venerdì 10 ottobre 2008

[Recensione] Frank Miller's Robocop

Si avvicina il weekend, quindi parlerò di cose frivole.
Che poi i fumetti, tanto frivole non sono.
Specie se portano la firma di Frank Miller, che i più conoscono come l'autore di graphic novel come 300 e Sin City, le cui riduzioni cinematografiche lo hanno reso disgustosamente ricco (alla faccia di quella mia ex che schifava i fumetti bollandoli invariabilmente come "giornalini").
Ora, se lo trovate ancora in fumetteria, l'acquisto della settimana che vi consiglio è la sua graphic novel su Robocop.
I più ricorderanno Robocop come il personaggio di una trilogia cinematografica iniziata nel 1987 con la firma di Paul Verhoeven, proseguita nel 1990 con un secondo capitolo diretto da Irvin Keshner e conclusasi nel 1992 con un lungometraggio di Fred Dekker.
Dov'è il trat d'union tra l'autore di The Dark Knight Returns (il fumetto, non il film) e il cyborg poliziotto più famoso del mondo?
Scorrete i crediti del secondo Robocop: alla voce "sceneggiatura", troverete proprio lui, il buon vecchio Frank Miller.

Sfortunatamente, la sua sceneggiatura risultò troppo "comic-oriented" (con le pagine scritte da Miller, che privilegia l'azione visiva ai dialoghi, sarebbe venuto fuori un film di oltre quattro ore, considerando che una pagina di script corrisponde circa a circa un minuto di girato) e talmente infarcita di violenza che il film non avrebbe mai ottenuto il visto della censura americana per gli over 14.
Alla fine, dopo ben 17 riscritture, ne venne fuori un tecno-polpettone disomogeneo e zoppicante, tenuto assieme dall'ottimo mestierante Irvin Kershner (conosciuto per l'Impero colpisce ancora) e da una buona dose di indulgenza.

Bene, il fumetto di cui vi sto parlando prende le mosse dalla sceneggiatura originaria, e grazie al sapiente tratto di Juan Jose Ryp e l'adattamento di Steven Grand, ne è venuta fuori un'opera assolutamente godibile.
Costanti richiami all'ironia milleriana, citazioni crossoveristiche (i supermercati Behemot e la guerra amazzonica presenti nella saga di Give my Liberty), notiziari tv di una violenza allucinante, palinsesti televisivi demenziali, corporativismo selvaggio, politica assoggettata al solo profitto, esplosioni, sparatorie, tecnologia, violenza e ancora violenza, il tutto affrescato con una cura del dettaglio da far impallidire il Geof Darrow di Hard Boiled.
Qui trovate un'anteprima di alcune tavole.
Un acquisto obbigato per coloro che amano i fumetti ben scritti e disegnati ancora meglio.
E ora scusate, vado a rileggermelo.

1 commento:

spasquini ha detto...

Devo assolutamente trovarlo ...

Ho adorato il primo film su Robocop, un po' meno gli altri due. Dalle preview delle pagine del fumetto sembra molto interessante. Forse troppo saturo nei colori, ma da vedere ...

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