domenica 8 febbraio 2009

5 film da evitare come la peste

Non credete, se scegliere i dieci film imperdibili è un'impresa sofferta e delicata, selezionare i cinque più vergognosi sprechi di pellicola da ciò che il sottoscritto ha visto fino ad oggi (e ne ha visionati parecchi, ve lo garantisco) richiede un impegno altrettanto gravoso.
Insomma, non è stato facile, ma eccovi cinque porcherie assolute dalle quali il mio più disinteressato e amichevole consiglio è: statene alla larga.
Se li intravedete sullo schermo facendo zapping, cambiate canale e cercate una televendita o una vecchia puntata di Derrick: vi divertirete di più.
Se vi occhieggiano seducenti dallo scaffale del Blockbuster, non fatevi irretire dai nomi altisonanti del regista, dei protagonisti o dei premi vinti: orientatevi su un Boldi-DeSica d'annata: almeno, sapete cosa vi aspetta.
Cominciamo.

Paranoid Park, di Gus Van Sant (2007)
“Oste, com'è il tuo vino?”.
“Bono”.
“E quello degli altri?”
“Allungato col piscio”.
Ecco.
Il capolavoro di Gus Van Sant è quanto millanta la locandina del film in questione. Chiedere all’oste se il vino è buono è come chiedere al manifesto di Paranoid Park se Paranoid Park è un capolavoro o meno.
Ultime notizie. Paranoid Park non è un capolavoro, e non basta un premio vinto a Cannes nel maggio scorso a cambiare la realtà. Il fatto che il film, prima ancora che uscisse, venisse acclamato dalla sua stessa pubblicità come un’opera d'arte è una presunzione che tutto fa fuorché ispirare simpatia... insomma, sarò libero di decidere io se è un capolavoro o meno?
La tematica affrontata: il disagio giovanile.
Azz, che ideona! Una vera innovazione, quasi come Neri Parenti che manda De Sica in vacanza sia con la moglie che con l'amante in Natale In Crociera.
Metà delle inquadrature (scelta d'autore, certo, certo) che ci vengono rifilate sono primissimi piani della faccia da perenne sonnambulo dell'adolescente protagonista, protagonista si fa per dire, perché costui è il ritratto perfetto dell'afasia e dell'apatia.
Non mi soffermo neanche sull'inutilità della vicenda raccontata con sguardo altrettanto assente dal quanto mai sopravvalutato Van Sant.
La regia è piatta come l'encefalogramma dei personaggi di contorno del film e al tempo stesso estremamente autocompiaciuta.
Imbarazzante.

Aliens vs. Predator 2 , di Colin Strause (2007)
Premetto che non sono contrario per partito preso ai sequel.
Se un personaggio mi è piaciuto, assisto sempre con interesse a un nuovo trattamento, magari da parte di un nuovo regista, per vederlo rivivere sullo schermo.
E con i vari Alien, il meccanismo sembra avere funzionato abbastanza bene... persino il primo Aliens Vs. Predator aveva una sua dignità, un rispetto della continuity, una tensione, delle trovate.
Questo sequel (di uno spinoff) è una porcata.
Se c'era un budget, il regista se l'è speso andando con delle escort girl e poi ubriacandosi.
La sceneggiatura è degna di un telefilm low-cost di serie B e ha più buchi di uno scolapasta.
I dialoghi sembrano scritti da un ragazzino di dodici anni... e manco dotato.
I combattimenti tra i due alieni sono bui e confusi. I personaggi hanno zero spessore e ispirano zero simpatia, artefatti come sono. Sono un fan della saga, ma questo è ridicolo.
Insalvabile.

Rollerball, di John McTiernan (2002)
Se i sequel non sono esenti da rischi, coi remake la situazione è spesso ancor più delicata.
Anche qui, un remake ben fatto mi diverte (ho trovato apprezzabile il Solaris di Steven Soderbergh, ad esempio, o la rivisitazione di Antonio Albanese di Ricomincio Da Capo di Harold Ramis)... e quando venne annunciato, nel 2002, una nuova versione di Rollerball ad opera di John "Predator" McTiernan, con Jean Reno nel cast, ho sinceramente ben sperato in un degno rifacimento.
Mai speranza fu più disillusa.
Non credevo ai miei occhi. Il gioco psicologico dell'originale completamente perso, come l'importanza del rapporto fra il campione Johnatan e la società (le corporazioni).
Una regia assolutamente incapace di coinvolgere lo speranzoso spettatore o che sappia illustrare cosa accade durante le partite; le macchine da presa sembrano essere state collocate casualmente sul set e il girato pare essere stato montato come capitava, senza prestare nessuna attenzione al filo logico dell’azione, ma solo per ottenere il visto della censura per consentire la visione ai minori.
Gli attori sembrano di modelli usciti da una sfilata di moda e, come i modelli che sfilano sulle passerelle, non sanno recitare. Ricordo che mi chiesi, sbigottito, come avesse potuto Jean Reno trovarsi coinvolto in una simile porcheria.
Un vero peccato per chi non ha visto la splendida pellicola originale di Norman Jewison e ha conosciuto Rollerball per la prima volta in questa ignobile rilettura.
Indegno.

