sabato 11 aprile 2009

Yes? Meh.

La critica ha accolto benissimo il nuovo e decimo album in studio dei Pet Shop Boys.
Una volta di più, io e la critica siamo in diametrale disaccordo... esattamente come quando aveva glorificato Release, terzultima uscita (a mio avviso, piatta e monocorde) prima dell'ottimo Fundamental, di un paio d'anni fa, per il quale, sarà un caso, invece aveva speso ben più tiepidi apprezzamenti.
Accade di nuovo con Yes, giudicato "un caposaldo della carriera del duo che si è allontananto da alcune incertezze recenti sulla strada da prendere, abbracciando di nuovo la dialettica espressiva e di atmosfere che in effetti è la vera classicità dei Pet Shop Boys" (Stefano Aicardi, per Nokoss).
Mi chiedo se costui e tutti coloro che acclamano la nuova fatica di Tennant e Loewe dove fossero, allora, quando furono pubblicati Please, Bilingual e Very... quegli ormai storici dischi tradivano forse "la dialettica espressiva e di atmosfere" che dovrebbe essere il loro marchio di fabbrica?
Ma parlando di musica, si fa presto ad incastrarsi nei vicoli ciechi del proprio gusto personale, quindi la smetterò subito...
E dirò solo che, anche ad un ripetuto ed attento ascolto, ho trovato questo Yes una delle cose meno ispirate e più noiose della loro produzione.
Salvo l'ottimo singolo Love, etc. che mi aveva, alla sua uscita, fatto ben sperare e un paio di sporadici passaggi in All over the world e Vulnerable.
È tutto. Torno a sentirmi Bilingual, che è meglio.

6 commenti:

Simone ha detto...

A me piace molto la copertina... chissà perché ^^

http://farm1.static.flickr.com/242/516377943_e881987b55_o.jpg

Simone

Dama Arwen ha detto...

La copertina però + FAVOLOSAAAAAAAAAAAAA *_*

CyberLuke ha detto...

Ah, sì, la copertina è eccezionalmente bella.
Pensare che c'è qualcuno che non vi ha riconosciuto il segno di spunta stilizzato.
E che il numero dei quadratini colorati che lo compongono è uguale a quello dei brani contenuti nell'album.

r. ha detto...

Scusa, ma hai mai visto un critico dire ciò che pensa e stroncare un lavoro, in questo caso un cd, realizzato da una major?
Pagano, pagano profumatamente le riviste di settore, le radio per far "girare" i loro pezzi, etc. etc.
"Gli affari sono affari".

Comunque, se ti può interessare, ecco come - a volte - si realizzano le recensioni (un po' lungo, ma interessante): :)
http://www.weekendance.com/2006/05/per-me-non-hai-mai-scritto-una-cosa.html

CyberLuke ha detto...

Ho lavorato anni per l'editoria: so bene che nessuno ti permette di parlare male di qualcosa o di qualcuno.
È patetico.
Ho incontrato persone che provavano a dire ciò che pensavano, ma quand'anche passava il messaggio negativo, questo veniva edulcorato e addolcito in redazione, pena l'embargo di quella casa discografica sotto forma di campioni gratuiti e inserzioni pubblicitarie.
Come a dire: siamo alle solite.
George Orwell, in 1984, scriveva: Se c'è una speranza, si trova nei prolet.Oggi si potrebbe dire: se cerchi un filo di obiettività, cercala sul web.
Per il momento, ce n'è ancora.
Speriamo che duri.

Uapa ha detto...

Ma cosa mi dici maiiii!!! Io adoro quest'album :-)
Potrei ascoltare The Way It Used To Be per ore :-D
Notato che tra le altre cose la copertina riprende i colori di Introspective?
E, al di là di ogni divergenza di opinione... Che bello, qualcuno a cui piacciono i Pet Shop Boys e non mi dice stupito "Ma, perché, ancora esistono?"! Sono commossa!!! ç_ç

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