giovedì 4 dicembre 2008

Io e la scatola magica

Ecco il mio rapporto con la televisione: non la guardo.
La leggenda vuole che, nel remoto 1995, l'antenna sul tetto venne giù in seguito una delle più rovinose trombe d'aria su Roma, e il sottoscritto, per pigrizia, non si decise a chiamare un antennista per ripristinare la ricezione delle trasmissioni tv... per i seguenti otto anni.
Otto lunghi anni in cui usai il televisore unicamente come monitor collegato al videoregistratore e al dvd player.
Facendo a meno di telegiornali, quiz a premi, spot, tribune elettorali, varietà, balletti, partite di calcio, dirette, differite, comici in ascesa, presentatrici in declino, talk show, reality, fiction.
Probabilmente esagero quando affermo che la mia mente ha preso un'evoluzione diversa da quella della maggior parte degli abituali consumatori televisivi, ma una cosa posso dirvi con certezza: tutto quanto sopra ho elencato non mi manca minimamente.
E non prendetelo per un atteggiamento snobistico: oggi, se entro in casa di amici e per caso c'è il televisore acceso, resto allibito dalla pochezza degli attuali palinsesti televisivi.
Sbalordisco davanti la pletora di mediocri conduttori con contratti che sfamerebbero famiglie intere per decenni applauditi da legioni di figuranti che si sforzano di entrare nell'inquadratura.
Mi abbiocco all'istante davanti i telegiornali fotocopiati dall'anno scorso e pilotati dalla fazione politica che li controlla.
Rabbrividisco di fronte la banalità e gli stereotipi nazionalpopolari proposti dalle fiction che impazzano su ogni canale.
Mi deprimo osservando che negli spot pubblicitari ci sono ancora automobili che sfrecciano su strade meravigliosamente deserte, famiglie di replicanti che fanno colazione in cucine luminosissime e con uccellini parlanti, assorbenti che volano, finti dottori in camice bianco che magnificano le proprietà di dentifrici tutti identici, locali popolati solo da modelli e modelle che bevono drink e si scrutano a vicenda con sguardi assassini.
Auspico la fine dell'umanità quando assisto a spezzoni del Grande Fratello o dell'Isola dei Famosi.
Non comprendo perché ora (in realtà da qualche anno, mi dicono) la Rai interrompa i suoi programmi con la pubblicità nonostante incassi un canone.
Non riesco a credere che la televisione si sia ridotta a questo.
Ma è così.

Nel 2003, per al prima volta dopo otto anni, un antennista entrava di nuovo in casa mia, ma stavolta aveva la tutina blu di Sky e un padellone di ferro sotto il braccio.
Perché i tempi cambiano, e oggi, se non hai la tv satellitare, sei un disadattato.
In realtà, ai tempi comperai quell'abbonamento come un regalo, e all'inizio lo snobbai come avevo fatto per gli ultimi otto anni nei confronti delle trasmissioni analogiche; poi, rimasto (finalmente) solo in casa, una sera cominciai a fare zapping qua e là.
La scelta aumentava notevolmente, ma la qualità no.
A tutt'oggi, la mia escursione su Sky va dal canale 301 al 320, quelli del cinema: potrebbero anche oscurarmi gli altri canali, sul serio.
E ieri sera, orgoglioso di esser finalmente riuscito (grazie dei consigli, Ari) a cucinare dei bastoncini di pesce che non si decomponessero in una poltiglia giallastra, mi sono seduto davanti il pannello a 42 pollici e ho iniziato a vagare tra il 301 e il 320.
E mi è capitato di vedere la strombazzatissima serie Romanzo Criminale: era già la quinta puntata, ma non ho avuto grossi problemi a seguire la vicenda.

Qualcuno l'ha già definita la migliore fiction italiana degli ultimi tempi.
Devo ancora riflettere se questa affermazione è facile sensazionalismo o potrebbe anche rispondere a verità.
Buona la cura di molti dettagli anni settanta (le capigliature, l'abbigliamento, le automobili) ma, per forza di cose, gli esterni non sono il forte di questa serie.
È incredibile come possa cambiare una metropoli in "soli" trent'anni: allo spettatore appena un po' smaliziato, salta subito all'occhio un autobus di un modello troppo nuovo, o un'insegna pubblicitaria o un telefonino che non dovrebbe esistere.
E l'obiettivo si stringe.
A parte questo, la recitazione dei giovani attori riuniti da Stefano Sollima per la serie tratta dal romanzo di Gianluca de Cataldo (che, lo ammetto, ho iniziato ma ho abbandonato per noia dopo appena due capitoli, non è proprio il mio genere) è piuttosto buona... anche se non basta parlare romanesco e dire "cazzo" ogni tre per due per essere credibili nella parte di giovanotti della mala.
E, anche qui, gli stereotipi fanno capolino un po' dovunque.
Un prodotto senz'altro sopra la media (non è difficile, vista la quantità di immondizia quotidianamente propinata nell'etere) ma forse non il capolavoro a cui molti stanno gridando.
Sempre secondo il mio parere di telespettatore atipico.

