martedì 17 marzo 2009

Dall'Ikea a Gran Torino

Sono al banco servizio clienti Ikea ad aspettare che il tipo in salopette blu-gialla mi consegni la dannata minuteria per riassemblare il mio tavolo Ronald (piano di cristallo e gambe in alluminio disegnato da Tord Björklund) quando questo, serafico, mi dice: "Mi dispiace, non ne abbiamo più. Ma possiamo spedirgliele in una decina di giorni".
Immagino che arrivino direttamente dalla Svezia, mugugno tra me e me.
E, con le pive nel sacco, mi trascino fuori dal nordico iperstore mobiliare, trovandomi davanti il multisala ammiccante di locandine cinematografiche.
In tasca ho una tessera prepagata (grazie, Ari), e decido di annegare la mia delusione in una delle proposte della serata, optando per Gran Torino, ultima fatica di Clint Eastwood.
La faccio molto breve...
Clint ha stile e ha un suo marchio di fabbrica, e anche questo Gran Torino non è malaccio, ma ho la sensazione che emerga più per il livello basso dell'attuale cinema americano che per effettivi meriti suoi.
Il film mastica più di un tema difficile (il razzismo, la solitudine, la violenza, la guerra, l'immigrazione), e i dialoghi sono molto ben scritti e, in parecchie occasioni, assolutamente divertenti.
Diciamo che più che sullo svolgimento della vicenda, tutto sommato prevedibile, la pellicola vive dello sviluppo dei rapporti tra i protagonisti... e qui, tanto di cappello.
Bella prova, ma non al livello di Million Dollar Baby.
Sufficienza piena, IMHO.

4 commenti:

Dama Arwen ha detto...

Ma avete una sola Ikea a Roma???

Cmq grazie x la mini rece sul film, ne ho viste le locandine sabato a Milano mentre ero in giro col Lupacchiotto e non ne sapevamo nulla. Ci stupiva quel titolo con Clint Eastwood accanto.

Nicla ha detto...

a me invece non ispira molto...mumble mumble devo vedere se andrò, mmmh...

Nussy ha detto...

...il caro Clint...gallina vecchia...

Roberta la Dolce ha detto...

Vado a vederlo stasera... anche a me piace Clint, lo trovo sempre più fascinoso, oltre ad essere molto in gamba anche come regista... Ricordo i pianti guardando "Million Dollar Baby"...
Qui c'è da piangere, CyberLuk?

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