venerdì 13 marzo 2009

Storie di grafici, 5 - Quanto viene la brochure, al chilo?

La trascrizione di questa telefonata è rigorosamente vera.
I nomi sono stati modificati per salvaguardare la reputazione dell’account.

Arrivo in studio, già di cattivo umore per il traffico impossibile e per il cappuccino che scottava come piombo fuso. Lory mi dice: “Ti ha cercato Gianna, dice se la richiami”.
“Huh? Gianna?”
“Gianna, da Milano”.
“Uhmmm. Grazie”. Faccio finta di sapere chi diavolo è Gianna, e mi siedo alla scrivania. Faccio passare qualche minuto tattico, poi chiamo Lory:
“Ehmmm, non trovo più il suo numero, me lo ridai? Grazie”.
Chiamo questa Gianna.
“Ehiiii! Luca, ciaoooo!”
“Huh... ciao. Ci conosciamo così bene, io e te?”
“Ci siamo visti a dicembre, lavoro per nomedellamiaditta Milano”.
“Ah. Ciao. Che posso fare per te, ehm, Gianna?”
“Abbiamo bisogno di un preventivo per una brochure”.
“Uhmmm... non mi occupo di queste cose, veramente. Io sono un progettista, più che altro”.
“Sì, ma sei tu che la fai, no?”
“Sì, ma...”
“Allora saprai quanto ci costerà!”
“Non esattamente... al massimo, ti posso stimare un costo di progettazione. I costi tipografici sono un'altra storia”.
“E chi li sa?”
“Ad esempio, una tipografia”.
“E allora?”
“Allora cosa??”
“Quanto mi costerà?”
Dio bono. “Non ne ho la più pallida idea. Come ti ho già detto, posso preventivarti solo un costo per la progettazione”.
“Ok.”
Silenzio.
“Gianna? Sei lì?”
“Sì, dimmi pure!”
“Dirti cosa?”
“Quanto costerà?”
“Ma cosa???”
“La brochure!!!”
“Che diavolo ne so? Dammi qualche dettaglio”.
“Del tipo?”
Alzo gli occhi al cielo. “Del tipo, il formato”.
“Beh... è larga... uhmmm... non so...”
“Come, non sai?”
“Non ho un righello, ora”.
“Cosa stai misurando, di grazia?”
“La brochure dell'anno scorso”.
“Capito. Beh, è come un foglio A4, o cosa?”
“Aqquattro?”
“Sì, A4. È così o più piccola? O più grande?”
“Cos'è aqquattro?”
Dio, dammi la forza. “È un formato standard che... lasciamo stare. È grande più o meno come un foglio per fotocopie?”
“Ah... quasi uguale, direi. Forse un pò più bassa”.
“Ok. Va bene. Va bene. E di quante pagine la vuoi?”
“Uhm... un attimo. Beh, a destra del punto metallico ci sono tre pagine”.
“Deduco che la vuoi di sei pagine”.
“Già. Allora, me lo puoi mandare un bozzetto?”
“Calma. Testo e immagini?”
“Cosa?”
Gesù, salvaci. “Il testo. Ce l'avete, un testo??”
“Beh... penso di sì”.
“Come, pensi??? Cosa vuoi che ci scriviamo, la lista della mia spesa? Se vuoi un bozzetto, come lo chiami tu, devo avere un'idea di quanto testo ci vogliono”.
“Ah”.
“E le immagini?”
“Quali immagini?”
“Avete fotografie, loghi, grafici, disegni da inserire?”
“Credo di sì”.
“Credo anch'io. Cosa c'era nella vecchia brochure? Foto? Grafici?”
“Che differenza c'è?”
“Come che differenza? Una foto è una foto. Hai presente quando sei all'addio al nubilato della tua migliore amica, sei ubriaca come una zucchina, ti scattano una foto mentre balli sul tavolo e il giorno dopo sei su Facebook? Quella è una foto. Un grafico invece è una serie di barrette colorate con dei numeri sotto”.
“Ah... allora tutti e due”.
“Lo immaginavo. Beh, mi servono. Mandameli”.
“Ti spedisco la vecchia brochure?”
“Mica vorrai che scansioni la loro vecchia brochure???”
Scansiono?”
Conto fino a dieci. “Sì, vuol dire... lascia stare. Mi servono le immagini in elettronico. Via email vanno bene”.
“Ma io non ho niente”.
“Ricapitoliamo. Niente immagini, niente testo, niente formato. Giusto?”
“Sì, ma...”
“E allora come cavolo faccio a farti un maledetto layout???”
“Scusa. È evidente che hai ragione”.
“A volte, detesto avere ragione”.
“Mi informo e ti faccio sapere”.
“Forse è meglio”.
“Ciao, e grazie comunque”.
“Di niente”.

