martedì 9 dicembre 2008

La voce del qualunquista, parte 1


Oggi mi trovavo in uno di quei luoghi assai poco a misura d'uomo che proprio l'uomo, nella sua ottusità (voglio dar per buona che non l'ha fatto per cattiveria pura) è riuscito a creare: gli uffici postali.
Che, nella mia testa, sono posti anacronistici, stantii e resi obsoleti dalla telematica e dal diffondersi capillare della connessione alla Rete.

Insomma, è assurdo, veramente assurdo che nel 2008 io debba accompagnare mio padre ottuagenario ad un'ora praticamente antelucana (che se no ti fregano il posto) a mettersi in fila assieme altri residuati con una manciata di gradi di temperatura davanti un ufficio dove non c'è neanche da sedersi e dove un impiegato dietro un cristallo antisfondamento ti parla e lui, giustamente, non sente un cazzo di quello che gli dice ma gli porge un pezzo di carta e quello gli dà altri pezzi di carta che poi sarebbero soldi e io devo fargli da scorta sennò altri farabutti appena fuori glieli ciulano che tanto anche se li acchiappano (quasi mai) gli danno un buffetto e poi li rimandano fuori (quasi sempre) in modo che possano andare a farsi un altro vecchio.

Ma mio padre (classe 1924) è uno all'antica, non concepirebbe un accredito di denaro elettronico, che lui al fruttivendolo gli dà carta stampata mica bit.

Ma non è di questo che volevo parlare, quanto di questi postacci progettati da qualcuno che non ha la minima idea di come dovrebbero essere progettati, a iniziare dalla segnaletica.
Ma mi volete spiegare che cazzo significa "Prodotti Postali" e "Prodotti BancoPosta"?
Ben separati da due colori, verde acido il primo, blu il secondo, che hai il terrore di farti venti minuti di fila per trovarti poi davanti lo sportello sbagliato con l'omino che ti apostrofa "Cosa fai qui pirla, dovevi fare l'altra di fila, non hai letto il cartello?".
Sono in un Ufficio Postale, non dovrebbero essere tutti "Prodotti Postali", in teoria? Che bisogno c'è di confondere le idee ai (già di loro confusi) utenti?
Ma perché non scrivono chiaro e tondo, col linguaggio comune, che servizio viene offerto ad ogni sportello? O perché non abilitano ogni sportello a fare qualsiasi cosa?
E ancora: perché i tavoli occupati quasi per intero dagli espositori contenenti i bollettini in bianco e prestampati per le principali utenze sono sempre vuoti e sei costretto a elemosinarli all'impiegato infilandoti tra lui e il cliente che giustamente ti squadra torvo perché stai interrompendo la sua, di operazione?
E, in ultimo, perché mai negli ultimi anni gli Uffici Postali sono diventati spacci di cd, libri e dvd peraltro senza essere offerti alla benché minima condizione agevolata?
Ma voi, se volete comprare un cd, andate alla Posta o entrate da Ricordi? Non ho mai visto nessuno, nessuno comprare un libro o un film all'ufficio postale.
Cos'è 'sta cazzata? Chi ci guadagna?

9 commenti:

Nicla ha detto...

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!
tutte le cose che hai scritto le appoggio in pieno! mannaggia a loro! e pensa che io cerco di essere sempre educata nonostante te le tirino fuori dai gangheri! maledetti!

Angel-A ha detto...

x Luke: io una volta ci ho comprato un foglio di carta da regalo... ma non lo farò più, prometto! ^_^
Per fortuna, da buoni ultimi sono arrivati anche da noi i dispenser di numeretti che almeno ti fanno aspettare il tuo turno da seduti, ma mica dappertutto... :(

DAMA ARWEN ha detto...

Mhhh
condivido al 95% ciò che dici... però spezzerei una lancia a favore di 2 o 3 novità degli ultimi anni degli uffici postali.

Che i cartelli non facciano assolutamente capire il tipo di servizio offerto è vero, trovo però giusto separare chi deve spedire pacchi o raccomandate o molte buste da chi va solo per pagare bolettini, ritirare pensioni, caricare postepay ecc...

