giovedì 6 novembre 2008

Storie di grafici, 3 - Non riproducetevi

Le account non sono stupide: è che le disegnano così. 
Il brutto è che a volte si riproducono. Cioè, fanno figli.
E finché li tengono a casa, chi se ne frega. Ma talvolta, hanno l'infausta idea di portarli in studio, perché quel giorno “propriononsannoachilasciarlo” e “poiècosìpiccoloecarinochenondànessunfastidio”.
Ora, non fraintendetemi.
Non torcerei un capello ad un bambino.
Ma non mi piace che gironzolino in giro mentre lavoro.
Ancor meno sentire le altre account che se ne escono in gridolini tipo ooooohhhhhmachebellinoquestobambinoquiiiii!!!!!
E cominciano a parlargli con la vocina come se fossero dei perfetti idioti.
Uno studio di design non è un posto per un bambino, tutto qui.
Ma a volte, per fortuna di rado, càpitano.
Tempo fa mi è sembrato di vedere qualcosa alto meno di un metro trotterellare per la mia stanza.
Ho subito pensato: oddio, un Gremlin. Allora esistono davvero.
Invece era un bambino.
Un attimo dopo, entra anche l'account-mamma.
“Ti sta dando fastidio?”
“Non lo so ancora. Cosa fa qui?”
“Niente. Dà un'occhiata in giro”.
Lo guardo con sospetto. “Che cosa mangia?”
“Non dovresti chiedermi queste cose. Perché non chiedi come tutti gli altri 'come si chiama' o 'quanti anni ha' o 'che classe fa'?”
“Sì, sì, va bene. Scusa, ho da fare”.
“Certo” fa l'account, con la faccia di chi vuol dire: 'so benissimo che non stai facendo un tubo e ti dai solo delle arie da AD'.
Però esce.
Il bambino no.
Lo guardo e lui ricambia il mio guardo con indicibile sfrontatezza. Mi rimetto al lavoro, e lo ignoro. Prima o poi si annoierà e se ne andrà.
Click, click. click.
Alzo gli occhi e il piccolo essere è ancora là che mi guarda.
“Cosa vuoi?”, gli dico, la faccia di pietra.
“Che stai facendo?”
“Quello che tu non sei tenuto a fare: lavoro”.
“Che stai facendo?”
“Faccio click col mio mouse”.
“Anch'io ho un mouse”.
“Hmm.”
“Ma il mio è meglio di quello là”.
“Ah sì? E perché?”
“Il mio ha un sacco di bottoncini”.
“Ma non mi dire”.
“Però il mio schermo non è così grosso”.
“Finalmente qualcosa in cui ti batto”.
“Che stai facendo?” ripete, e spiaccica la sua mano sul monitor.
“NON toccare il monitor... ti PREGO”.
“E che sarà mai”.
“Scommetto che anche tuo padre fa l'account”.
“Mio papà lavora in ufficio. Mica come te”.
(conto fino a dieci) 
“Ah davvero? E dov'è adesso tuo papà?”
“Boh. In ufficio”.
“Probabilmente sta flirtando con la sua segretaria”.
“Flirrrrtando?”
“Niente, niente, lascia perdere. Ciao”.
“Vuoi vedere cos'ho in tasca?”
“Non me fr... va bene, fammi vedere”.
Tira fuori una gomma mezza masticata. “La vuoi?”
“No. No, grazie.”
“Ne ho un'altra”.
“E dov'è l'altra?”
“Qui”. E la stacca da dietro il mio monitor. 
Spalanco gli occhi tipo Vil Coyote.
Afferro il telefono. “(nomeaccount urlato), vieni SUBITO qui!!!”

11 commenti:

Nicla ha detto...

sti bocia di merda sono insopportabili!! -___-

Angel-A ha detto...

Brrrr!!!!
Neanche io ho tutta questa simpatia per i mocciosetti...
...eppure io piaccio tanto a loro...
...cmq le tue storie mi mettono un po' i brividi... ho sempre paura di riconoscermi in una delle account che dileggi... ^_^

Licia ha detto...

Tutta invidia. Ché in Verità vorresti essere tu, il pargolo.

DAMA ARWEN ha detto...

Vedi che faccio bene io a tenere i bambini a lal larga da me e a non volerne??

Contessa ha detto...

C'è una ragione per la quale ho il "Complesso di Erode"...

datzebao ha detto...

che mondo di merda

Anonimo ha detto...

Rimango estremamente meravigliata di fronte a tanta e tale superficialità!...soprattutto da parte delle donne. Per carità ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ma credo sia preoccupante che l'istinto materno si stia perdendo in maniera così dilagante. Altrimenti devo pensare che l'"odio" verso i bambini non possa essere dettato che da traumi infantili

CyberLuke ha detto...

@Anonimo: sei fuori strada.
Non c'è nessun odio.
Probabilmente (mi arrogo il diritto di parlare anche a nome di parecchi altri) la nostra insofferenza verso i bambini è dettata da un certo atteggiamento (dis)educativo da parte dei genitori, che stanno mettendo in piedi una generazione di esseri che non si sono mai sentiti dire di "no".
E sono perplesso, molto perplesso.

Hirilaelin ha detto...

Mah, suvvia, tutta questa antipatia verso i bambini mi sembra un'esagerazione. E parlo dei commenti, eh, non del testo di Luke (con cui condivido l'astio verso certi genitori).

A me, i bambini non fanno impazzire, nel senso che non mi trovo a mio agio con loro. Però è un problema (ammesso che lo sia davvero) mio, non loro.
Credo che il rifiuto di metter su famiglia, che ho anch'io, dipenda molto dal sentirsi ancora bisognosi di attenzioni, e non pronti a darne tante quante quelle, innumerevoli, che richiede un bambino. Quindi, di nuovo, il problema è mio, nostro.

Sempre meglio, comunque, di chi è immaturo, non lo sa e si mette anche a giocare al genitore.

Contessa ha detto...

Perché superficialità? E che significa quel "soprattutto da parte delle donne"?
C'è gente che nasce senza nessun istinto materno, meglio farsene una ragione ed essere consapevoli di essere potenziali cattivi genitori, piuttosto che pensare di essere genitori perfetti, e trattare i figli come pacchi da rifilare quando non se ne può più a nonne, amici, parenti.

DAMA ARWEN ha detto...

Come quoto Contessa, Cyber Hirilaelin...

Libertà è anche scegliere di decarsi per egoismo o per mille motivi a sé stessi e non voler figli.

Ho odiato la scuola... se solo ci ripenso prefereirei essere analfabeta, la sola idea di avere un figlio e dovercelo amndare mi a provare pena per lui; in mezzo ai ragazzi bestie diseducati da dei non-genitori. E così per altre mille cose.
bah... sarai tanto bravo tu, anonimo/a a fare la mamma o il papà. Complimenti.

E che palle questi anonimi che non hanno manco il coraggio di firmarsi con un nome o un nick name.

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