venerdì 13 febbraio 2009

Lost 5x05

E va bene maledetti, siete riusciti a riacciuffarmi per i capelli.
Questa puntata è mozzafiato.
Almeno, sembra che gli jump temporali siano cessati (niente di più che un meccanismo inceppato? uhm, un po' semplicistico, ma ci posso anche stare).
Sono contento di aver rivisto Jin. È uno tosto, duro e puro, fin nell'animo.
Fino al punto da far giurare a Locke che dovrà dire a sua moglie che è morto, pur di non farli tornare sull'isola maledetta, the place of death.
E poi, il ritorno del mostro.
Mi mancava.
È stato di nuovo definito "meccanismo di sicurezza", ribadendo la sua natura artificiale... anche se è a guardia di un non meglio specificato "tempio", che più che qualche geroglifico scolpito sulle pareti non ci dice nulla delle sue origini o dei suoi scopi.
Potrebbe essere anche un residuato della civiltà Atlantidea, per quello che gli autori ci concedono di supporre (e sarebbe una bella cazzata, spero non sia così, beninteso).
Gli attori sono straordinariamente in parte, e insisto col dire che non c'è assolutamente confronto tra quanto sta accadendo sull'Isola e le beghe sulla terraferma alla Alias.
Lost è il più incredibile gioco di tasselli che abbia mai visto... è come se continuassero a fluttuare lentamente per posizionarsi a comporre un unico, immenso disegno.
A poco a poco, qualcosa si chiarisce e si delinea, ma finché anche l'ultimo non si sarà posato al suo posto, non avremo mai un'idea completa della faccenda.
Continuo a trattenere il respiro.
PS Dimenticavo. Benjamin Linus mente, mente sempre. Riesce a mentire persino dicendo la verità... se c'era una scintilla di umanità in quell'uomo, è morta assieme sua figlia sull'Isola.
Così la penso io.
PPS  Non so voi, ma a me la frase di Charlotte in fin di vita  so più io dell'antica Cartagine dello stesso Annibale inquieta parecchio.

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