Tutti i nuovi uffici postali hanno però un numero abbastanza consistente di posti a sedere...

E, INCREDIBILMENTE, anche i dipendenti che mi è capitato di beccare negli ultimi 2 anni non erano i soliti cerebrolesi statali del cazzo.

E te lo dice una che è diventata sociofobica a causa del campionario di fauna umana cerebrolesa incontrata.

Ah! Ora ci puoi fare anche il passaporto alle poste!
E la nuova Postemobile offre tariffe piuttosto vantaggiose.

Per il resto, come già detto, ti straquoto.

CyberLuke ha detto...

È vero, ci sono molti uffici che hanno il dispenser di bigliettini e i posti a sedere, ma non tutti: quelli che non hanno spazio in fila in piedi e zitti.
Vabbé.
Sulla cortesia del personale si va a fortuna: ho incontrato impiegati gentilissimi e dalla pazienza biblica e gente che gli avrei sbattuto la capoccia sul bancone.
E poi, lancio un'idea geniale/provocazione: un parcheggio riservato ai clienti dell'ufficio postale. 20 minuti gratis se si espone il talloncino della macchina dispensatrice di numeretti.
Augurandosi che 20 minuti bastino ad espletare le formalità da sportello.

Dandia ha detto...

Le mie recenti esperienze con le poste non sono state poi così negative. Se posso scelgo gli uffici postali dei paesi piccoli, che anche se hanno un solo sportello aperto e nessuna sedia sono quasi sempre vuoti.
Le code in genere le trovo solo in quelli più grandi, che però sono attrezzati di dispenser di bigliettini e sedie. Secondo me li hanno riempiti di libri e cd per rendere l'attesa dei clienti meno noiosa...

mAs ha detto...

l'attesa è una cattiva consigliera, il msg di fondo è: "povero utente, tu che per 'tempi tecnici' devi attendere ore qui dentro, tanto vale che fao un po' di shopping no?"
O almeno così deve aver pensato il genio che ha deciso di aprire gli shopping corner.
La cosa che mi fa girar male invece è il rendermi conto di quanto (mi esperienza) sia disponibile e veloce l'addetta a tale corner in relazione ai suoi colleghi dietro il vetro. La maggior parte delle volte che mi capita di dover andare in posta, durante la suddetta attesa, mi vengono proposte in elenco:
+un nuovo operatore telefonico (poste)
+una sim a condizioni agevolate
+un cellulare a condizioni agevolate
+vari oggetti in offerta in quel periodo ...

CyberLuke ha detto...

Guarda, due sono le cose:
a) si rendono conto conto che i corner shop negli uffici postali vendono quanto una rivendita di freezer in Alaska e li smantellano, o
b) non gliene frega un tubo e li lasciano lì a marcire perché è più la spesa per toglierli che l'impresa.

Dandia ha detto...

Mai sognata di comprare niente in posta, se non prodotti postali. Ma se li lasciassero lì a marcire, questi corner shop, invece che eliminarli, io sarei contenta.
Il brutto non è l'attesa in sè, ma il fatto che non ce la possiamo permettere... Sempre di corsa!! Ma siete mai stati in posta senza fretta? Se vi capitasse e aveste la possibilità di sfogliare qualche libro secondo me non vi dispiacerebbe poi così tanto. (Però dove vado io non ci sono fastidiosi addetti che tentano di propinarti prodotti vari... Quelli neanche io riuscirei a sopportarli!)

Link my brain ha detto...

Cerco di domiciliare ogni cosa per non entrare alle Poste... ma qualche volta, ci sono costretta.
Devo dire, però, che rispetto anche solo a pochi anni fa, le cose sono cambiate enormemente, ed in meglio.
I corner shop possono essere usati come suggerisce Dandia: una riserva di (buone, si spera) letture per ingannare l'attesa.
Confesso di averlo fatto anch'io, le poche volte che non avevo il mio libro-salvagente nella borsa... ;)

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