giovedì 18 dicembre 2008

[Recensione] Ultimatum alla Terra


Matteo e Arianna erano concordi: se fossi stato io l'alieno sbarcato dalla gigantesca sfera atterrata nel cuore di Central Park (che, si sa, ogni alieno che si rispetti sceglie Manatthan come sito di atterraggio/invasione/distruzione, mai Ascoli Piceno o Salerno, mai) a valutare se gli esseri umani meritassero o meno un'ultima chance di sopravvivere, e avessi avuto (come Keanu Reeves nel film) tra i piedi tutto il tempo un ragazzino aspirante rasta capriccioso, piagnucoloso e infido (non ci pensa due volte a telefonare alle autorità governative che stanno cercando l'alieno), l'Umanità non avrebbe avuto scampo.
Il remake del poco blasonato Scott Derrickson non raggiunge, com'era prevedibile, la magia dell'originale, pur restando un discreto tentativo.
Reeves è piuttosto in parte, e per rispondere alle critiche di chi lo accusa di totale inespressività (comunque richiesta dal copione, a questo giro), forse dovrebbe soffermarsi di più su Jennifer Connelly, che ha per tutto il film ha la medesima espressione stampata sul viso: occhioni verdi sgranati tra il supplichevole e il lacrimoso.
Nulla da dire, invece, sulla messa in scena: il dispiegamento di forze davanti la misteriosa sfera aliena, gli ambienti militari claustrofobici, la paranoia che ottembra le menti e le azioni di chiunque non sia uno scienziato e non riesce ad osservare il fenomeno con distacco anziché precipitarsi a veglie di preghiera, saccheggiare negozi o tentare di danneggiare un'astronave aliena alta novanta piani con una rivoltella.
Perché se il film voleva sottolineare che l'unico modo che l'umanità ha di salvarsi è, appunto, la sua umanità, temo che manchi clamorosamente il bersaglio.
Appena l'alieno mette piede sul suolo newyorchese, un soldato (non ci è dato sapere chi, né perché, come se fosse un dettaglio trascurabile che un idiota dal grilletto facile ha dato il via ad una distruzione su scala planetaria) gli spara al petto.
Si risveglia in una struttura militare e gli mandano Kathy Bates che interpreta il segretario di stato: lui chiede di parlare all'ONU e l'acidona gli dice "te lo scordi, tu non vai da nessuna parte, questo pianeta è nostro (sottintende dell'America) e ci facciamo tutto quello che ci pare. Anzi, la sua astronave è in contravvenzione per aver violato il nostro spazio aereo, che fa, concilia?".
Dopo manco dieci minuti di conversazione, decidono di metterlo a nanna col sedativo, e poi lo attaccano a una macchina della verità.
Quello riesce a fuggire e gli scatenano addosso la più grande caccia all'uomo della storia dopo BIn Laden.
Se lo trovano è solo perché l'odioso e viziato ragazzino (per cui il regista pensa che dovremmo provare compassione perché è orfano, ma vaffanculo) telefona agli sbirri e, da infame fracico qual è fin da ragazzino, lo denuncia.
Insomma, voi che avreste fatto?
Come dicevo in apertura, io avrei detto: mavaffanculo, terrestri di merda. Ma crepate tutti, che la Terra ha solo che da guadagnarci.
E invece Reeves vede il ragazzino che si inginocchia davanti la tomba del padre e dice: "Ah, adesso ho capito. In fondo, non siete poi così cattivi".
Soluzione (inevitabilmente) buonista e stiracchiata.
Mi viene quasi da parteggiare per il gigantesco robottone (dal bellisimo design, sembra una statua di metallo morbido) che dopo essere stato attaccato con missili, rinchiuso in un container, interrato in una base militare e subìto un tentativo di perforazione con una trivella al diamante prima pazienta per un po', poi, giustamente (vorrei vedere voi) si fa girare le palle e si trasforma in uno sciame assassino (uno degli effetti digitali migliori del film).
E invece, lieto fine anche stavolta, gli uomini possono continuare a massacrarsi tra loro e ad avvelenare il pianeta, perché a sto giro gli è andata bene, e alla prossima ci si penserà.

2 commenti:

datzebao ha detto...

Perfettamente d'accordo su tutto. Tra l'altro... chi dirà ai terrestri che si sono salvati per miracolo e devono cambiare per non ricadere nella stessa situazione?
Un film abbastanza stiracchiato, buono per perdere un paio d'ore, con prove d'attore assolutamente insufficienti.

Ari ha detto...

Salverei anche il kebab ingurgitato 10 minuti dopo il film, però! :)

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