Collateral, di Michael Mann (2004)
Seppur fotograto efficacemente (gran parte dell'appeal di questo film sta nella scenografia che offre gratuitamente la Los Angeles notturna), l'acclamato Colllateral è una storia inverosimile e non immune agli stravisti cliché hollywoodiani.
Le coincidenze di cui è infarcito il film per farlo stare in piedi (primo fra tutti: la vittima finale del sicario, guarda che coincidenza, è la passeggera del taxi subito prima del suo killer) sviliscono anche il perverso rapporto che si instaura tra il brizzolato nanerottolo Cruise che sembra abbia una filosofia di vita invece ricicla aria fritta per tutto il tempo e il tassista che si rifugia in una foto di un'isola delle Maldive appesa nel taxi e poi compie gesti che, non si capisce se per un efferato taglio in fase di montaggio, restano inspiegabili e impuniti (il lancio della borsa del killer dal cavalcavia).
Per il resto, è la fiera del deja vu. Una sparatoria in discoteca (ma possibile che quando uno tira fuori una pistola la gente resta a ballare innvece di darsi alla fuga e che quando volano le pallottole il dj non stacca la musica?...), il solito cellulare che si scarica sul più bello, il palazzo del procuratore con un'unica guardia giurata accoppata e nessuna pattuglia che si prenda la briga di indagare su spari e blackout (nonostante il tassista avesse dato l'allarme al poliziotto che stava per arrestarlo), una (bellissima) Jada Pinkett Smith che non pensa neanche a toigliersi i tacchi alti per correre inseguita da un killer, Cruise che si becca una pallottola sotto l'orecchio ma prosegue come se fosse un Terminator prima di accasciarsi su un sedile della metro un attimo prima di pronunciare una battuta.
Ma per favore.

Niente da nascondere, di Michael Haneke (2005)
In questo film (toh, un altro premiato a Cannes... sarà un caso?) sono tutti antipatici, anzi odiosi.
Odioso il personaggio della Binoche (in un ipotetico remake italiano avrebbe potuto essere interpretato da un'isterica Laura Morante) che non si sogna neanche per un istante di toccare suo marito o mostarsene "complice".
Odioso il figlio, dodicenne, unico e presumibilmente viziato, chiuso nella stravista (e odiosa) ostilità adolescenziale.
Odiosi gli amici di famiglia, sbruffoni e snob, che raccontano storielle idiote a cena e non hanno mai un vero contatto emotivo coi protagonisti.
Chi si salva è Daniel Auteuil, intenso e autentico, chiuso, forse, ma determinato, sempre a cavallo tra coraggio e vigliaccheria (come ognuno di noi, in fin dei conti).
Il regista riesce anche a montare una certa suspence, invischiando il protagonista in una situazione allucinante: videocassette mute, disegni infantili truculenti, un fratello adottivo perso di vista quaranta anni fa che si recide la gola davanti a lui in un fatiscente appartamentino di periferia.
Solo che non si prende la briga di spiegare nulla, né di abbozzare o suggerire una conclusione: come un beffardo errore di montaggio, dopo due ore arrivano i titoli di coda e tanti saluti.
Pretenzioso.
Nota a margine: possibile che la fotografia usata per la locandina fosse la migliore a disposizione della produzione?

5 commenti:

Nicla ha detto...

uh uh....anche qui....ce ne sono troppi di film orrendamente schifosi!!
condivido il tuo ultimo nella classifica (eh eh...)
I primi due non li ho visti quindi non posso esprimere giudizi.
Rollerball non mi è sembrato così obrobrioso però non ho visto l'originale.
Così come Collateral.
Cioè ho visto molto ma molto ma molto ma estremamente di peggio!

laFra ha detto...

Di tutti i film citati, ho solo visto Collateral.
Forse perchè non me lo ricordo troppo bene, forse perchè il film mi è stato spiegato durante una "lezione di cinema" da un professore che stimavo, forse perchè dopo averlo scorso ho analizzato alcune scene...sarà per tutto questo, ma mi sembra che il tuo giudizio sia eccessivo. Insomma: sicuramente ce ne sono (ed hai visto) film peggiori di questo. Ad iniziare dai famosi cine-panettoni che citi all'inizio.

Roberta la Dolce ha detto...

Uh, ce ne sarebbero da ficcare in una classifica... ha ragione Nicla!
Cito a caso...
1. Jerry Maguire Tom Cruise che gigioneggia per tutto il film è semplicemente insopportabile...
2. CobraStallone e la Nielsen in uno dei più brutti film d'azione anni ottanta...
3. Basic Istinct Una stron*ata inaudita riassunta in un accavallarsi di gambe...
4. 300 Mi sono addormentata dopo un quarto d'ora...
5. H2Odio di Alex Infascelli... italiano ma terribile...

Angel-A ha detto...

Sei troppo forte... ;D
Ecco la mia Top Five:
1) Alex L'ariete.
Il peggiore in assoluto, con un terrificante Alberto Tomba...
2) Pinocchio di Benigni... ero andata a vederlo con la migliore disposizione possibile... ma è una rovina... davvero...
3) Wild Wild West.... una zozzeria costata un botto, e Will smith peggiora solo la situazione...
4) Waterworld di e con Kevin Kostner... lo so, dovevo immaginarmelo... avete ragione... ^_^
5) Planet Terror.... ma solo io penso che Tarantino sia un grosso bluff?

La firma cangiante ha detto...

Aaargh! :)

Ho visto solo Paranoid Park e Collateral di questa cinquina e non concordo in nessuno dei due casi con il posizionamento in questa blacklist.

Se per Paranoid Park posso capire il tuo punto di vista, effettivamente è freddo e suscita poche emozioni, è un film che si può apprezzare di testa e molto meno facilmente col cuore, per Collateral no.

Collateral a me era piaciuto molto, soprattutto per l'atmosfera, la fotografia, e la Los Angeles notturna. Magari la trama poteva avere delle pecche (ora non le ricordo con precisione) però anche solo la visione di questo Cruise inedito era accattivante. Io li consiglierei entrambi :)

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