17 commenti:

Dama Arwen ha detto...

Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah
Ahahahahahahahahahahahahahahahahahah

Ogni tanto rimpiango di non essere venuta a lavorare lì un anno fa, e di perdermi queste CHICCHE in diretta!

TVB!

:-D

peter rey ha detto...

Una volta c'era un tipo in agenzia che faceva new business, andava dalle aziende e gli proponeva loghi, brochure, campagne stampa; senza che nessuno gli avesse chiesto niente, senza un brief, un argomento, una necessità, un budget.
Poi tornava in agenzia, veniva nel reparto creativo e diceva: facciamo una campagna per quella fabbrica di suole di scarpe, se gli piace se la comprano.
E noi: Come? Perché? Cosa? Dove? A chi?
E lui: Boh, che ne so? Facciamo una campagna... le informazioni stanno sul sito.
E noi: E se non gli piace?
E lui: Allora non se la compra, andremo a fare new business da qualche altra parte.
Ecco, secondo me era la parte migliore: andarsene a fare in da qualche altra parte.

Simone ha detto...

Guarda, potrei scrivere paro paro un post sui preventivi che mi chiedono per le cause in Studio.

I clienti, dopo una rassegna raffazzonata e sprovvista di documenti sui fatti ("devo recuperare un credito/riparare un torto/difendermi da quel mascalzone/separarmi/divorziare/querelare, cosa bisogna fare?"), mi dicono: " Quanto mi costa?".

Premetto che la maggior parte delle volte il cliente mente o omette (Dr. House docet) e, pertanto, alla cieca non posso preventivare se all'ultima udienza potrebbe saltare fuori una scrittura privata firmata dal cliente che mi fa crollare il castello difensivo (e io devo studiare per un'altra settimana, scrivere altre quattro difese e fare altre 3 udienze); inoltre, anche se per assurdo posso dare per scontato che la documentazione sia corretta e completa, ci sono una serie di imprevisti (interventi di terzi, impazzimenti del giudice, etc) che possono influire sull'iter.

Quindi le variabili ci sono e nessuno ha la sfera di cristallo.

Ma in ogni caso il preventivato, anche se inferiore ai minimi tariffari, sarà sempre troppo per la semplice ragione che il Cliente é sempre convinto di aver ragione e, se vinci, tanto aveva torto l'altro e l'avvocato non ha fatto nulla di ché, se perdi, l'avvocato è un cretino e non bisogna pagarlo (anche quando magari l'ho supplicato di transare prospettandogli una difficile vittoria).

Sul fatto poi che si pretende anche la vittoria certa, magari mi dilungherò un'altra volta :/

Antonella ha detto...

Io mi chiedo perchè certa gente ha ricevuto il dono o la grazia di avere un lavoro.

CyberLuke ha detto...

