martedì 9 dicembre 2008

La voce del qualunquista, parte 2

Leggo che Paolo Bonolis ha accettato il contratto d’ingaggio che prevede un compenso di un milione di Euro per la direzione artistica e la conduzione del Festival di Sanremo 2009.
Allora, la volete un'altra bella botta di qualunquismo?
C'è qualcun'altro oltre a me che pensa che il compenso per suddetta prestazione professionale sia, come dire, un filino esagerato?
O anche, a scelta:
• Un insulto alla miseria?
• Uno spreco imperdonabile di denaro pubblico?
• Una follia bella e buona?

Come saprete dal mio post sulla televisione, so a malapena che esiste un individuo dal nome e dalle fattezze di Paolo Bonolis: ammetto di averlo visto in qualche spot di un noto caffé dove da anni spara cazzate seduto su nuvole di ovatta, ma ognuno si guadagna da vivere come può, e se una data azienda decide di investire tot denaro su un presentatore televisivo immaginando di ottenere un certo ritorno di immagine e vendere più caffé non sarò certo io a dirle che sono soldi mal spesi.
Ma nel caso della Rai, la faccenda è diversa.
Sono soldi pubblici.
E io voglio sapere, come dovrebbe volerlo sapere ogni italiano che ha pagato i suoi 108 euro di canone praticamente obbligatorio, perché bisogna (dobbiamo) pagare così tanto denaro una singola persona perché lavori per cinque singole serate.
Che non mi si attacchi la solfa della visibilità della manifestazione.
A parte i crolli degli ascolti delle ultime edizioni (36,46% di share quest'anno contro il 44,82% del 2007), se questo assunto fosse vero, perché io, che ho spesso realizzato campagne pubblicitarie stampate in tutta Italia e rimaste visibili per ben più che cinque serate, non ho ricevuto compensi altrettanto stratosferici?
Insomma, facciamo due chiacchiere da bar.
Quanto, secondo il buon senso, dovremmo (sì, noi, perché siamo noi ad aprire il portafoglio) pagare il buon Bonolis per la conduzione dell'irrinunciabile kermesse sanremese?
Dieci volte di meno, centomila euro? Duecento milioni di vecchie lire (che farebbero quaranta milioni a sera, o tredici milioni l'ora, o cento euro al minuto)? Divertitevi a fare altre divisioni, ma ricordate che ho già diviso per dieci l'effettivo compenso: Bonolis guadagnerà mille euro al minuto.
E allora, Paolo, di quanto potresti accontentarti?
<Diecimila euro? Comincia a sembrarmi già più umano.
Anche se, ci scommetto quello che volete, nessuno di voi ha mai beccato diecimila euro per cinque giorni di lavoro: è vero che non vi chiamate Paolo Bonolis, ma qualcosa di sproporzionato continua a saltarmi agli occhi, visto che, scopro, 100 euro sono il compenso medio per serata di un illustre sconosciuto sul più pidocchioso dei palchi romani; Bonolis verrebbe comunque pagato cento volte di più, direi che potrebbe tornarsene a casa felice e tranquillo.
Invece no, per staccare l'assegno a Bonolis la Rai deve passare col piattino esattamente da 9259 italiani, che, anche se molti di loro faticano (e faticheranno sempre più nel 2009) ad arrivare alla fatidica quarta settimana, i 108 euro di balzello devono farli saltare fuori lo stesso.
Che facciamo allora, la spegniamo questa tv o no?

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te, però, per amor di verità, non lavorerà solo le 5 serate del festival, ma, avendo assunto la direzione artistica, credo che lavori sin da ora al tutto, non che faccia solo da conduttore.

CyberLuke ha detto...

Ah beh, allora è del tutto diverso.

Nicla ha detto...

aaaaaaaaaaaaaaaaah! bis

comunque anche se la spegnamo ci fanno pagare lo stesso! :(

Nicla ha detto...

spegniamo ops non farci caso sono fusissima!

Anonimo ha detto...

Io credo che dovresti sprecare il tuo tempo in modo più creativo e concreto poi se adori farti del male.. fatti tuoi!

