giovedì 16 aprile 2009

MacMini, la recensione (parte 1)

Le recensioni scritte a caldo sono poco affidabili.
Lo dico perché ne ho scritte pure io e non di rado mi è capitato di cambiare idea rispetto alla mia opinione iniziale.
Forte di questa convinzione, ho deciso di aspettare qualche giorno prima di parlare del MacMini e di farlo solo dopo una prova approfondita e dopo averlo usato in ogni condizione possibile.

FORMA, MATERIALI E DETTAGLI COSTRUTTIVILe dimensioni del MacMini fanno impressione.
Non s’è mai visto un computer da scrivania così piccolo e fino a quando non lo vedete con i vostri occhi, non vi rendete conto con esattezza quello che intendo.
Prendete quattro custodie di cd e otterrete una pila appena più bassa di un MacMini. Come peso e dimensioni, è assimilabile alle vecchie autoradio che negli anni ottanta era normale portarsi in giro. Non è concepito come un portatile, ma trasportarlo in giro e attaccarlo a un altro monitor e a un'altra tastiera magari in ufficio, all'università o da un amico è un'operazione assimilabile a ficcare un libro in una borsa.
Tutta la macchina comunica un’impressione di grande solidità: all'apparenza sembra identico al modello precedente, ma leggo che la struttura di alluminio anodizzato sovrastata da un rivestimento in policarbonato è stata completamente riprogettata da Apple.
Non ho idea di cosa abbiano cambiato, ma maneggiare il piccolino made in Cupertino restituisce la sensazione esatta di avere in mano un sandwich di componenti elettronici perfettamente allineati e incastrati a regola d'arte come un gioco di pazienza per farli entrare e lavorare in perfetta, silenziosa efficienza.
Se vogliamo andare a trovare un qualche difetto sotto il punto di vista progettuale del MacMini, si può dire che l'accesso alla RAM resta difficoltoso come in passato, richiedendo l'uso di un'assai poco tecnologica spatolina da imbianchino per aprire il fondo della macchina, ad incastro e privo di viti.
Sul design si possono, poi, avere varie opinioni. La mia è che, per quanto minimale possa essere il design del MacMini e quindi difficilmente migliorabile in questo senso, il non averlo diversificato in alcun modo rispetto il modello uscito nel 2004 può significare solo che non si è riusciti a miniaturizzare ed ottimizzare più di quanto non fosse stato già fatto, o anche che si è trattato di una scelta precisa da parte di Apple che ha tuttora lasciato invariato il case dei MacPro rispetto il G5 presentato nel 2003.
Non mi sarebbe dispiaciuto, ad ogni modo, vederlo ristilizzato... Jonathan Ive sta un po' rubando lo stipendio, negli ultimi tempi.
(la versione qui sotto è un mio divertissement... sostanzialmente identico, ma con un case interamente in alluminio e appena più snello)


PRESTAZIONI
Questa volta le differenze in gamma sono pochissime. Entrambi i MacMini oggi in listino utilizzano il processore Intel Core 2 Duo da 2 gigahertz presente nel modello base dei MacBook, appartenente alla famiglia Penryn delle CPU di Intel; a cambiare è la dotazione dei componenti e quindi, in piccola parte, le prestazioni finali.
Io ho scelto di acquistare il modello base, dotato di processore Core 2 Duo a 2 GHz, 1 GB di memoria RAM DDR3, chip grafico Nvidia Geoforce 9400M, hard disk da 120 GB, masterizzatore SuperDrive 8x e connettività Gigabit Ethernet, Bluetooth 2.1 con EDR e Wi-Fi 802.11n.
La versione più completa offre 2GB di memoria e un hard disk da 320 GB.



PIMP YOUR MAC!
Premessa: quando comperate un computer, lo sanno anche i miei gatti, se c'è una cosa sulla quale non bisogna risparmiare è la memoria RAM.
Resterete di stucco quanto il vostro computer si dimostri più scattante e rapido sotto ogni punto di vista raddoppiandogli o quadruplicandogli la dotazione (oggettivamente insufficiente quella base del MacMini soprattutto utilizzando Leopard come sistema operativo e applicazioni succhia RAM come Amule o Photoshop).
Ne consegue che, se volete ottenere dal MacMini il massimo delle prestazioni, non dovrete scendere a compromessi... e acquistare subito un gigabyte di RAM aggiuntiva (o meglio ancora quattro come ho fatto io). Apple vende 2GB a 45 euro, e due barrette da 2GB a 135 euro, ma è possibile acquistarla altrove a costi più contenuti.
Saranno i vostri soldi meglio spesi.
Il punto è che, in virtù della RAM aggiuntiva, il MacMini gira meglio di un iMac dotato di un processore più potente ma dotato di un solo giga di ram.
In termini di prestazioni, il Mini non costringe a scendere a nessuno di quei compromessi a cui di solito si deve sottostare se si vuole risparmiare un po' sul prezzo d'acquisto: è un computer da lavoro a tutti gli effetti. Altro che entry-level.

6 commenti:

Angel-A ha detto...

Carino!! Ma quanto costa?

CyberLuke ha detto...

La versione base 600 euro... ma ti danno un solo, micragnoso giga di RAM. Gli altri tre dovrai comprarli a parte... possibilmente, non da Apple.

Taka ha detto...

fondamentalmente,un mini pc. :)

Roberta la Dolce ha detto...

Non male, questo affarino... :-)

Anonimo ha detto...

bella recensione, mi è stata davvero molto utile prima dell'acquisto! soddisfattissimo!
ah, sembra che la apple ti abbia ascoltato, hai visto il nuovo mini? è similissimo alla tua proposta!
Paolo

Anonimo ha detto...

bella recensione, mi è stata davvero molto utile prima dell'acquisto! soddisfattissimo!
ah, sembra che la apple ti abbia ascoltato, hai visto il nuovo mini? è similissimo alla tua proposta!
Paolo

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