mercoledì 1 aprile 2009

Il telefon(in)o, la tua voce

Non so se vi è mai successo di trovarvi in uno di quegli attimi capaci di svelarvi mondi interi.
Cose che avete sempre saputo ma con cui non volevate avere niente a che fare.
Uno vi dice: "non ho il telefonino".
E voi pensate: "Come fa a vivere senza il telefonino?" E poi, subito: "Come facevamo tutti a vivere senza telefonino?"
Bè, si viveva, certo che si viveva. E vi dico anche come. Appena tornato da scuola, mangiavi qualcosa, andavi nella cameretta (o peggio ancora in corridoio) e telefonavi.
"Pronto? Casa Ferretti? Sono Luca, un compagno di classe di Silvia... no, signora, non sono Fraioli... no non sono quello della macelleria... ah mi spiace... se lo sento glielo dico... prendo nota: due etti abbondanti va bene... sì ma c'è Silvia? Ah è uscita a fare una commissione... Quando torna? Ah... le può dire di chiamarmi? No, non stiamo tanto al telefono. Come? No, non sono il fidanzato di Silvia... cioè, insomma, sì, mi piace, ma non abbiamo ancora... vabbé, arivederci signora arrivederci".
Insomma conoscevi un sacco di persone, la famiglia, la vera realtà dei tuoi amici: la mamma, la sorella, la nonna, qualche volta il padre (un signore austero che diceva solo "no, non c'è" oppure "te la passo", gentile però).
Ma è un'altra la cosa che più rimpiango dell'era pre-cellulare. 
È il fatto che quasi mai si potesse tornare sulle proprie decisioni.
Quando alle otto ti chiamava il tuo amico e ti chiedeva: "Vieni al dj set di Kruder & Dorfmeister?", non è che gli potevi rispondere come adesso: "Uhmm, non lo so. Ti richiamo tra una mezz'ora. Ti mando un SMS". Oppure: "Mi chiami quando sei lì e mi dici com'è". No. Dovevi prendere una decisione irreversibile in poco tempo e in base a pochi dati, oltretutto incerti.
Era un mondo più scomodo ma, per certi versi, anche molto, molto più romantico.
Sicuramente non poteva capitare ciò che è successo a me al concerto di Karl Bartos.
Arrivo al concerto di Karl Bartos, ovvero l'ex percussionista dei Kraftwerk. È in una sala del palazzo dei congressi all'Eur. C'è qualche centinaio di persone. Ero solo e cercavo qualcuno con cui fare due chiacchiere. C'è un tipo che fa delle riprese con una piccola videocamera, attacco bottone e gli chiedo se mi farebbe una copia del nastro. Il tizio sta per rispondermi, quando gli squilla il cellulare.
Mi guarda e mi fa dei gran cenni, il telefonino in una mano e la videocamera nell'altra puntata su Bartos. Un attimo... ora metto giù, un secondo e sono da te...
È rimasto al telefonino per venti minuti. Non capisco come facesse a sentire qualcosa con il casino che l'amplificazione faceva. Mi sono girato altrove. Niente da fare. Stavano tutti al telefono o scattavano foto col telefono. "Ciao, che fai? Sono al concerto di Karl Bartos. Anche tu? Ah, pure io. Ma dai, incredibile".
Così mi rassegno e cedo anch'io, e chiamo l'unica altra persona che conosco che potrebbe essere lì. Non ci spero, e invece è lì anche lui. "Ehi, ma dove sei, alla sinistra del palco? Mi raggiungi tu? No, ti raggiungo io".
E inizio a fendere la calca, arrivando in posizione solo alla fine del pezzo.
Solo che l'amico mio non lo vedo mica.
Lo richiamo: "Ehi, ma dove sei?"
"Ah, non ti ho visto arrivare e sono andato via. Sto andando al Classico, c'è un amico mio che mette i dischi stasera e se mi sbrigo entro aggratis. Se ti va, quando siamo lì ci diamo un colpo di cellulare".
Depresso, mi sono concentrato su Karl Bartos. Lo guardavo mentre dava un colpetto al suo microfonino con auricolare incorporato, dava un'occhiata al suo laptop Apple e faceva partire la sua versione di Neon Lights.
Che è stata bellissima. È riuscito anche a rispondere a una chiamata. "Hallo, wie geht es Ihnen? Sono a Roma a un concerto. Ja, un migliaio di persone. Gut, sehr gut. No, non lo so dove sta la spina tripla. Ich muss Ihnen jetzt. Devo lasciarti.  Auf Wiedersehen".

14 commenti:

100% FAKE ha detto...

Ommmioddio! Che salto indietro nel tempo! (e per l'era pre-telefonino, e per i Kraftwerk!)

Simone ha detto...

