foto del mio trisavolo Cyberluke. Sfocata, dici? Eh già, è in bassa risoluzione, occupa solo quaranta mega..."
Chi usa il cd/dvd diverrà una persona importante nei pensieri dei suoi discendenti proprio per questo motivo: diventerà il loro più antico antenato conosciuto, all'alba della storia.
Gli altri, numerosi antenati saranno dimenticati perché avranno stampato le loro foto su carta, e di loro, nel giro di pochissime generazioni, sarà dimenticato tutto.
Io stesso non ricordo più l'ultima volta che ho dato un'occhiata a quella foto dei bisnonni, una di quelle virate in seppia, scattata in uno dei gabinetti fotografici dell'epoca con le tende dietro e un gran sfrigolare di magnesio bruciato a ogni scatto.
Due personaggi fine ottocento, gran baffi virili, abito scuro con panciotto per lui, pizzi, crinoline e capelli raccolti in una crocchia per lei.
E prima?
Forse un vecchio, scuro ritratto su tela.
Prima ancora, buio assoluto.
Sprofondati nell'oblìo della preistoria.
Solo il digitale non dimentica.
Tutto il resto si decompone (la carta è organica, dopotutto), si degrada (avete mai guardato la pagina di un quotidiano vecchia solo di dieci anni?), diventa più fioco (o un film degli anni venti?) e scompare.
Persino Guerre Stellari rischiava l'oblio: i delicati fotogrammi su pellicola stavano sbiadendo, perdendo colore, dopo soli trent'anni. Lucas è dovuto correre ai ripari, restaurando ogni fotogramma e risalvando tutto in digitale.
Ora la trilogia cosmica è immortalata in un microscopico codice binario stipato su un DVD.
Che fine hanno fatto i vostri disegni di quando eravate piccoli?
Scommetto che molti di voi non lo sanno più.
Invece, i vostri primi file salvati su un computer li avete ancora.
Magari avete persino riversato il contenuto di quei vecchi floppy disk su CD.
Stiamo vivendo la vera alba della storia.
La storia non dimentica: la storia è una traccia di ciò che è accaduto.
E tutto ciò che non viene registrato in digitale viene corrotto, perso, dimenticato (dovevo scannerizzare tutti quei disegni fatti coi pennarelli Carioca, dopotutto).

Insomma, prendete mio padre, ad esempio.
È uno scrittore abbastanza prolifico.
Ha all'attivo circa quindici libri e una valanga di articoli, forse qualche migliaio.
Niente di tutto ciò è stato mai archiviato in forma digitale, eppure non occuperebbero più di qualche centinaia di megabyte.
Poco oggi, un'inezia domani, niente tra cento anni.
Posso immaginare che tutto ciò che lui ha scritto (e che rappresenta la sua vita, la summa dei suoi studi e delle sue riflessioni) potrebbe essere tranquillamente conservato, anche solo come curiosità, nei secoli a venire.
Un teologo o uno psicoanalista del 2500 dC (o del 25.000) potrebbe fare tutte le ricerche che vuole sul lavoro di mio padre, perché avrà a disposizione tutti i suoi scritti.
E, paradossalmente, ora come ora l'unica cosa che potrebbe passare alla storia di suo è la manciata di articoli trascritta dal sottoscritto sul Mac, un niente, una briciola rispetto la gigantesca fiumana di parole partorita da mio padre partorita nei suoi oltre ottant'anni di vita.

Quanto a me, forse dovrei stare più attento a quello che scrivo su questa sorta di diario on-line: tra tremila anni qualcuno potrebbe ritrovarlo su qualche server, decodificarlo e sghignazzare: "Miii, che gente che girava all'epoca"...

