venerdì 15 maggio 2009

Non ce lo meritiamo?

È sconcertante come quanta porcheria di produzione statunitense riesca a filtrare attraverso gli ormai numerosissimi canali televisivi che abbiamo a disposizione, e come invece gioiellini come questo Andromeda Strain non varchino l'oceano se non grazie ai soliti canali di torrent (per non parlare degli appassionati che si prendono la briga, a titolo del tutto gratuito, di compilare i sottotitoli nella nostra lingua e metterli a disposizione di chiunque voglia fruire dei contenuti video scaricati ma non abbia padronanza dell'inglese).
È per un puro caso (stavo cercando in rete immagini di A come Andromeda, vedi un paio di post fa) che mi imbatto in questa miniserie di due puntate (datata 2008) basata su un famoso romanzo di Michael Chricton (che già nei primi anni '70 ebbe già una trasposizione cinematografica ad opera di Robert Wise).
A produrre questo progetto troviamo un paio stelle di prima grandezza nel firmamento di Hollywood, in grado di far drizzare le antenne a tutti i cultori della fantascienza cinematografica: i due fratelli Ridley e Tony Scott... non proprio gli ultimi arrivati, come dire.
Il cast è di tutto rispetto (troviamo, tra gli altri, Christa Miller di Scrubs, Daniel Da Kim di Lost, Ricky Schroeder di 24, Eric McCormack di Will & Grace), gli effetti speciali sono di altissimo livello e in generale si avverte che non c'è stato risparmio di mezzi... e il risultato sono quasi tre ore di una fiction autoconclusiva strutturata e coinvolgente, che probabilmente si affloscia un po' nella seconda parte, più prevedibile... ma di sicuro superiore a una buona metà della spazzatura televisiva a cui accennavo in apertura, e che tuttavia raggiunge, regolarmente doppiata, il nostro Paese su canali satellitari e non e in lucidi cofanetti che occhieggiano in qualsiasi Blockbuster.
Andromeda Strain, invece, dovrete scaricarvelo.
Ancora una volta, ringraziamo chi decide cosa si vede in Italia e cosa no.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

come ti dicevo ieri, purtroppo, anche non volendo, si e' "costretti" a fare i pirati...
alla faccia delle menate sui diritti...

la cosa triste e' che, se un domani, qualche casa di distrubuzione italiana comprasse i diritti di questa miniserie, andrebbe a rompere le palle a quelli che la condividono, da mesi magari...

e con la legge, pericolosissima, appena passata in francia, si rischia pure di perdere la connessione internet.

Larsen

Angel-A ha detto...

Larsen, mi sa che tu sei uno di quelli che se suona la finanza a casa tua butti l'hard disk dalla finestra, eh???? ^_^

gianni ha detto...

Sì, ce lo meritiamo, in quanto popolo di beoti passivi e rassegnati.
Quand'è l'ultima volta che il popolo italiano si è incazzato?
Non riesco a ricordare.

Alex McNab ha detto...

Sì, sì, meglio lasciare spazio alle fiction italiane, così varie, profonde e innovative :-(

Anonimo ha detto...

angel, no, perche' possono dirmi tutto, ma non sarebbero mai in grado di dimostrare che quello che scarico lo potrei comprare legalmente in italia...
sono d'accordo che un prodotto d'ingegno debba avere un ritorno per gli autori, ma se non mi e' possibile averle nel paese in cui vivo, tramite canali "ufficiali", non vedo perche' dovrei rinunciare alla "conoscenza".

la rete e' la torre di babele del secondo millenio, la libreria di alessandria "de noialtri", dev'essere aperta a tutto e a tutti.
chi si guarda un film di prima visione, pixellato e con l'audio montato con i colpi di tosse e le suonerie dei cellulari, di sicuro non e' un cliente di un cinema con megadolbysurround... quindi sicuramente quelli non sono soldi persi.
un mp3 sentito su uno stereo di un'appassionato d'audio, mostra tutti i suoi limiti a causa del taglio di frequenze che ha subito (e di cui un'appassionato di musica si accorge).

concordo che sia giusto colpire le organizzazioni che vendono e lucrano su materiale non originale, ma come individuo, avendo la possibilita' di accedere praticamente a tutta la conoscenza contemporanea, non ho nessuna intenzione di farmi mettere dei blocchi da qualcuno.

chi limita la circolazione delle informazioni e della cultura e' criminale, chi la vende decidendo chi puo' comprarla e chi no, e' criminale... non chi ne fa un'uso personale.
bloccare l'accesso alla rete e' criminale, e tra l'altro :D inapplicabile ;)

Larsen

CyberLuke ha detto...

A Larsen andremo tutti a portare le arance (e oltretutto usa un PC) ma stavolta lo appoggio alla grande.
Leggi e legislatori di ogni Paese sembrano non essersi accorti che stiamo vivendo un'era nuova, in cui è inutile e per molti versi ingiusto porre delle barriere, che altro non sono che barriere culturali.
Ma anche questo è (lo è da sempre) uno strumento di controllo sulle masse, quindi niente di nuovo sotto il sole.

Matteo ha detto...

L'ho rintracciato. Ti farò sapere. Se no, mi sarai debitore di tre ore di vita.

CyberLuke ha detto...

Te l'ho detto, la prima metà è davvero ottima. La seconda parte è più prevedibile, ma comunque godibile.
Occhio ai sottotitoli della seconda parte: quelli che trovi sono fuori sincrono.

Roberta la Dolce ha detto...

Sto sentendo parlare piuttosto bene anche di una serie chiamata "Fringe", non mi risulta sia arrivata qui in Italia, sai niente? Baci! :-)

CyberLuke ha detto...

In Italia Fringe, dello stesso autore di lost è trasmessa in digitale terrestre su Mediaset Premium, per la precisione Sci-Fi di Steel, ed è doppiata ovviamente in Italiano.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...