mercoledì 29 ottobre 2008

Non uccidete il Mac Mini


Conoscete la storia del Mac Mini?
A mio parere, è abbastanza singolare.
Fu presentato da Steve Jobs nel gennaio del 2005 ed è il Macintosh più piccolo e economico che Apple abbia mai prodotto.
Sedici centimetri e mezzo di lato per cinque, una feritoia per l'inserimento del cd e un piccolo led bianco.
Veniva (e viene) venduto senza monitor, tastiera e mouse a un prezzo particolarmente abbordabile.
Era il primo Mac che costasse meno di mille dollari.
La filosofia alla base di questa scelta, secondo Apple, era che il Mac mini fosse un computer entry level magari da affiancare al Mac che già si possedeva, condividendo con esso quello che non era compreso nella confezione.
In realtà, il Mac Mini funzionò piuttosto bene come Cavallo di Troia.
La transizione da PowerPC a Intel era ancora in atto, ed ecco comparire un oggettino dall'aspetto minimalista e discreto, al quale qualsiasi possessore di PC poteva attaccare il suo monitor, la sua tastiera, il mouse o qualsiasi altra periferica e provare così una "Mac-experience" senza dover sostenere i costi delle periferiche che, presumibilmente, già possedeva.
Personalmente, lo reputo l'ultimo colpo di genio di Apple, che poi si è persa dietro iPod, iPhone e lucine colorate che tanto fanno cassa.
Il Mac Mini, infatti, ha funzionato piuttosto bene.
Fin troppo.
Il fenomeno è detto "cannibalizzazione": in buona sostanza, andava a erodere le quote di mercato degli iMac più economici e addirittura dei suoi portatili entry level.
Quando comprate un iMac, non comprate solo il computer, ma anche uno schermo, una tastiera e un mouse. Che Apple non vi regala, beninteso.
Schermo che, quando deciderete di cambiare macchina, non potrete continuare ad usare, essendo l'iMac un "all-in-one".
Estremamente vantaggioso per Apple, scomodo e costoso per l'utente.
Gli iMac sono stati continuamente aggiornati e "spinti" commercialmente da Apple, mentre il Mac Mini non ha mai ricevuto alcun restyling neanche in occasione del passaggio a Intel e non è più stato aggiornato dall'agosto del 2007.
Incredibilmente, utilizza ancora processori Intel Core Duo a 32 bit.
Il colpo di grazia è stata la recente presentazione dei nuovi Apple Cinema Display (glossy, naturalmente) che sono impossibili da collegare ad un Mac Mini.
Il Mac Mini è il classico esempio di prodotto troppo buono, e che è stato quindi deliberatamente, lentamente, soffocato nella culla.
Probabilmente alla Apple non interessa nulla delle mie perplessità.
Io non sono il pubblico di riferimento a cui la casa della mela mordicchiata vuole arrivare, o almeno non lo sono più.
Apple è chiaramente orientata verso un pubblico più giovane e cool, conquistato con iPod prima e iPhone poi, che tiene in grande considerazione il fattore moda.
I bilanci degli ultimi anni sembrano dare ragione a Jobs e torto a me.
Io, dal canto mio, sono felice del Mac Mini G4 che da oltre due anni fa il suo onesto lavoro senza fiatare collegato ad un Apple Cinema Display (rigorosamente opaco) e conto di continuare ad usarlo parecchio a lungo... ma ho come l’impressione di sentirmi come quel tizio che si è barricato nel forte e che, prima o poi, resterà senza rifornimenti.
E dovrà uscire a comprare un nuovo cazzo di iMac.

4 commenti:

Nussy ha detto...

Povero macchino, mi stava già quasi simpatico...me lo vedo singhiozzare nella sua culla di cavetti con una gigantesca mela che cerca di soffocarlo! Questa è la prova che nemmeno la Apple è a servizio dell'utente... (però fa delle cose bellissssime!)

Lavinia ha detto...

in verità, non pare proprio che Apple voglia affossarlo, anzi. Stanno girando voci di un possibile restyling della macchina. Ho letto la notizia su Macity proprio ieri...

CyberLuke ha detto...

Sì, leggevo anch'io.
E sto incrociando le dita.
Martedì 11 sapremo.

Lavinia ha detto...

Tatatataaaaa.... (brrrrrivido...) :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...