martedì 25 novembre 2008

[RECE] Consigli per le letture.

FactorY
di Gianluca Morozzi (storia) e Michele Petrucci (disegni)
Edito da Fernadel.
Euro 12.
Sto aspettando da un bel pezzo il nuovo romanzo di Gianluca Morozzi, vale a dire uno dei più validi scrittori italiani secondo il sottoscritto (non un emergente, ha pubblicato il suo primo romanzo, Despero, gia nel 2001, non proprio giovanissimo, classe 1971, ma dannatamente bravo) ma l'uscita del suo Colui che gli dei vogliono distruggere è slittata dallo scorso ottobre al prossimo gennaio, e così devo "accontentarmi" delle sue collaborazioni con Michele Petrucci con cui aveva già dato vita, un annetto fa, al Vangelo del Coyote, graphic novel che non avevo apprezzato. Ieri la commessa della Feltrinelli alla mia richiesta "È uscito niente del Moroz?" mi ha messo in mano questo volumetto, che si propone come un romanzo a fumetti strutturato come un serial tv, suddiviso in tre volumi che usciranno a cadenza quadrimestrale e che comporranno la "prima stagione" di questa serie.
L'idea non è male, e reca con sé pregi e difetti della struttura dei serial tv. I disegni non mi fanno impazzire (il caricaturale mi piace solo sulle strisce, vedi alla voce: Calvin & Hobbes), e la storia richiama un po' troppo alla mente il plot di The Cube, che forse alcuni di voi ricorderanno (un film di fantascienza del 1997 diretto da Vincenzo Natali ambientato interamente in un cubo-prigione al cui interno sei persone si risvegliano intrappolate senza conoscerne il motivo). Se non l'avete visto, ve ne raccomando caldamente la visione (ne hanno girato anche un buon sequel, Hypercube, e un discreto prequel, Cube Zero.
FactorY per le prime 160 pagine di questo volumetto regge piuttosto bene e mantiene l'atmosfera sinistra e claustrofobica che Morozzi aveva già dimostrato di saper efficacemente descrivere in BlackOut.
Una lettura veloce ma non banale, uno spunto non nuovissimo ma che spinge continuamente a interrogarsi sul dove vogliono andare a parare gli autori: un po' come capita guardando Lost, in un certo senso.
E questo è uno dei pregi.
Il difetto è che, esattamente come Lost, bisogna mettersi l'anima in pace ed attendere le altre uscite quadrimestrali per sapere come procederà e si concluderà la storia.
Quindi, almeno per ora, giudizio sospeso.
Ma di Morozzi mi fido (persino quando ha scritto un libro a sfondo calcistico è riuscito a non anoiarmi) e 12 euro è un costo piuttosto basso per il tipo di edizione.


P-HPC Post-Human Processing Center
di Ausonia
Edito da Bloom.
Euro 19.Non esattamente un fumetto.
Sfogliandolo distrattamente, è impossibile capirci qualcosa.
Post-Human Processing Center utilizza fumetto tradizionale, fotografie ritoccate e immagini digitali per raccontare un'unica storia.
Una storia che a me ha ricordato molto quella di Eternal Sunhine of the Spotless mind, da noi tradotto con l'orrendo titolo di Se mi lasci ti cancello, migliore opera (finora) del visionario Michel Gondry, anche se sostanzialmente diversa.
Anche qui, un ragazzo e una ragazza (che si amano) che si rivolgono a un'impresa che cancellerà i loro ricordi ma che non potrà, nonostante tutto, tenerli lontani.
Le analogie sembrano fermarsi qui, la P-HPC, il nome della ditta a metà tra la fabbrica automatizzata e un laboratorio di genetica ha come scopo la "cosificazione" volontaria degli esseri umani, persone trasformate in oggetti attraverso una serie di operazioni chirurgiche e di un lento, dolce e sistematico lavaggio del cervello.
Il baloon si fa più spesso didascalia, e presto le parole e i pensieri dei protagonisti si fanno asciutto codice binario, ma una triste ineluttabilità nella vicenda permea la storia di uno strano romanticismo fino all'ultima pagina.
Non è facile assemblare e rendere coerenti tanti media diversi senza perdere in attenzione, ma Ausonia (pseudonimo di Francesco Ciampi), ci riesce molto bene.
Splendida l'edizione, stampata interamente a colori su carta di qualità.


New Universal
Scritto da Warren Ellis e disegnato da Salvador Larroca
Edito da Panini Comics.
Euro 12.
Gli americani sono criticabili per un discreto numero di buone ragioni, e per qualche ottima ragione.
Ma su un terreno sono quasi imbattibili: i fumetti.
Immaginate un mondo dove non esistono supereroi con superpoteri: tipo il nostro, ma non esattamente il nostro. C'è qualche piccola differenza: ad esempio, il beatle ucciso è Paul e non John. In questo mondo, a un certo punto nel cielo brilla l'Evento Bianco.
E quando si spegne, quattro persone si ritrovano con dei poteri superumani.
Potrebbe sembrare estremamente banale, se non fosse che alla sceneggiatura c'è un certo Warren Ellis, che, se vi prenderete il disturbo di dare un'occhiata alla sua pagina su Wikipedia, scoprirete che ha un curriculum lungo come la fila che c'è per uscire a cena con Christina Aguilera.
È una storia magnifica e coinvolgente e assolutamente attuale.
Bellissimi anche se un po' statici i disegni di Salvador Larocca, che, influenzato dalla moda per le fisionomie realiste, trasforma tutti i personaggi in attori hollywoodiani: potrete riconoscere, tra gli altri, Josh Holloway (il biondo di Lost), Johnny Depp, Bruce Willis e così via.
Centocinquantadue imperdibili pagine.

E ora, uscite a cercarli.

2 commenti:

michele petrucci ha detto...

Ciao, ho segnalato il tuo post sul nostro blog…
Michele

Lucius_fox ha detto...

Entro nel merito solo di New Universal, l'unico che ho letto delle tue tre proposte: trovo che lo stile di Larroca abbia esiti altalenantii (avole dalla forte espressività e dal tratto sicuro lasciano spazio troppo spesso a disegni poveri nei particolari e dalla cura appena sufficiente), fermo restando una qualità della narrazione che rimane comunque buona.

Reinterpretare un universo narrativo non è semplice e si vede.
Nonostante Ellis sviluppi una storia piacevole da leggere, alcuni punti del racconto mi sono sembrati un po' forzati e di difficile comprensione e lo sviluppo della trama pecca di originalità, come anche tu noti.
Il vero peccato è stato che Ellis (o la Marvel) non ha dato un seguito all'operazione, quindi addio alla caratterizzazione dei personaggi e allo sviluppo della storia.

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