martedì 16 dicembre 2008

[Recensione] Batman: Death Mask


Non sono un grande appassionato di manga.
È una questione in parte culturale, in parte derivata dal fatto che iniziai a leggere fumetti da ben prima che il più timido dei comics giapponesi si affacciasse sulle nostre edicole, e quando questi dilagarono in centinaia di pubblicazioni, i miei gusti erano belli che formati.
Tuttavia, c'erano autori che non potevano non emergere davanti i miei occhi per la loro spettacolare bravura: in particolare, mi riferisco a Masamune Shirow e al suo capolavoro Ghost in the Shell, mai superato neanche dai suoi stessi seguiti: oltre i disegni incredibilmente dettagliati, Shirow riempiva i pié di pagina di suoi commenti e approfondimenti sulla tecnologia e sul background sociopolitico dell'ambientazione.
Una lettura che nessun appassionato di fumetti, giapponesi o meno, può permettersi di ignorare.
Detto questo, salvo rare eccezioni (tra cui Dragonhead di Mochizuki e il cervellotico Homunculus di Yamamoto), ben pochi manga trovano posto nella mia fumettoteca personale.
Nel 2001, venni sedotto da Child of Dreams (Il Figlio dei Sogni) di Kia Asamiya, che aveva come protagonista nientemeno che Batman: un prodotto eccellente, con una solida storia sviluppata egregiamente attraverso i tipici stilemi narrativi del manga, ma incentrata su uno dei più famosi personaggi del fumetto americano.
Un'operazione pienamente riuscita, a mio avviso, che però non conobbe alcun seguito... fino ad oggi, quando noto e acquisto questo Batman: Death Mask, realizzato dal mangaka Yoshinori Natsume (noto soprattutto per il manga Togari).
È una storia perfetta per Batman, completamente incentrata sul tema della maschera, di come essa compaia in tutte le culture dell'uomo, persino le più remote, e di quanto profonda ed articolata sia la sua simbologia.

I tempi sono calibrati al millesimo, i disegni curati e puliti ma dai toni oscuri come si confà al personaggio e alla storia, dalle ambientazioni molto dettagliate e ricca di colpi di scena.
Interessanti i confronti tra le varie personalità di Batman, e intriganti anche i moniti a lottare per un futuro migliore, e non a riscattare il passato.
Molto ben raccontati anche i tentativi di Oniyasha (l'altro protagonista) e di Batman nel contrastare il loro lato oscuro, mentre gli esiti differenti di queste battaglie culminano in un finale emotivamente potente.
Insomma, non un capolavoro imperdibile, ma senz'altro un prodotto che ogni fan dell'uomo pipistrello dovrebbe leggere...
lo trovate in fumetteria a 6,95 euro edito da Planeta DeAgostini.
QUI potete vedere riprodotte, sufficientemente grandi per farvi un'idea più precisa della pubblicazione, alcune pagine.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

a me di shirow e' piaciuto di piu' appleseed...
:D
larsen

CyberLuke ha detto...

Appleseed è molto bello, ma a mio avviso inferiore e quasi preparatorio a Ghost in the Shell.
L'anime l'hai visto (di Appleseed)?

Link my brain ha detto...

Appleseed è piaciuto molto anche a me.
Ho dovuto rivedermelo un paio di volte per capirlo bene, ma è senza dubbio superiore a tanti film d'azione pseudofantascientifici visti finora.
Neanch'io amo troppo i film d'animazione giapponesi, ma Shirow ha certamente uan marcai in più.
Molto bello il primo Ghost in the Shell. Appena decente il secondo.
Il fumetto di cui parli non l'ho letto, ma vista la tua entusiastica recensione lo cercherò e ti saprò dire.
Grazie x la segnalazione.

Anonimo ha detto...

anime no... ho visto i 2 ghost in the shell (un dramma: in japponese sottotitolato in inglese...).

cmq di shirow invidio moltissimo la capacita' incredibile che ha nel rendere la tecnologia!
ha un tratto, e non parlo di anime ma di manga, incredibile...
avrei voluto avere quella mano..

larsen

Contessa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Contessa ha detto...

Batman: Death Mask è la prima volta che ne sento parlare, ma ho amato molto Appleseed.
Con il mondo giappo confesso che ho un rapporto un po' conflittuale, nel senso che sono cresciuta guardando Goldrake in tv, ma leggendo fumetti italiani (yeah, i mitici bonelloni), e confrontando le due cose ho inteso benissimo che certi prodotti, soprattutto i più amati dal grande pubblico, soffrono di inconsistenze logiche ampissime e personaggi cliché. Insomma, materiale per fanfiction ma non certo da tenersi in libreria ^^
Alcune cose però sfiorano la genialità, non fosse altro perché sono partoriti da una cultura veramente distante dalla nostra, con i piedi nel medioevo e la testa nel futuro remoto.
Tutto ciò per dire che ti ringrazio della segnalazione, perché anch'io ci vado molto cauta con i prodotti del Sol Levante, e apprezzo qualche consiglio. In cambio ti posso suggerire "Ikigami", un manga in cinque volumi (quelli usciti fin'ora) di Motorō Mase. Raggelante :-)

DAMA ARWEN ha detto...

Non conosco i vari manga di cui parli (ghost in the Shell a parte), strano per una mangofila come me!


Ho dovuto rileggerlo almeno 3 volte il manga di GitS e vedere almeno 2 la versione animata. Mi è piaciuto anche Appleseed.

OniYasha è uno strano nome... Yasha significa demone Usato come suffisso: per esempio il fmaoso InuYasha significa Demone Cane), ma anche gli Oni sono demoni... :-S

Sul fatto che quando i manga iniziarono ad apparire i tuoi gusti fossero già formati non so che dire. Io pensoche nn ti sarebbero piaciuti cmq.

Sono cresciuta con tutti gli anime possibili dai tempi di Goldrake, ma il primo manga lo acquistai a 22 anni. Ma ho sempre letto anche Topolino (per anni e anni), sporadicamente Tex Wiler, il Corrierino dei Piccoli, Snoopy.
Ma i manga sempre al primo posto.

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