Così, un po' deluso, decido che è il momento di dare un'occhiata alla nuova creazione del nuovo mago della fiction degli ultimi anni: J.J. Abrams, che dopo i successi di Lost, Mission Impossible 3 e Cloverfield ha appena ultimato insieme a Damon Lindelof la produzione della nuova versione cinematografica di Star Trek.
Abrams deve averne di tempo (e di inventiva, naturalmente) visto che lo scorso 26 agosto su Fox America è stato trasmesso il pilot della sua nuova serie tv chiamata Fringe, dichiaratamente sci-fi.
E il bello del nostro secolo è che non bisogna più aspettare tempi biblici e capricci dei nostri distributori per vedere ciò che viene diffuso oltreoceano.
Il mio solerte software-slave si mette in caccia nel cyberspazio e dopo una nottata di silenzioso lavorìo bit dopo bit, me la presenta bella e pronta come un cane mi porterebbe il quotidiano del giorno stretto tra i denti. Certe volte, fa quasi paura.
Ieri sera ho trasferito i settecento megabyte di file avi sul Mac collegato al plasma e ho lanciato il VLC Player.
>Nel cast noto almeno un paio di volti televisivi noti, il non eccessivamente amato bamboccione Joshua Jackson senz’altro più a suo agio in Dawson’s Creek e Lance Reddick, l’attore che interpreta il misterioso Matthew Abbandon in Lost. La protagonista femminile è una certa Anna Torv, una specie di versione più giovane e carina di Veronica Cartwright.
Come per Lost anche Fringe prende il via da un aereo: Abrams non è riuscito a resistere e se si sommano i numeri 627 del volo si ottiene 15, uno dei numeri maledetti di Lost (ma c’è veramente qualcuno che si gasa per una cosa così stupida?).
Il Volo 627 atterra col pilota automatico a Boston. Tutti i passeggeri e l’equipaggio sono morti, consumati da un qualcosa che ha letteralmente dissolto tutte le parti molli dei corpi. Da qui l’agente Olivia Dunham insieme al suo collega/amante dovrà fare luce sull’accaduto.
Cosa manca a Fringe? Vediamo:
- Minaccia internazionale: c’è.
- Agente FBI integerrimo: presente.
- Microorganismo letale: c’è.
- Incidente aereo: c’è.
- Scene splatter: ci sono.
- Inseguimenti: anche troppi.
- Scienzato pazzo: presente (e lasciamo perdere che dopo anni di detenzione sia ancora il migliore sulla piazza)
- Simpatica canaglia con infanzia problematica ma sotto sotto buono: presente.
- Capo burbero, alla Skinner: presente.
- Telepatia, alterazione del DNA, cure e medicinali improbabili e tecnobabble: in abbondanza.
Ecco. C’è quasi tutto.
Appunto, quasi. La regia di Abrams, del tutto ordinaria (eccettuata la trovata delle didascalie in 3D che vanno a far parte della scenografia), non esenta il pilot da essere abbastanza scontato. L’eccesso di “carne al fuoco” e la francamente esagerata facilità di soluzione delle beghe più nere rendono questo telefilm francamente improbabile, lontanissimo dall’essere il nuovo Lost e invece pericolosamente simile a un poco riuscito mix tra X-files, Alias e Millennium.
Non credo che sprecherò altro tempo su Fringe, oltre l’ora e mezza investita nel guardare il pilot, se la sceneggiatura è tutta lì.
Peccato, dovrò proprio trovarmi altro da fare in attesa della quinta stagione di Lost.
Di cui, per dirlo alla romana, sono letteralmente a rota.
(per chi ha contratto la mia stessa malattia, QUI un succulento sneak peek della puntata 5x01 - Beacause you left, della stagione che verrà. Che, ve lo ricordo, prenderà il via a gennaio. Ibernatemi fino ad allora)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

vuoi una serie che valga veramente la pena di essere vista? (bsg a parte che non m'hai detto se ti sono piaciuti i 2 film standalone :D)...

cmq, cerca Band of Brothers.
sono 10 episodi, quindi si guarda tranquillamente senza dover programmare mesi e mesi della stessa serie :D
io l'avevo gia' vista su rete4 di notte, poi me la sono gia' rivista su dvd, e adesso sto riprendendo in mano l'episodio 1 :D

ciao, larsen

Antonella ha detto...

