lunedì 13 aprile 2009

[RECE] Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio

E questo mi ha fatto l'effetto opposto. Iniziato e finito in due giorni.
E, ok, sono solo duecento pagine contro le cinquecento e rotti di Eresia... ma queste filano giù come acqua.
Una peculiarità per la quale la maggior parte degli scrittori darebbe il braccio destro (si può digitare efficacemente anche con una sola mano, ve lo garantisco), ma che sono in pochi a possedere. Massimo Lolli, di cui avevo a suo tempo letto ed apprezzato Volevo solo dormirle addosso, ce l'ha.
È tutto qui.
L'argomento trattato non brilla particolarmente per originalità (la storia di un manager che ha perso il lavoro ma che da un anno fa finta di averlo ancora), ma è raccontata senza sconti in prima persona e senza il più piccolo tentativo di ingraziarsi in qualche modo il lettore.
Piccoli e grandi squallori sono tratteggiati con rapidità ed efficacia senza risultare mai freddi o distaccati.
Se non si parteggia per il protagonista, di certo si è interessati fin dal principio a come si evolverà la personalissima odissea di quest'uomo che, nella sua ottica o meglio in quella della ricca provincia Vicentina dove vive, è costretto a mentire continuamente e a tutti, ma senza smettere per un attimo di cercare una possibilità di riscatto.
Il romanzo, che tanto romanzo poi non è, è tutt'altro che esilarante come lo definisce la quarta di copertina.
Perché su talune verità, congelate sapientemente dall'autore in affermazioni come "invecchiare è una colpa, lavorare un privilegio" c'è veramente poco da ridere.
Consigliato.

1 commento:

Dama Arwen ha detto...

Beh... questo libro mi ispira e mi fa tanta paura assieme...

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