9 commenti:

Larsen ha detto...

mi sa che parti dal presupposto sbagliato...
un conto sono i dvd che compri (film, giochi o programmi) che sono realizzati per mezzo di una vera e propria "stampa" (non e' il termine corretto, ma ci si avvicina), un'altro sono i dvd che ti fai tu a casa...
prendi un dvd o un cd di 4 o 5 anni fa, e prova a leggerlo.
al 60% ti dara' degli errori e file corrotti (per assurdo: i primi cd masterizzabili erano molto piu' resistenti di quelli odierni, un cd del 95 ancora lo si legge, un cd fatto 6 mesi fa devi pregare che sia ancora sano).

questo perche' a differenza dei cd/dvd che compri, in cui la "traccia" e' stampata su uno strato inerte e sintetico, i cd/dvd che ti masterizzi a casa, sono "impressionati" su uno strato organico... molto piu' sensibile a calore, luce, umidita' e tempo.

l'analogico non si batte :D decade magari col tempo, ma difficilmente sara' completamente illeggibile (foto, nastri, pellicole...).

CyberLuke ha detto...

:D Allora siamo perduti!!!
Vado a fare un backup delle mie foto di Christina Aguilera.

Larsen ha detto...

ovvio :D le cose importanti e' meglio tenerle in mirroring su piu' "hard"disk ;)

Dandia ha detto...

La mia fiducia nella sicurezza dei dati digitali è tale che sono piena di copie di backup, di doppioni di cd e di dvd...
Ma anche se un giorno potessimo avere la certezza della loro incorruttibilità, e decidessimo quindi di affidare solo al digitale la trasmissione delle nostre memorie, perderemmo qualcosa di importantissimo, cioè il contatto con l'oggetto materiale autentico... Il piacere che abbiamo tenendo nelle mani una vecchia foto, anche se ingiallita e rosicchiata dal tempo, è insostituibile.
Penso che un'immagine sbiadita su carta riesca a farci sentire "vicini" al suo antico padrone molto più di una qualsiasi sua foto ad altissima risoluzione.
Forse il fascino che un documento cartaceo esercita su di noi dipende proprio dal fatto che sappiamo che prima o poi si degraderà...
Ricorrere alla trasmissione digitale dei nostri ricordi allora mi sembra un po' un ripiego, un obbligo che la caducità della materia ci impone...

Kurachan ha detto...

mah, sicuramente il nostro futuro è digitale, ma non credo che la cara vecchia carta sparirà, come non sono ancora spariti manoscritti del 1200, dipinti, affreschi e ogni sorta di testimonianza che il nostro patrimonio storico artiscto demoetnoantropologico ci ha consegnato. Tutto sta alla nostra capacità e volontà di conservare.

CyberLuke ha detto...

Sono abbastanza d'accordo con Dandia.
Il fatto è che la nostra è l'ultima generazione che è nata con l'analogico, mentre le nuove non hanno mai scattato una fotografia su pellicola in vita loro.
La fruizione delle immagini (e dei dati in generale) è sempre avvenuta su uno schermo.
Non potranno rimpiangere qualcosa che non hanno mai avuto.

Angel-A ha detto...

Io le mie foto ce l'ho ancora tutte.
Ficcate strette strette in un album, e sono il mio tesoro più prezioso.
Nessuno potrebbe ridarmele, se andassero perdute.
Nessuna cifra potrebbe mai ricomprarle.

L'anno scorso ho ceduto anch'io e mi sono regalata una piccola digitale.

Hai ragione, Luke: i tempi sono cambiati e non torneremo mai più indietro. :(

Dandia ha detto...

Quando un giorno il digitale verrà soppiantato da qualche mezzo di trasmissione dati più evoluto forse i nostri eredi rimpiangeranno i vecchi hard disk, pendrive e dvd vari, considerandoli antichi supporti materiali degradabili!
Ma spero che anche allora i bambini potranno sporcarsi giocando con i pennarelli colorati veri (come abbiamo fatto tutti noi :D)

Licia ha detto...

"Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria..." cantava uno splendido cantautore.
Non è l'eternità che cerco, ma un solo istante. Tutto ciò che esiste è in qualche misura degradabile e va bene che sia così, per fare posto al futuro.

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