Pensa alle cose senza cui viviamo adesso... e nemmeno ce ne rendiamo conto! ^^

Simone

Alex McNab ha detto...

Bello questo post.
Il mondo pre-telefonino, pre-internet, pre-matrice.
A volte stento a ricordare come si facevano certe cose, come ci si organizzava.
Come si passava il tempo.
Per questo un post così è utile, oltre che nostalgicamente bello.

Anonimo ha detto...

senza internet no, onestamente non ci starei piu'... senza cellulare decisamente si...

mi piace come espressione tecnologica, ma ne odio le implicazioni "sociali"...
quante volte mi son capitate serate tipo la tua, quelle in cui, per un qualche caso malaugurato (magari semplicemente per "colpa" del lavoro) non fai in tempo ad arrivare al punto di ritrovo con la "gentaglia"...
- "dove siete?"
- "stiamo andando la (posto a caso)"
- "ok, vi raggiungo la"...
traffico e giri per il parcheggio, entri nel locale... sms:
- guarda, c'era troppa gente, siamo andati la...

ma vaffancuore!!
almeno col telefono fisso, una volta concordate le cose, quelle erano, nessun divenire in qualcos'altro nel giro di poche ore...

Larsen

mawi ha detto...

Bel post, ma tieni sotto controllo la deriva narcisistica, rimani un passo indietro, se no il tuo faccione oscura i contenuti.

Ari(anna) ha detto...

Il cellulare? Per me, un'ansia in più!

Mentre prima non avevo proprio il problema se non avevo notizie in tempo reale (perché crearmene se non ho i mezzi per risolverla?) adesso, se il cell suona occupato o, peggio ancora, irraggiungibile...

...È LA FINE!!!
Immagino catastrofi, agguati, insidie inogniddove!
Lo detesto così tanto che me l'hanno sempre dovuto regalare...

E detesto chi parla solo per sms! ;)

Matteo ha detto...

Come ho detto varie volte, pensate solo all'organizzazione di un pomeriggio con gli amici. Ti mettevi d'accordo a scuola, e dovevi metterti d'accordo bene perché se non ti capivi non c'era scampo. Se il pomeriggio avevi un dubbio potevi chiamare casa del tuo amico, se non c'era al massimo la nonna... ma poi basta. Eri finito :D
I tempoi cambiano...

CyberLuke ha detto...

@Mawi: senza la mia deriva narcisistica, probabilmente questo blog non esisterebbe neppure. Fattene una ragione. ;)
@Ari: io rinuncio al cellulare, se ci rinunci anche tu. :)
@Matteo: signora mia, si stava meglio quando si stava peggio.

Antonella ha detto...

Che bella la vita ante-telefonino! Secondo me eravamo molto meno "infelici", forse anche per l'età, ma sicuramente perchè la vita era meno complessa e meno individualistica.

claudia ha detto...

ehm... non vorrei dire, ma questo dimostra che sei gia' un po' ... cariatide! i segni ci sono tutti : ti volgi al passato come se fosse stato meglio (ma quando mai?), rimpiangi le cose che ormai sono state superate, e soprattutto ... ti lamenti del presente!
aiuto!!
cla

Anonimo ha detto...

bhe' :D si stava sicuramente meglio una 10ina di anni fa... e' un dato di fatto... anche solo per semplici motivi anagrafici ;)

larsen

CyberLuke ha detto...

Degli anni duemila mi piace:
• la possibilità di vedere la nuova puntata di Lost il giorno dopo che è andato in onda negli USA
• I DVD che puoi vedere in treno
• Tutta la tua musica che ti puoi portare appresso sull'iPod
• Scrivere cazzate sul blog a ruota libera
• eBay.

Degli anni novanta mi piaceva:
• Ancora bassa diffusione dei cellulari
• Modem lentissimi che non permettevano l'invio istantaneo del tuo lavoro al cliente
• Il motorino era senza targa
• Non dovevo pagare l'affitto.

Degli anni ottanta rimpiango:
• I film con MIchael J. Fox
• Niente cellulari
• La rivalità tra Spandau Ballet e Duran Duran
• Brigitte Nielsen fotografata da Helmut Newton
• In moto senza casco!

Angel-A ha detto...

Negli anni ottanta ero appena nata... ^_^ Non mi ricordo molto ma me ne parlano tutti come un decennio mitico!!
E qualche volta anch'io vorrei non averlo il dannato affarino... ma ormai sei tagliato fuori dal mondo se non hai almeno uno... meglio due... mah...

guru63 ha detto...

Ciao mi sono permesso di aggiungere una parte del tuo articolo sul mio sito, ovviamente riportando un link al tuo articolo completo. Condivido il fatto che una volta stavamo molto meglio, purtroppo ogni medaglia a il suo rovescio, e non invidio le generazioni future :-)
bye guru63

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