@Simone:temevo che noi progettisti grafici non fossimo i soli a doverci scontrare con queste problematiche... è sempre interessante sbirciare al di là del nostro steccato. ;)

@Antonella: uh, per i motivi più disparati. Sfortunatamente, il nostro è il paese che più si basa sulle cosiddette "segnalazioni" e passaparola per ottenere un lavoro. Io stesso ho ottenuto più di un impiego in questo modo...

Dama Arwen ha detto...

OT

@ Peter Rey: preferisco la nuove versione originale con AMURO REI

Ma sei un grande lo stesso

FINE OT

Matteo ha detto...

Non ci credo che ha detto "punto metallico". Cmq a me ne successe una simile, dopo ore di colloquio telefonico questo mi disse OK facciamo la brochure, le stampi. Io gli dissi, beh il costo che le ho fatto è per la grafica, la stampa è a parte. E lui mi chiese "cos'è questa grafica di cui va parlando?"...

CyberLuke ha detto...

E io dovrei credere a "cos'è questa grafica di cui stai parlando"? ;D

Antonella ha detto...

Già, ma tu non sei un lavativo.

Finchè si tratta di fare una segnalazione per una persona REALMENTE in gamba, capace e professionale, sono assolutamente d'accordo. Non può che giovare all'azienda.

Fare, invece, una segnalazione per una persona che è figlia o nipote di Mr. Tal de' Tali e che non è in grado di svolgere un certo lavoro o non ha voglia neanche di imparare a farlo, la trovo una cosa veramente deprimente.

E le stelle stanno a guardare.

CyberLuke ha detto...

Nel lavoro ho visto di tutto... cose che voi umani eccetera eccetera.
Ho visto persone sbattersi dalla mattina alla sera e venire decisamente sottopagate e manco in altra maniera gratificate... ma anche lavativi di professione con sedici mensilità e auto aziendale.
E in mezzo, c'è di tutto.
Bisognerebbe esaminare caso per caso, ed è ovviamente impossibile.
È un discorso avvilente.

Simone ha detto...

Beh, io ho lavorato come praticante/schiavo in studio per un paio di anni con compensi che variavano tra € 0 e € 300, spese (viaggi e pasti) esclusi.

Il problema è che sono stato anche un privilegiato, c'è chi sta peggio :(

Roberta la Dolce ha detto...

Ragazzi... state toccando un campo minato... se sapeste con chi ho a che fare io quotidianamente... :-(
Persone che non ne capiscono di nulla di ciò per cui sono pagate, non sanno ciò che vogliono e non sanno riconoscerlo neanche quando glielo servi un piatto d'argento...
Ma io tengo duro! ;-)
P.S. Grazie, Luca, per le risate fuoriprogramma!

Francesco Sternativo ha detto...

mi é sempre piaciuto il tuo modo di raccontare queste storie :) fai proprio percepire la tua noia e quanto tu sia stufo di questi episodi :) :(

premedito ha detto...

E io che stavo progettando di voler fare sto mestiere... ma ogni volta che leggo ste cose mi passa la voglia...

Anonimo ha detto...

Tu dovresti scrivere un libro, altroche' ! mi fai sempre cosi' ridere...e il peggio e' che purtroppo so per esperienza che e' tutto vero! anche dal basso della mia esperienza come amministrativa, all'agenzia di pubblicita' ne ho sentite veramente di ogni....

...ma non avevo un blog dove scrivere subito l'episodio prima di dimenticarmene...!
un bacio
cla

peter rey ha detto...

@ Dama Arwen.
Grazie grazie, è un piacere sentire che c'è chi come te apprezza il lavoro di noi piloti di robot, un ruolo misconosciuto ai più ma findamentale per il mantenimento della pace galattica. Solo un autore è riuscito a gettare una luce sul nostro mondo: Claudio Morici, con Actarus, storia di un pilota di robot; libro inchiesta che anche se tratta del caso umano e professionale di uno stimato collega riesce comunque ad essere rappresentativo di tutto il settore.
Te lo consiglio vivamente.

Nussy ha detto...

CyberLuke santo subito!

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