Sara

Dandia ha detto...

Spegnere la tv? Il problema non mi si pone. Per quanto mi riguarda nei giorni del festival non mi sognerò neanche di accenderla... :)
Sarei curiosa di sapere quanto costa l'intero pacchetto festival+dopofestival... O che sia meglio rimanere all'oscuro? :(

CyberLuke ha detto...

Dandia, Nicla, avete ragione... il problema non sta nel guardare o no la televisione.
Sta nel sacrosanto diritto di decidere se fruirne o meno, e, nel caso, pagarla o meno.
In Italia, dittatura travestita (manco tanto bene) da democrazia, questo diritto non c'è e ci dicono che, anche se possiedi una televisione del 1974 rotta, chiusa in cantina dentro uno scatolone, il canone lo devi pagare.
"Sprecare" il tempo in modo creativo? Sara, spreca un po' del tuo e illuminaci su questa piccola contraddizione.

Angel-A ha detto...

Luke, non so se mi piaci di più quando sei ironico o quando vai sul "sociale"... :D
Ma leggerti è una delle cose belle della mia mattinata! ^_^
Come non darti ragione su tutto?
Prima di Bonolis avevamo Baudo che si è arricchito coi soldi degli italiani e del canone, come dice il luogo comune sarà anche "un grande professionista" ma sproporzioni così grandi sono davvero ingiustificabili, specie in un periodo tanto difficile come questo, dove tante famiglie non ce la fanno a tirare avanti.
Non solo dobbiamo spegnere la tv, dobbiamo rifiutarci di sovvenzionare questo spreco... ma vallo a dire a mia nonna!

DAMA ARWEN ha detto...

La TV, si sa, non la accendo da anni.

Non credo il problema sia Paolo Bonolis in sé (che a me sta pure simpatico e mi ricorda i bei tempi di Bim Bum Bam), ma apunto il sistema Rai/Canone/Soldi ecc ecc...

Non mi è piaciuto il commento di Sara: direi che nel proprio blog oguno è libero di sprecare tempo, energie ed elucubrazioni come meglio preferisce.

datzebao ha detto...

Bonolis è un prodotto televisivo e come in tutti i prodotti televisivi è lo share che la fa da padrone. Siamo noi a guardare di più un programma se c'è bonolis, quindi un po' è anche nostra responsabilità.
In ogni caso, gli stipendi d'oro e le assunzioni pilotate della Rai sono un vero scandalo italiano. Informatevi su quanto guadagna Marzullo (Responsabile Cultura Rai....) e poi mi direte.
Certo, pensare che in un momento di crisi vada 1 milione di euro a una sola persona per condurre un programma in disarmo effettivamente è paradossale. Però sicuramente gli ascolti li tirerà su magari dell'1%) e allora tutti felici, tarallucci e vino.
Alla gente piace essere fregata...

CyberLuke ha detto...

Se è lo share che fa da padrone, allora qualcuno mi spieghi come mai per una manifestazione che vede crollare i suoi ascolti passando da un 44% a un 36% rispetto l'edizione dell'anno prima si spendano esattamente gli stessi soldi (per condurre l'edizione 2007 è stato staccato a Baudo un assegno dello stesso importo, tondo, tondo, di un milione di euro).
Scusa, ma comunque me la si rigiri c'è qualcosa che non mi quadra.

datzebao ha detto...

Infatti non quadra. Ma alla gente piace essere fregata.

Link my brain ha detto...

No, non è vero, alla gente non piace essere fregata.
Ma a queste cose non ci pensa, non le si dà il modo di farlo.
Il problema è che siamo cresciuti credendo che queste cose, questi compensi da capogiro, siano del tutto normali, ed è difficile convincersi che, in realtà, è una sproporzione folle.
Se ce ne rendessimo conto, credo che assisteremmo ad una "pacifica rivoluzione" fatta di disobbedienza civile, che potrebbe iniziare rifiutandosi in massa di pagare il canone.
Ma tra il dire e il fare... :(

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