mercoledì 1 ottobre 2008

Vorrei la pelle nera... anzi, no


L'avrete letto o sentito. Nella civilissima Parma, la polizia municipale ha massacrato di botte un giovane ghanese, Emmanuel Bonsu Foster, e ha scritto sulla sua pratica la spiegazione: "negro".
Cercavano spacciatori e invece hanno trovato Emmanuel, che non è uno spacciatore, è uno studente, anzi è uno studente che gli spacciatori li combatte. Stava cominciando a lavorare come volontario in un centro di recupero dei tossici.
Il suo guaio è che aveva la pelle del colore sbagliato.
Ed ecco partire il sadismo legalizzato di un manipolo di sceriffi di quart'ordine, sì, la solita feccia in divisa, i vigili urbani che di urbano non hanno nulla, a cui non è parso vero di potersi accanire con calci, pugni, sputi e insulti al "negro".
E siamo a Parma, anno di grazia (?) 2008. Urrà.
A Parma, dove il sindaco Pietro Vignali ha firmato ordinanze contro chiunque, segnalandosi, nel suo piccolo, nel grande sport nazionale: la caccia al povero cristo.
Peccato che nella classifica dei problemi delle città italiane la sicurezza legata all'immigrazione non figura neppure nei primi dieci posti.
I problemi delle metropoli italiane, confrontate al resto d'Europa, sono l'inquinamento, gli abusi edilizi, le buche nelle strade, la pessima qualità dei servizi, il conseguente crollo di presenze turistiche eccetera eccetera. Oltre naturalmente alla penetrazione dell'economia mafiosa, da Palermo ad Aosta, passando per Parma.
I sindaci incompetenti non sanno offrire risposte e quindi si concentrano sui "negri".
Nella speranza, purtroppo fondata, di raccogliere con meno fatica più consensi (leggi: voti, leggi: cariche pubbliche, leggi: privilegi, quattrini). Di questo passo, creeranno loro stessi l'emergenza che fingono di voler risolvere.
Nel momento stesso in cui lo stesso Fini getta merda a palate sul fascismo, episodi quello di Parma dimostrano che il razzismo, che spesso va a braccetto col fascismo, è tutt'altro che storia.
Sono sconcertato da questi anacronismi.
Non lo eravamo e stiamo diventando un paese razzista. Così almeno gli italiani vengono ormai percepiti all'estero.
Meglio avere la pelle del colore giusto, di questi tempi.

5 commenti:

spasquini ha detto...

Mamma mia! Io non giustifico il pestaggio nemmeno se fosse stato un vero spacciatore, figuriamoci.

Te ne racconto una successa a me. Nel palazzo accanto al mio vive una famiglia di albanesi, molto simpatici. Lui è muratore, con piccola azienda, molto lavoratore, regolare, pagante tasse e tutto. Una notte si accorge che nelle scale c'è un denso fumo nero. Porta tutti i suoi familiari giù in strada, poi rientra nel palazzo e porta dopo porta, suona e accompagna giù la gente. A suo rischio e pericolo. Il fumo inganna, ho fatto il pompiere.
Nel frattempo arrivano i vigili el fuoco ma anche la polizia, che chiede a tutti cosa sia successo.
C'ero anch'io li fuori, ormai svegliato dal rumore e pronto a dare una mano.
Mentre siamo li con la polizia, il mio amico albanese esce dalla porta in fumo, trafelato, nero di fuliggine, che cerca il nipote che lo stava aiutando nel chiamare e portare giù la gente dal palazzo.
Agitato dice che deve tornare su a cercarlo. La polizia lo ferma e con fare sprezzante (nell'aver sentito probabilmente l'accento straniero): "Lei chi è, cosa fa qui, mi mostri il permesso di soggiorno".
Io, già mezzo sdegnato, mi sono intromesso dicendo che garantivo io per lui. Il poliziotto mi ha intimato di farmi da parte, che ci pensava lui, che non dovevo intromettermi ... scandaloso. Sembravano aver già deciso che la colpa dell'incendio fosse sua.
Si è scoperto poi che un vagabondo si era nascosto in cantina, per scaldarsi aveva acceso un fuoco che aveva preso una gomma e fatto un sacco di fumo. Il nipote del mio amico, valutando il troppo fumo nelle scale, invece di scendere ed uscire, era salito sul tetto a respirare.

Lavinia ha detto...

Ma santa pace! È assurda 'sta cosa! Ormai non siamo più capaci di distinguere quello che è buono da ciò che non lo è...
Spas, sei stato cmq un grande a intervenire, pochi l'avrebbero fatto.

spasquini ha detto...

Ti dico solo che in certe cose sono molto "fumino" ...

Il problema del razzismo sta tutto nel potere che da l'ignoranza, intesa come il non-conoscere. Probabilmente se non lo conoscevo, non sarei intervenuto a priori.

Ma hai visto la recente campagna stampa della Romania? Vuole far conoscere i rumeni come popolo e come persone, in modo da attenuare la possibile classificazione "tutti i rumeni sono delinquenti".

DamaCorp ha detto...

Io ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con un designer rumeno davvero in gamba.. E mi ha pure consigliato il servizio di hosting rumeno (una scheggia!)

Insomma, come in tutte le cose c'è il buono e il marcio: basta saper distinguere i casi singoli e non farne una tragedia.

Purtroppo bisogna ammettere che il governo su queste cose ha giocato sia prima che dopo le elezioni, facendo leva sulla paura della gente per acquisire voti importanti. Non è una cosa positiva.

datzebao ha detto...

Non è vero che l'Italia è un Paese razzista, anzi è uno dei più tolleranti in senso assoluto, per sua storia, natura e disposizione.
La disgrazia di questo ragazzo è stata incontrare dei deficienti.

Per quanto riguarda la questione sociale, è indubbio che l'immigrazione clandestina sia un problema grave e analizzare la cosa dal punto di vista del "caso per caso" fa parte di quel buonismo ridicolo che poi contribuisce nella sua irrisolutezza a creare casi come questo. La "leva" è stata fatta sulla paura della gente di certo, ma questa paura esisteva. Ed era anche giustificata. Si moltiplicano i casi di devianza da parte degli stranieri e la gente si percepisce in pericolo... poi è ovvio che non tutti gli stranieri sono delinquenti ecc ecc, ma questo è un assunto di partenza, non un punto d'arrivo.
La realtà è che l'immigrazione non regolamentata è "di per sé" un problema, che va affrontato e risolto.
Chi è in questa condizione, infatti, è più soggetto all'influenza della malavita, allo sfruttamento, alla fame e all'indigenza, e quindi per fattori sociali più prossimo alla possibilità di delinquere.
C'è poi un altro fatto. La delinquenza dello straniero, fa paura. E fa più paura di quella del vicino di casa. Questo perché inconsciamente tutti sappiamo che una certa dose di devianza c'è nella società, in ogni società. E siamo disposti a tollerarla, se non ad accettarla.
Ma ciò che viene da fuori, e non è controllabile, quello sì che fa veramente paura. L'istinto di autoconservazione fa il resto. Si etichetta tutto come "male", non ci si prende la briga di distinguere (un peccato capitale per un essere umano) né di comprendere.
Ma l'atteggiamento della gente va differenziato da quello dello Stato. Che in ogni caso ha dei doveri.

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