sabato 14 febbraio 2009

Sliding Doors, il destino e le cuffiette dell'iPod

Ricorderete probabilmente quel vecchio film con Gwyneth Paltrow, Sliding Doors.
La protagonista è Helen, un giovane donna che lavora nelle pubbliche relazioni ed è fidanzata con Gerry. Dopo essere stata bruscamente licenziata, si dirige di tutta fretta verso la metropolitana, diretta verso casa.
In quel momento la sua vita si divide in due dimensioni parallele: in una di esse, riesce a prendere il metrò e rincasando prima trova il fidanzato a letto con una sua ex.
Così si rifà una vita dopo aver conosciuto l'affascinante James... salvo restare uccisa poco dopo in un incidente d'auto.
Nell'altra "dimensione", per essersi urtata con un passeggero che camminava nella direzione opposta, Helen perde il metrò.
Allora chiama un taxi, subisce un tentativo di scippo che la fa rincasare più tardi, e quando arriva, l'amante del fidanzato è già andata via. Trova un lavoro come cameriera e conduce una vita piena di sacrifici, in cui Gerry la tradisce di nuovo. Alla fine, dopo aver lasciato Gerry, in ascensore incontra James.
L'ispirazione per la storia di Sliding Doors è venuta allo sceneggiatore e regista Peter Howitt dopo essere miracolosamente scampato ad un incidente mortale.
Il film, a suo tempo, mi fece riflettere sul Destino.
C'è chi ci crede, e chi no.
Di recente mi sono informato, e sono arrivato nientemeno che alla Teoria del Caos.
Chi non crede al destino (come il sottoscritto), in sostanza si schiera con gli indeterministi: nulla è già scritto, e il futuro dipende dalle nostre azioni (e da quelle degli altri, naturalmente).
Ed è proprio qui la trappola.
L'universo è indeterminabile... ma non indeterminista.
La materia, l'universo, noi stessi, ci comportiamo in modo determinista. A noi sembra che un "destino" non esista perché la materia si organizza in modo tale che non è possibile prevedere il suo comportamento a lungo termine, benché esso sia già determinato.
In altre parole, quello che a noi sembra casuale... non lo è.
È stata una gran botta comprenderlo, per me.
Immaginate, per esempio, che lunedì vada al lavoro in scooter e, prima di partire, mi accorga che le cuffiette dell'iPod sono intrecciate. Cosa faccio? Libero le cuffiette, me le metto alle orecchie, infilo il casco e metto in moto.
Ho perso cinque secondi.
Quando arrivo al primo incrocio, arriva un'auto e mi investe. Risultato, resto paraplegico per tutta la vita.
Immaginate adesso che le cuffiette non siano affatto intrecciate. Che cosa succede? Infilo subito il casco, parto e arrivo all'incrocio cinque secondi prima, giusto? Guardo a destra, vedo l'auto avvicinarsi, aspetto che passi e procedo verso l'ufficio.
È questa la Teoria del Caos. A causa delle cuffiette intrecciate, ho perso cinque secondi che cambieranno il resto della mia vita: piccole cause, grandi effetti.
Ma, in un certo senso... era tutto già scritto. O meglio, determinato.
Era già determinato che le cuffiette si sarebbero intrecciate. Il fatto è che la sera prima, quando le ho tolte, non le ho avvolte con attenzione. E non l'ho fatto perché sono rientrato stanco. Ed ero stanco, perché ho avuto una giornata impegnativa. E la mia giornata è stata impegnativa perché un cliente si è deciso all'ultimo momento a modificare un dettaglio della mia grafica. E quel cliente l'ha deciso perché ha ricevuto un parere da un suo collega. E così all'infinito.
Tutto è causa di tutto, e provoca conseguenze che diventano cause di altre conseguenze, in eterno effetto domino, in cui ogni cosa è determinata, ma rimane indeterminabile.
Lo stesso guidatore dell'auto avrebbe potuto frenare in tempo, ma non lo ha fatto perché ha visto passare una bella ragazza e si è voltato a guardarla. E la ragazza passava di lì in quel momento perché era in ritardo. Ed era in ritardo a causa di una telefonata del suo ragazzo. E il suo ragazzo le ha telefonato per questa o quella ragione.
Ecco fatto il Destino.
Tutto il passato e tutto il futuro sistono già e, se noi conoscessimo tutte le leggi e riuscissimo a determinare (con precisione e contemporaneamente) la velocità, la direzione e la posizione di tutta la materia, riusciremmo a vedere tutto il passato e il futuro.
Cosa che non è possibile... né sul piano pratico, né su quello teorico.
A causa di un'altra complicazione inerente l'universo, e cioè l'infinito.
Ma di questo vi dirò un'altra volta.
Ora vado a controllare che le cuffiette dell'iPod siano perfettamente sbrogliate.

