domenica 4 gennaio 2009

L'ultimo MacWorld dell'Umanità


Martedì prossimo si concluderà ufficialmente un'era.
Alle 18, ora italiana, salirà Phil Schiller e non Steve Jobs sul palco del Moscone Center a San Francisco, per dirigere l'ultimo storico keynote del Macworld dell'era Apple.
Bisogna dire che Schiller ha la possibilità di chiudere in maniera onorevole le partecipazioni di Apple al Macworld, perché le novità attese non sembrano da poco.
Probabilmente farà il suo debutto ufficiale Snow Leopard, l'attesa nuova major release di Mac OS X: diretto successore del 10.5, il nuovo sistema operativo sarà tutto incentrato sulla transizione definitiva ai 64bit, sull'impiego delle più recenti tecnologie GPU per sfruttare le potenzialità delle VGA più moderne, sul miglioramento della grafica e della gestione del sistema grazie ad una riscrittura di grosse parti dell'interfaccia. E assieme a lui potrebbe comparire anche la nuova versione della suite di sistema iLife (ma questa ultima possono anche risparmiarsela, per l'uso che ne fa il sottoscritto).
Durante il keynote faranno (forse) la loro prima apparizione attesi aggiornamenti a modelli ormai storici come iMac e Mac Mini con grafica Nvidia.
Ho tempo da buttare e sono anche piuttosto impaziente, quindi ho realizzato un piccolo concept con Photoshop.

Il nuovo MacMini da me immaginato ha scocca in alluminio, ha circa venti centimetri per lato, è alto appena tre centimetri e incorpora un dock per iPod o iPhone.
Staremo a vedere.
Non dovrebbero mancare novità anche per Mac Pro, Xserve e magari persino un MacBook mini da 11 pollici da contrapporre alla crescente schiera dei netbook (sarebbe la volta buona che Apple si renda conto di che autobus sta perdendo), o chissà quale trovata per rivitalizzare una mai del tutto decollata Apple TV.
Dopo questo Keynote, non ce ne saranno altri.
Apple cambia strategia.
Forse a causa delle nuove dinamiche del mercato, diverse rispetto a quelle di 20 anni fa.
Oggi avere degli eventi a scadenza fissa nel corso dei quali tutti si attendono novità può diventare controproducente: penso al sistematico calo di vendite legato all'attesa dei "possibili" nuovi prodotti, ancora più evidente negli ultimi anni grazie alla maggior attenzione del pubblico nei confronti di Apple.
La presentazione obbligata di "qualcosa" in corrispondenza dell'evento (e magari anche del one more thing) genera poi un inevitabile scontento in quella fascia di utenti che si aspettava "qualcos'altro", senza considerare le ripercussioni borsistiche legate all'elevato hype generato dalle indiscrezioni, che non sempre trovano riscontri nella realtà delle cose.
In ultimo, il fatto di avere una data predestinata per mostrare al pubblico le novità, mette Apple a rischio di rilasciare un prodotto immaturo, oppure di annunciare un nuovo hardware senza darne la disponibilità immediata, con conseguente danno d'immagine.
Entrambi i casi si sono già verificati.
Resta il fatto che, pur essendo divenuto negli ultimi anni assai critico nei confronti di Apple, avverto una vaga tristezza al pensiero che non assisterò più a quegli incredibili show condotti da uno dei personaggi più straordinari e controversi dell'informatica e del mondo moderno, quello Steve Jobs sulla cui salute tanto si specula in queste settimane.
Nel frattempo, qualcuno ha pensato ad una singolare protesta: si tratta del Silent Keynote, una forma di protesta silenziosa che si baserà tutta sul non applaudire, esultare o fischiare durante la durata del Keynote, lasciando un clima gelido e freddo sull’annuncio di ogni nuovo prodotto.
Anche qui, staremo a vedere (e a sentire).
Concludo con questo video, che va ad aggiungersi alla schiera "Apple contro PC", stavolta in chiave Transformers.
Che bello avere tutto questo tempo libero....

2 commenti:

spasquini ha detto...

Fantastico video!

Roberta la Dolce ha detto...

Mi inserisco anch'io, anche se di computer ne capisco poco... li uso e basta.
Anch'io ho un Mac, un iBook che mi è stato regalato (prima di partire con l'invidia, sappiate che era usato, e che non ha mai funzionato bene, forse perché era il regalo d'addio di un ex...).
Bianco, un pò graffiato, mi ci sono affezionata.
Prima avevo un Acer.
Quando mi si è rotto non ho versato una lacrima... ma a novembre credevo di avere perso il mio iBook e sono stata a piagnucolare come una scema per due giorni, prima di ritrovarlo...
Che ne dite, vorrà dire qualcosa?
Per ora non posso cambiarlo, e credo che resterà mio fedele compagno ancora per un bel pò, ma butterò un occhio al MacWorld! ;)

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