mercoledì 17 dicembre 2008

Sta tornando...

Per tutti quelli che non l'hanno mai visto, consiglio oggi la visione di quello che (a oltre vent'anni dalla sua uscita nelle sale cinematografiche) si può ormai definire un classico della fantascienza: Robocop, dell'olandese Paul Verhoeven.
Se la scorza delle vicenda è quella di un action movie fantascientifico, il suo nocciolo è quello di una resurrezione: Alex Murphy, poliziotto integerrimo, è assimilabile un Gesù Cristo cibernetico, che muore martirizzato dai suoi nemici e risorge più potente che mai, grazie allo (scellerato) uso della robotica applicata alle forze di polizia.
Con evidenti influenze dal fumetto, ma anche dalla più avanzata letteratura di fantascienza (in primis, Philip K. Dick), Verhoeven diresse un film duro, vertiginoso e assai poco consolatorio, affrontando temi importanti attraverso metafore ciniche e cruda violenza, inframezzata da spot pubblicitari surreali sintomatici di un mondo e di una società che dovrà temere se stessa.
È proprio questa commistione di filosofia personale e impatto visivo che fa di Verhoeven un regista (talvolta) grande.
Robocop vive di questa linfa senza la quale sarebbe un sempliciotto film di fantascienza anni '80.
>È un personaggio splendido ma triste. Robocop non è un eroe. È un uomo a cui non è concesso nè di vivere nè di morire, un uomo intrappolato coi suoi sentimenti e i suoi ideali incancellabili dentro un supporto robotico a metà tra l'armatura medievale e l'aspirapolvere industriale.
È la rappresentazione dell'angoscia di una vita spezzata e della deriva di un mondo inghiottito dall'avidità e dall'atavica cattiveria della natura umana.
Robocop tornò sul grande schermo altre due volte, nel 1990 e nel 1993 prima di scomparire dignitosamente dopo una stagione televisiva dove era stato trasformato in un giocattolone da tv dei ragazzi.
Ora, incredibilmente, pare che Robocop stia per tornare sul grande schermo.
Della regia del progetto è stato incaricato Darren Aronofsky, trentanovenne regista di Brooklyn che ha già diretto l'affascinante PiGreco, Requiem for a dream e L'Albero della Vita.L'intenzione di Aronofsky è quella di riportare sullo schermo l'autentico spirito del primo film. “Si beccherà sicuramente una R (secondo la codifica americana, divieto di guardare il film ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto), ma almeno saremo liberi di fare ciò che vorremo” dichiara in una recente intervista (QUI se volete leggerla tutta, in inglese).
Aronofsky ha passato buona parte della sua adolescenza dedicandosi all'arte dei graffiti, sfogandosi proprio su personaggi cyborg. Questa esperienza, unita ai suoi studi medici, gli ha fatto nascere la passione per l'ibrido carne-metallo.
“Per prendere il diploma” dice, “devi imparare una lista di 38 differenti cose di metallo che puoi avere nel corpo. Da uno shutter inserito in una palpebra a un peacemaker, viti metalliche e tutta una serie di altre cose. Ho realizzato che in realtà siamo già dei cyborg. Non in modo completo, ma comunque il legame con la tecnologia c'è.”
Non si sa altro sul film, di cui gira soltanto un teaser poster che, lavorando di Photoshop, ho ricostruito (lo vedete qui sotto) giusto per ingannare l'attesa da qui al 2010.
Non potrò mai resistere fino a quella data.
Ibernatemi.

3 commenti:

spasquini ha detto...

Non vedo l'ora!

Ma dovrebbe essere un remake, un sequel o un prequel?

Anonimo ha detto...

come tutti i remake, ci punto poco...

larsen

Anonimo ha detto...

Che gran film Robocop :)

datze

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