sabato 3 gennaio 2009

Là, dove nessun uomo è mai arrivato prima


Incredibile come belle serie televisive finiscano semplicemente per mancanza di audience (almeno ufficialmente).
Star Trek: Enterprise è una di queste.
È la quinta serie televisiva ambientata nell'universo fantascientifico di Star Trek.
Le vicende di Enterprise sono ambientate circa un secolo prima di quelle della celeberrima serie classica (quella con Kirk e Spock, per intenderci), nel momento in cui l'umanità comincia ad esplorare lo spazio.
L'astronave al centro della serie è infatti l'Enterprise NX-01, prima astronave terrestre ad essere costruita al fine di esplorare lo spazio profondo.
Ammetto di non essere un profondo conoscitore dell'universo di Star Trek, anche se al mio attivo posso annoverare la visione di parecchie puntate della serie classica e quasi tutte quella di The Next Generation (ho trovato invece quasi inguardabili Voyager e Deep Space Nine, dove a mio avviso si è cercato di raschiare il fondo del barile), e quando nel 2003 La7 iniziò a trasmetterla anche da noi, la ignorai completamente.
Di recente, i costosi cofanetti di plastica sono stati rieditati in una ben più abbordabile (ma molto ben realizzata) edizione cartonata a meno di venti euro, e ho pensato: beh, che diavolo, diamogli una chance.
E ho iniziato a vederla.
Mi ci sono affezionato in maniera sorprendentemente veloce: svolgendosi un centinaio d'anni prima di Kirk e compagnia, tutte le tecnologie descritte sono più rudimentali (il teletrasporto, ad esempio, è ancora allo stadio sperimentale e non viene utilizzato con esseri viventi), interni e costumi hanno un vago sapore vintage ispirato al Forbidden Planet del 1956: nemmeno la Prima Direttiva, la regola base della Federazione che vieta qualsiasi interferenza con le civiltà aliene è stata ancora promulgata, il che permette una più grande libertà nei contatti extraterrestri e nelle missioni esplorative dell'Enterprise.
Il cast è sempre stato uno dei punti di forza di Star Trek, e Enterprise non fa eccezione: Il capitano Jonathan Archer è interpretato da Scott Bakula (noto come protagonista del serial In viaggio nel tempo/Quantum Leap), una specie di versione meno “ingessata” di Kirk. La gelida subcomandante T'Pol (una vulcaniana “imposta” politicamente a bordo) è interpretata dall'affascinante Jolene Blalock.
Gli altri membri dello stato maggiore dell'equipaggio sono il Dottor Phlox (John Billingsley), affabile medico di bordo alieno proveniente dal pianeta Denobula; l'ingegnere capo Charles “Trip” Tucker III (Connor Trinneer), impulsivo amico di lunga data del capitano; il capo della sicurezza Malcolm Reed (Dominic Keating), caratterizzato (nell'originale) da una pronuncia britannica, l'ufficiale alle comunicazioni Hoshi Sato (Linda Park), linguista superesperta, inizialmente terrorizzata dallo spazio e alle prese con difficoltà interlinguistiche mai affrontate prima; il guardiamarina Travis Mayweather (Anthony Montgomery), il timoniere, l'unico nato nello spazio.
La serie, chiusa in America al termine della quarta stagione, è ragionata intorno a una struttura piuttosto classica (una continuity precisa, rapporti tra i protagonisti che oscillano tra il militaresco e il profondamente umano, sottotrame “leggere” ed episodi autoconclusivi) ma è caratterizzata da un'ambientazione estremamente curata e dettagliata e da una regia interessante che, pur senza raccontare niente di nuovo, riesce a non annoiare quasi mai e a mantenere stabile l'attenzione.
Star Trek: Enterprise non è eccezionale come altre serie fantastiche o fantascientifiche (da Heroes a Lost) ma è apprezzabile proprio nella sua semplice classicità e nella solida qualità dei suoi script.
Consigliata.
PS La serie, sempre a mio avviso, meritava di essere chiusa solo per la terribile canzone utilizzata per la sigla iniziale, Where My Heart Will Take Me di Russell Watson, che spezza la tradizione dei solenni temi sinfonici delle altre serie di Star Trek (QUI trovate quella che doveva essere la sigla "vera").
Chissà che gli passava per la testa, a Rick Berman e soci...

2 commenti:

Marymiao ha detto...

Miaoo Luke
(son l'amica di DamaArwen giusto per intenderci)
Mi trovo quasi pienamente d'accordo con te su questa "nuova" serie. Ho seguito tutta NG ed ho adorato Picard(il comandante).Ero un po' scettica riguardo a questa ma mi son dovuta ricredere, poi sono una fan sfegatata di quantum leap, quindi anche un po' di parte.
Miaoo

Anonimo ha detto...

a me in effetti e' spiaciuto non vederla piu' su la7... enterprise non mi era dispiaciuta per nulla...

sempre meglio appunto di deepspacenine... fiacca e con poco carisma.

larsen

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