10 commenti:

spasquini ha detto...

Occhio! Perchè potrebbe essere esattamente al contrario.
Le cuffiette imbrogliate, che ti fanno perdere 5 secondi che, se non avessi perso, la'uto ti avrebbe ivestito, invece sei passato proprio 5 secondi prima del tipo che passa col rosso, ti liscia preciso preciso e ti salvi perchè eri in ritardo ...

CyberLuke ha detto...

Hai colto nel segno, vecchio mio... ;)

Anonimo ha detto...

se ti piacciono ste "seghe mentali" guardati il primo final destination :D

gli altri 2 sono veramente cio' che di peggio un sequel puo' essere, ma il primo e' veramente ben studiato.

larsen

CyberLuke ha detto...

Li ho visti tutti e due... e devo dire che mi è piaciuto parecchio di più il secondo. :)

Dama Arwen ha detto...

Ecco.. vedo che Spas mi ha preceduta nel commento che avrei voluto scrivere io...
Cmq io preferisco non pensarci, o forse a pensare che ogni cosa che non è andata come avre voluto è stato per un disegno più grande e x la mia felicità futura.
Magali è un enensima sega mentale, magari è una cazzata. Ma, boh...

Licia ha detto...

la domanda resta in sospeso: esiste un destino prescritto oppure una chance di modificare la realtà attuando un libero arbitrio che la modifica di fatto in continuazione?

Manuela ha detto...

anche "il curioso caso di benjamin button" ti potrebbe dare un'ulteriore prospettiva della teoria del caos.

Taka ha detto...

morale della favola: non si ascolta la musica mentre si va in scooter! ^o^

:p

(e a proposito di film, mi verrebbe da citare anche quella cosa allucinata che è Donnie Darko)

CyberLuke ha detto...

La questione del determinismo e del libero arbitrio ha tormentato la filosofia per molto tempo, ed è stata ripresa dalla fisica e dalla matematica.
Noi crediamo, in genere, che le nostre decisioni siano libere... ma è proprio così?
Fino a che punto lo sono? Non può darsi che noi prendiamo decisioni che sembrano essere libere ma che, se analizzassimo la loro origine profonda, risulterebbero condizionate da un numero infinito di fattori, della cui esistenza spesso non ci accorgiamo?
Non può darsi che il libero arbitrio non sia, in fin dei conti, altro che un'illusione?
Non può darsi, insomma, che sia tutto determinato, benché noi non ne abbiamo coscienza?
Se non mi sbaglio, il primo grande difensore del determinismo è stato un greco chiamato Leucippo.
Ha affermato che niente accade per caso e che ogni cosa ha la sua causa. Platone e Aristotele, invece, la pensavano diversamente e hanno lasciato campo aperto al libero arbitrio, un punto di vista che la Chiesa ha fatto proprio... le conveniva, infatti: Dio sarebbe stato deresponsabilizzato di tutto il male presente nel mondo.
È così che, per secoli, si è affermata l'idea che gli esseri umani dispongono del libero arbitrio.
Solo con Newton e i progressi della scienza si è recuperato il determinismo... cercate un tizio che si chiama Pierre de Laplace, e guardate cosa ha scoperto. ;)

spasquini ha detto...

Tutto giusto, però ... vorrei alzare un però ...

Ogni cosa che succede ha almeno una causa ed almeno un effetto, per questo tu dici che non siamo noi a determinare, ma veniamo determinati dalle cause e dalle concause.

Vero.

Ma è anche vero che tutte queste cause, indipendenti dalle nostre volontà, creano una nuvola di possibilità che ci troviamo davanti al momento di fare una nostra scelta. A volte c'è una sola soluzione, altre volte ce n'è più di una e per questo possiamo determinare il nostro futuro.
Infatti tutto quello che succederà dopo la nostra scelta, dpiende dalla nostra stessa scelta.

Lo stesso esempio delle cuffiette. Alla mattina, trovando le cuffiette annodate, potevi decidere di perdere tempo a snodarle, ma anche di lasciar perdere e di partire subito. Quindi la scelta l'hai fatta tu.
Potevi averle anche perfettamente sbrogliate, ma non avere la voglia di metterle quella mattina ...

Quando le variabili diventano troppe ed incontrollabili, non si può parlare di destino, secondo me.