martedì 11 novembre 2008

Posso farle vedere il portfolio? (parte 1)


Le piccole processioni di grafici e progettisti alla mia agenzia ai quali tocca a me l'ingrato compito di tenere un colloquio mi hanno dato da riflettere parecchio.
Gli anni in cui ero io quello che girava con un book sotto il braccio non sono poi così lontani come mi piacerebbe credere e ricordo ancora quanto fosse stressante la pratica di “far vedere il portfolio” a qualche art director.
Ho deciso quindi di raccogliere una piccola serie di consigli su come ci si prepara e come ci si presenta al meglio per un posto di creativo.
A iniziare dal portfolio.
1. Non presentate materiale di cui non siete convinti.Non mettete roba nel vostro portfolio solo per fare volume.
Se mettete un mucchio di roba che non vi convince pienamente solo per fare vedere che avete lavorato tanto, state facendo solo perdere tempo al selezionatore e a voi stessi.
Bandite i layout non finiti, quelli che avete fatto controvoglia, quelli per il macellaio sotto casa, gli esperimenti e quant'altro.
2. Non presentate un portfolio monotematico al vostro interlocutore.Non si sa mai di cosa può avere bisogno, in quel dato periodo, all'agenzia alla quale vi state proponendo. Magari siete bravissimi nel fotoritocco, o forse il vostro forte è l'impaginazione, o ancora eccellete nel disegno vettoriale. O forse sapete fare bene tutte queste cose.
Ma non sapete cosa può far accendere la lucina in testa al selezionatore.
Magari, in mezzo a tante foto ritoccate magistralmente con Photoshop, ce n'è una con due loghi vettoriali e lui si ferma proprio su quella: state certi che si disinteresserà del resto.
Insomma, proporsi tropo specializzati potrebbe non pagare.
Questo, naturalmente, non deve violare la regola 1: mai, dico MAI inserire lavori di cui non siete convinti al 100%.
3. Un portfolio deve colpire positivamente quando lo si apre e lasciare un buon ricordo quando lo si chiude.
Aprite con uno dei vostri lavori migliori, chiudete con con uno dei vostri lavori migliori.
In apertura e in chiusura è accettabile anche un'illustrazione in Photoshop. In mezzo, però, ci devono essere lavori seri: campagne, loghi, immagini coordinate.
Cercate di non mettere le cose più vecchie all'inizio e le più recenti alla fine. Rischiate che l'attenzione del selezionatore crolli subito ed è difficile farla riprendere.
4. Non c'è bisogno di portfolio enormi con tavole originali 50x70.
Basta un portfolio piccolino, maneggevole, ordinato e con delle ottime stampe.
Io sono anni che mi batto contro i contenitori di plastica ad anelli, che sono il massimo della comodità e flessibilità, ma non certo dell'estetica.
Lo stesso portfolio può diventare un oggetto creativo che vi farà sicuramente distinguere nel mare magnum: prendete ispirazione da cose come quelle pubblicate qui.
A seguire: il colloquio.

6 commenti:

Nussy ha detto...

Oh sì, ho acquistato questo libro anni fa...molto bello e pieno di idee e spunti, ma, ahimè, non tiene conto che noi poveri art viviamo e lavoriamo in Italia...dove c'è poca meritocrazia, tanti paroloni e putroppo poca richiesta di qualità.

ivO ha detto...

io ho letto quel libro, l'ho studiato, mi sono messo al lavoro, ho preparato CV e portfolio dopo un mese di lavoro costante e continuo ho prodotto il tutto, stampo ed invioil CV ad un'agenzia che mi piaceva!
TRE ORE DOPO ricevo una mail per fissear il colloquio e due giorni dopo avevo il lavoro!

i consigli di Luca sbagliano raramente...

Angel-A ha detto...

Bè, non sono una grafica, ma questi consigli mi sembrano buoni anche x altre cosucce!
Grazie Luke!!

Anonimo ha detto...

manca un dettaglio... in italia vince chi "sborona" di piu' sul curriculum :D

popolo di santi, navigatori, poeti e sboroni...

larsen ;D

datzebao ha detto...

Ottimi consigli... :)

Alessandra ha detto...

Ottimi consigli che mi sono utili soprattutto adesso che mi accingo a prepararne uno per cercare lavoro qui. ^_^

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...