Provato con Heroes?
Io ne sono piuttosto assuefatta *_* non riesco a farne a meno, anche se ho avuto la nettissima sensazione che le ultime puntate andate in onda in USA siano state trascinate un po' per i capelli.

CyberLuke ha detto...

Di Band of Brothers non ho mai sentito parlare, ma lo cercherò: accetto sempre buoni consigli.
Ma un abbozzo sulla trama?
Antonella, avevo dimenticato di citare Heroes . Al pari di Lost, mi ha catturato lentamente e in modo subdolo.
Ho praticamente divorato la prima stagione in una settimana incollato al display del Mac.
Non ho sentito, viceversa, grandi cose della seconda.
E, in effetti, sarebbe stata perfetta autoconclusa nella prima stagione, ma quando qualcosa fa i quattrini (vedi anche: Matrix e i suoi discutibili seguiti), fermarsi è praticamente impossibile.

DAMA ARWEN ha detto...

Quoto IN TOTO ciò che hai detto nella prima parte di questo post.
A volte mi fai paura: quando parli di TV, Gatti e Vigili Urbani mi sembra di parlare con una persona che condivide le mie stesse gioie, irritazioni, pensieri.
(Stacca il neuroneeeeeeee!!!!!!!)

Auspico la fine dell'umanità quando assisto a spezzoni del Grande Fratello o dell'Isola dei Famosi.

Non avrei saputo dirlo meglio! :-D

A casa mi tocca sorbirmi la TV durante l'ora dei pasti... e mi viene da vomitare ogni giorno di più.
E il bello è che lo scettro del potere (il telecomando) è sempre nelle mani di mia mamma che anche lei sbuffa ogni giorno per ciò chese nte ma nn è che spegne la tv o piuttosto accende Fastweb TV x uardare un bel documentario del National Geographic.
Ehhhhh...

A volte, poi, io magari ascolto cmq e se mi sfugge una paroal o qosa le chiedo se lei ha capito e la risposta è: non stavo ascoltando...
CHE CAZZO TIENI ACCESA LA TV ALLORA!!!!???

Sono scampata anche al tunnel di Sky... devo dire che oramai non mi entusiasmano neppure i film e credo che anche i canali da te citati non susciterebbero il mio interesse.

Per i telefilm provo una certa repulsione. È vero, non ho provato ad affrontare i famosissimi Lost e Heroes, ma ho provato a guardare qualcosa in TV delle molte serie prodotte di cui molti dei miei amici sono entusiasti.
Mi veniva l'orticaria o da sbadigliare...

In comenso ho trovato il mio mondo nell'animazione giapponese.
È lì che riverso tutte le mie emozioni che posono trasparire dal monitor del mio Mac o da quello della tv! 200GB di anime nel mi My Book mi fanno ottima compagnia.
Ecco, in quello, di tunnel, sono sì entrata!

Anonimo ha detto...

http://it.wikipedia.org/wiki/Band_of_Brothers

:D
e' ovvio che con lost o heroes non ha nulla a che fare eh... ogni episodio e' diretto da un regista diverso, e la mani differenti si vedono, infatti un paio di episodi a meta' storia sono un po' "lenti".

cmq cercalo e mi dirai ;)

larsen

p.s. a me lost non piace, ma heroes decisamente si! :D

Damiano ha detto...

Io le uniche serie TV che seguo (su nessun canale TV, via Internet) sono The Big bang Theory (sitcom molto divertente) e Mad Men (serie ambientata negli USA in uno studio pubblicitario del dopoguerra).
Tutte rigorsamente in inglese con sottotitoli in italiano (by Italiansubs.net).

ivO ha detto...

il mio "metadone" in attesa di lost è stato BORIS, una serie italiana che prende mostruosamente per il culo le serie italiane!

altrimenti potrei consigliarti DEXTER, altra serie molto carina il cui protagonista sostanzialmente si divide tra il bene e il male.

Dr House temo non possa piacerti, io lo trovo geniale, ma credo che non rientri nei tuoi rigidissimi canoni.

non parliamo di NIP/TUCK...

e comunque aspettiamo gennaio. trepido trepidante!

ciao

Angel-A ha detto...

DOCTOR HOUSE forever!... ^_^
(Lost l'ho visto qualche volta, ma mi è venuto il mal di testa dopo un pò...)

Link my brain ha detto...

Lost è semplicemente geniale.
Diverso da qualsiasi altro telefilm visto finora.
Anch'io sono "a rota".
Per il resto... molto bello "Ulisse" su Rai3, ben fatto e ben condotto. Te lo consiglio. ;)

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