martedì 28 aprile 2009

E poi mi chiedono perché li detesto...

Tra i miei numerosi pregi, non fatico a riconoscerlo, non c'è lo scrupoloso rispetto del codice della strada.
Niente roba da sospensione della patente: qualche parcheggio in doppia fila, un'inversione a U dove non sarebbe permesso, un'invasione nella ZTL.
Ma, qualora vengo beccato in flagrante, ho – se non altro – la dignità di non mettermi a piagnucolare scuse di JohnBelushiana memoria (del tipo "il funerale di mia madre, un'indondazione gigantesca, le cavallette").
Lascio che il solerte funzionario di polizia dal berretto bianco che crede di rendere il mondo un posto migliore scribacchi in calligrafia da terza elementare la sua contravvenzione, e mi sforzo di pensare a cose sublimi... piuttosto che supplicare un vigile urbano, rinuncio ad un arto.
In cambio, mi aspetto che codesti omuncoli infagottati in una divisa da poco prezzo mostrino il medesimo, se non superiore, rispetto di quelle regole che difendono con tutte le forze e gli strumenti dati loro a disposizione (ultimamente, dopo manganelli e spray urticanti, anche le pistole).
E invece no.È di soli pochi giorni fa la notizia riportata dal Messagero.it dei 180 agenti del III gruppo di Roma che hanno la deprecabile abitudine di parcheggiare l'auto di pattuglia in divieto di sosta, in particolar modo sulle strisce pedonali e addirittura sui parcheggi riservati ai disabili, dove un comune mortale verrebbe immediatamente (e giustamente) multato, rimorchiato, e decurtato di 2 punti sulla patente.
Ma la coerenza e l'integrità non sono certo patrimonio di questi ometti investiti da un briciolo di autorità, e, a ben guardare, manco la dignità... visto che il loro capobanda, il loro comandante non cerca neanche di abbozzare delle scuse o promettere che non accadrà più...
No, certo che no.
Il capo-omuncolo biascica: "il III gruppo è il più disagiato di Roma. Abbiamo la sede nel I municipio e non abbiamo un parcheggio interno ma solo una rimessa, in via Fantini a 10 minuti di distanza".
Azz, 10 minuti: una distanza incolmabile. Anche mio nonno col deambulatore non si perderebbe d'animo e la percorrerebbe senza troppe storie.E aggiunge: «Abbiamo 30 auto e i posti riservati davanti al comando sono solo 12 e spesso sono occupati anche da macchine di altri gruppi.»
E allora? Nel mio ufficio ci sono altrettante auto e i posti a noi riservati sono zero.
Che dite, se lo racconto al vigile che mi sta multando questo la prende come una giustificazione valida?
Come direbbe il compianto Totò... Ma mi faccia il piacere, mi faccia.

5 commenti:

Roberta la Dolce ha detto...

Siamo alle solite... chi controlla i controllori?
E, in questo caso: chi multerà i vigili?
Sapessi quanto ti capisco...

Dama Arwen ha detto...

Sai già cosa penso, vero?

Simone ha detto...

Ahah, in effetti dovrebbero farsi le multe da soli! Solo che le pagheremmo sempre noi con le tasse, per cui...

Scherzi a parte, non ho una grande simpatia per i Vigili, ma alle volte fanno anche un lavoro utile o comunque pesante (tipo stare ore in mezzo a un incrocio, io impazzirei). Con gli ausiliari del traffico ho un rapporto molto peggiore, però ^^.

Simone

Hirilaelin ha detto...

10 minuti, eh!
Tuo nonno col deambulatore li farebbe a piedi... ma qui parliamo di vigili, un po' di rispetto per chi è in difficoltà. ;P

Simone ha detto...

Io ho la mia personalissima guerra contro i vigili (o Polizia Locale che dir si voglia).
IO le mie sacrosante multe le ho sempre pagate ma, per lavoro, mi passano sotto gli occhi degli obbrobri legali e degli scandalosi atti di vessatorietà contro i cittadini che urlano vendetta (e in quel caso entro in azione io).
Per adesso sto vincendo lo scontro diretto (ricorsi vinti-ricorsi bocciati) ma la sfida è impari.

Quello che mi fa impazzire è che gli Altri se colti in fallo cercano sempre di aggirare le regole pur di negare l'evidenza, io mi devo (naturalmente) muovere dentro di esse >:C

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