giovedì 6 novembre 2008

Jarre al Gran Teatro

Sono stato al concerto di Jean Michel Jarre al Gran Teatro.
In realtà era, dichiaratamente, il live di Oxygene, il suo primo, storico album datato 1976.
Ho preso posto in quindicesima fila (tutto quanto mi potevo permettere, perché il biglietto costava quanto un palco alla Scala) e mi sono messo ad aspettare l'ora dell'inizio, vedendo attorno a me riempirsi completamente il teatro.
All'improvviso, dopo le nove, arriva lui, Jarre, maglietta nera, jeans neri, giacca di pelle nera e una gran massa di capelli.
Jarre è classe 1948, ma sembra più giovane di vent'anni, sul serio.
Almeno da dove mi trovo io.
Giravano voci di un lifting, ma francamente, di queste storie mi interessa poco.
L'effetto è comunque sconcertante.
Con lui ci sono tre musicisti che lo aiutano a suonare la massa di strumenti elettronici che si è portato sul palco, perché la particolarità di questo live è che non userà laptop, software, logic, cubase, basi registrate e compagnia.
No.
Oxygene live è suonato con la stessa strumentazione dell'epoca, quel remoto 1976 dove il top della tecnologia erano la Moog Liberation portable, il VCS-3, il Jupiter 8, il Mellotron MKII e altra ingombrante chincaglieria rigorosamente analogica.Tutto dal vivo, come una volta.
E difatti, il concerto dura un'ora tonda, esattamente la durata del vecchio vinile che vendette dodici milioni di copie sdoganando definitivamente la musica elettronica e sparando Jarre nell'olimpo dei musicisti più pagati del mondo: l'unico "bonus" che Jarre concede ai suoi aficionados è Oxygene 7, inciso nel 1997.
Jarre lo suona in coda alla suite elettronica.
Prende qualche stecca.
Ma è tutto vero.Ripenso all'ultimo live di Karl Bartos visto all'auditorium la scorsa primavera, e a lui che si era portato due MacBook e un paio di ciabatte per attaccare i cavi di alimentazione.
Ogni tanto lo si vedeva spingere un tasto e osservare qualcosa sui due display, mentre la musica andava.
Il progresso.
Qualcuno doveva accorgersi che la faccenda stava diventando noiosetta.
Qui sotto, un estratto di cinque minuti del live.
Per chi non c'era.

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