giovedì 23 ottobre 2008

[The Art of] Saturno Buttò

L’artista che vi propongo oggi è il nostrano Saturno Buttò.
Anche lui, scoperto per puro caso qualche tempo fa in occasione di una sua personale qui a Roma.
Buttò (veneziano classe 1957) ha raggiunto una certa notorietà grazie ad una sua personalissima rivisitazione dell’arte figurativa sacra europea: i suoi dipinti si caratterizzano da una notevole perizia tecnica e dall’interpretazione erotica, bondage e neo-gotica di inconografie sacre classiche e bizantine della storia dell’arte.
Incuriosito, mi sono recato alla personale, dove ero l’unico visitatore (la galleria ha la geniale idea di restare chiusa il sabato e la domenica, ma mi è stato sufficiente fare una telefonata per guadagnarmi l’ingresso).
Non mi dispiacerebbe incontrare il tizio e farci quattro chiacchiere, ma alla galleria, oltre uno svogliatissimo tizio barbuto all’ingresso che non sa una mazza di niente e di nessuno, non c’è un’anima.
Perché la realtà è sempre più deludente delle nostre aspettative?, mi chiedo, osservando le grandi tele appese e ben illuminate, dipinte in colori brillanti e a tratti quasi fotorealistici.
Il tipo è in gamba, i quadri sono intriganti.
Ad una visione intransigente dell’iconografia religiosa occidentale nei confronti del corpo, che da un lato esibisce come oggetto di culto e dall’altro nega la sua valenza di pura bellezza erotica, Buttò risponde con affascinanti corpi femminili in pose e situazioni che ricordano la classica rappresentazione sacra della Madonna con bambino, donne latexvestite che citano la rappresentazione del diavolo, uomini nudi trafitti da frecce come San Sebastiano con donne chinate davanti a loro in posture a metà tra la genuflessione riverente ed il gioco pornografico.
Resto a fissare le sue Madonne che si strizzano i capezzoli, le splendide sante discinte legate, le martiri in corpetto di latex nero.
Non posso dire che non mi piacciano, anche se il tema è ricorrente e dopo una dozzina di quadri viene un po’ a noia.

Quando chiedo al barbuto se ha un’email dove contattare Buttò, mi dà la geniale idea di cercare su Google il suo sito.
So che dovrei afferrarlo per le orecchie e sbattergli la testa fortissimo sulla scrivania, ma per stavolta mi astengo.
Esco comunque dalla galleria con un paio di idee che mi ronzano per la testa. Ci sono poche cose che non si possono fare con Photoshop, giusto?
Stay tuned.
Se vi ho incuriosito, QUI c’è una galleria delle opere di Buttò.

4 commenti:

Nicla ha detto...

Come sono simpatici i galleristi...eh eh...
Questo artista mi ricorda un po' gli espressionisti e un po le foto di David La chapelle che ho visto l'inverno scorso.
Di altro non saprei dire. Non mi trasmette niente di particolare.

Dandia ha detto...

In effetti di primo acchito questi quadri catturano l'attenzione... Ma al di là della trovata di interpretare in modo erotico dei soggetti tipicamente sacri, non vedo molto altro.
E dopo un po' come dici tu ci si ritrova nauseati.

Angel-A ha detto...

Che blasfemo!! :D
Ma la tecnica non gli manca.
E alcuni suoi quadri mi sembrano anche sexy.
Forse non ne comprerei uno, ma sono belli. :)

Anonimo ha detto...

quello che sembra blasfemo a me, sono gli aggettivi "noia" e "nausea" di fronte ai quadri di saturno,e soprattutto mi domando se le persone intervenute in questa discussione abbiano mai preso in mano una matita ed un pennello in vita loro.
Detto questo,invito gli improvvisati critici d'arte ad interessarsi ad argomenti piu' consoni alla loro mediocrita.
saluti

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