lunedì 2 marzo 2009

[TOP TEN] Le 10 font irrinunciabili

Attenzione: questo è un post dedicato ai designer e ai progettisti, quindi se vi aspettate di trovare riferimenti a calcio, figa, politica, musica e automobili (in ordine decrescente, i principali interessi degli italiani) saltatelo pure.
Ma se siete anche solo un po' interessati all'estetica delle cose e alle ragioni di una comunicazione più efficace, spendeteci cinque minuti.

Ispirato dal post di TuttoFinto, non posso esimermi dal pubblicare una Top Ten delle dieci font preferite dal sottoscritto... non necessariamente le più belle, che, si sa, queste cose sono estremamente soggettive, ma quelle che utilizzo più spesso possibile nei miei progetti e alle quali, se proprio dovessi scegliere fra le migliaia di collezioni digitali installate sul mio Mac, non rinuncerei per niente al mondo (ok, per una cena a lume di candela con Pamela Anderson rinuncerei al Gill Sans).

1) Futura. Ha una famiglia completa che va da un elegantissimo light a un massiccio Extra Heavy. Disegnato nel 1924 ma distribuito solo tre anni più tardi, porta con sé caratteristiche tipiche della progettazione del Bauhaus, prima tra tutte il costruttivismo.
Mi piace usarlo tutto maiuscolo con un track esagerato.


2) Helvetica. C'è da chiedersi come avesse fatto il mondo prima che fosse stato introdotto, cinquant'anni or sono. Estremamente flessibile ed adattabile, il suo maggior pregio resta la leggibilità.
Utilizzo soprattutto l'Helvetica Neue, dal sottilissimo 25 al nerissimo 95. L'unica accortezza che uso è sempre un valore di track negativo.


3) Garamond. Fu disegnato dallo stampatore francese Claude Garamond (1480-1561), e prima di arrivare a noi e sui nostri computer, ha subìto numerose trasformazioni, ma senza tradire mai la sua eleganza. Il più diffuso è quello disegnato per Adobe, ma il mio preferito è l'Apple Garamond, leggermente più compresso.
Il corsivo è ancora più bello del tondo.

4) Trajan. Nonostante l'aspetto molto classico, è stato disegnato per Adobe solo nel 1989 da Carol Twombly, ed è basato sullo stile delle lettere romane presenti sulla Colonna Traiana a Roma.
Mai pesante ed efficacissimo per i titoli (non ne esiste una versione minuscola).

5) OCR-A. Nacque negli anni settanta per essere interpretato dai software di riconoscimento ottico (Optical Charachter Recognizer è il significato del suo acronimo): in un certo senso, è una font disegnata non tanto per gli esseri umani, ma per le macchine.
Di default ha un track eccessivo, e non è consigliabile usarlo per testi lunghi, ma ha una sua potenza comunicativa e una grande attualità se usato molto grande.


6) Gill Sans. Ad un profano, potrebbe apparire fin troppo simile al Futura di cui è praticamente contemporaneo, in realtà ha una sua personalità molto spiccata ed è meno aggressivo. Deriva dal Lner (London & North Eastern Railways), utilizzato per la segnaletica ferroviaria: ancor oggi è la font utilizzata nella metropolitana di Londra.
Elegantissimo e arioso, lo uso anche per impaginare testi lunghi.


7) Industria. Neville Brody, a mio avviso uno dei più grandi designer viventi, di ispirazione modernista, tra gli anni ottanta e novanta progettò una serie di font straordinari, a cui generazioni di grafici attinsero a piene mani per ogni genere di progetto.
L'Industria è uno dei miei preferiti, e il mio preferito in assoluto tra i font di tipo compresso. Mantiene un'eleganza rigorosa sia maiuscolo che minuscolo ed è estremamente adattabile.


8) Neu Six. Anche questo lo dobbiamo a Brody, che lo disegnò per la rivista inglese The Face, di cui restò direttore creativo per anni, realizzando un prodotto editoriale destinato ed entrare in qualsiasi manuale di grafica.
Ha un'impostazione razionale e modernista, ma ha un taglio molto originale. Adoro le sue "L" e le "S" maiuscole. Per contro, il suo light mi piace molto meno, e non esiste una versione minuscola.


9) NeoSans. Il suo design è molto recente, e tra le numerose font "tecnologiche" che si trovano on line a un soldo la dozzina, è probabilmente una delle meglio riuscite.
La sua alta leggibilità lo rende adatto a testi lunghi, ed è declinato in numerosi spessori dell'asta.


10) Kuenstler Script. Non ho una gran simpatia per i cosiddetti corsivi inglesi, ma per alcuni progetti è esattamente quello che ci vuole. Ne girano parecchi, soprattutto di ispirazione ottocentesca, ma il Kuenstler è tra i più "razionali".

8 commenti:

Licia ha detto...

Anche se non sono un'addetta ai lavori...che significa che scrivo sempre il Garamond, dottore?

Planetary ha detto...

Prima di avere la scimmia da Helvetica sono stato un Futurologo accanito :)
Tutti e due li uso con un tracking negativo, sopratutto nella versione bold.
Dello Swiss che mi dici? A me piace molto.

jenapli ha detto...

complimenti, bellissimo post, educativo ed esauriente, anche per un non-grafico daltonico e pc-ista comeil sottoscritto.

Dama Arwen ha detto...

Ma come non c'è il Comics Sans???

OK OK OK SCHERZAVOOOOOOO!!

Io il Garamond non lo sopporto, le altre font invece mi piaccion molto il TRajan specialmente.

Io adoro anche lo Universe Condesed e il Bertold Akzident Grotesque.

tu scrivi troppo! Non riesco a stare dietro ai tuoi post. Leggo sempre (quasi) tuto, ma nn sempre riesco a rispondere!

CyberLuke ha detto...

@Licia: che hai gusto e sei abbastanza intraprendente da non limitarti al Times New Roman che ti propone di default Windows (ma anche Mac). ;)

@Planetary: Lo Swiss è un clone dell'Helvetica ancor più sfaccaito dell'Arial: almeno, l'Arial lo riconosci, lo Swiss è praticamente identico! :D

@Dama: diavolo, sì, l'Universe Condensed è molto figo! All'Akzidenz preferisco il Franklin Gothic... è più morbido. ;)

Planetary ha detto...

Ecco perchè mi piaceva! :D

Anonimo ha detto...

Io uso sempre il calibri, lo adoro!

Glauco Silvestri ha detto...

Io lavoro sempre col Garamond ^^ mentre l'Helvetica mi è sempre stato un po' indigesto (a pelle... non saprei spiegarti tecnicamente perché!).

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