mercoledì 29 aprile 2009

Domande esistenziali.

Ieri, tornando verso la macchina parcheggiata, ho notato degli operai che si spaccavano la schiena dentro una buca.
Pioveva e questi erano con l'acqua fangosa fino alle ginocchia a sgobbare, e ho pensato: minchia, questi sì che capiscono a fondo la vita.
Ma subito dopo ho pensato: ma è proprio necessario soffrire per capire a fondo la vita?
In vita mia ho fatto praticamente tutti i lavori più squallidi: volantinaggio, cameriere in una sala da té, cameriere in un ristorante, ho fatto persino il bagnino e la guardia a un treno ospedale della Croce Rossa... che altro?... basta così. Ma ancora non capisco: cosa vuol dire capire a fondo la vita? Che vuol dire?
Capire?
Vita?
Non capisco.

Non capisco, però credo di sapere una cosa ed è questa: noi abbiamo una mente abbastanza potente per porci le domande evolutivamente vantaggiose:
1) dove posso trovare da mangiare?
2) Dove mi sistemo per la notte?
3) Dove posso trovare una femmina della mia specie per accoppiarmi?
Ora, queste domande hanno assunto con l'evoluzione della specie umana contorni più ambigui:
1) dove posso trovare un buon ristorante ove mangiare con una femmina della mia specie con cui successivamente copulare nel mio ricovero per la notte?
Ma il fondo è sempre quello: perpetuare la specie.
Il problema è che avere una mente così raffinata ha i suoi effetti collaterali: ti chiedi cose che sarebbe meglio non chiedersi perché non hanno risposte, del tipo, appunto: che senso ha la vita? Perché siamo qui? Che succede dopo la morte? E soprattutto: perché cazzo a lei piace tanto mangiar fuori che io odio trovare parcheggio e lasciare il mio nome al cameriere e aspettare che mi servano e costa pure un occhio della testa?

5 commenti:

claudia ha detto...

Forse oggi non ho proprio voglia di lavorare, visto che ho postato ben 3 commenti su 3 argomenti completamente diversi....mah! o forse sei tu che come al solito stimoli molto la mia mente!
come che sia, io vorrei tornare, o regredire, a quelle 3 domande di sopravvivenza pura, sono stufa di tutte le implicazioni socio politiche esistenziali economiche sentimentali spirituali che ogni mia singola e MINIMA scelta comportano.

Roberta la Dolce ha detto...

La tua sintesi delle domande evoluzionistiche è fantastica... :-D e anche come si sono evolute in un'unica, definitiva Domanda Finale...

Anonimo ha detto...

temo che quei poveri operai non abbiano capito gran ché della vita, se no avrebbero trovato un lavoro più comodo.

ad esempio uno di quei lavori tipo vigile motociclista che se piove non esci (me l'ha detto un aspirante vigile fratello di vigile che voleva fare il motociclista proprio per quel motivo).

Licia ha detto...

Una sola è la domanda esistenziale: tu alla continuazione della specie invece non ci pensi proprio eh? Eppure qualche Luchetto scodinzolante per casa non sarebbe malaccio...

CyberLuke ha detto...

Sì che ci penso. E ogni volta mi dò la stessa risposta: no, grazie.
Lascio fare il genitore a chi è più portato di me... te, per esempio. ;)

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