giovedì 21 maggio 2009

Questione di scelte.

Anche se per alcuni potrò essere pateticamente fuori target, continuo a leggere (anche) fumetti.
Non faccio distinzioni: americani, italiani, francesi, giapponesi. Purché siano buoni.
Ed è per questa ragione che il sabato mattina vado spesso per fumetterie, e tempo fa ne frequentavo una, piccola ma gestita da un tipo con cui avevo fatto amicizia e facevo l'hit parade insieme a lui.
"Quanti fumetti hai venduto? Più o meno della scorsa settimana? Ma come vanno le nuove serie Ultimates? Qualcuno compra ancora i fumetti di Tin Tin?"
A questo punto, regolarmente, ogni sabato il nostro discorso veniva interrotto dall'ingresso di un numero impressionante di teenagers, ragazzi e ragazze, tutti consumatori compulsivi di manga.
Io non ci posso fare nulla.
I teenagers consumatori compulsivi di manga mi fanno l'effetto del polline a primavera.
Al mio amico no.
Lui, mi spiega, coi mangofili ci campa, sono il migliore giro d'affari del suo negozio.
Perché esiste praticamente un manga per ogni singolo lettore, ed è impossibile – ha sottolineato "impossibile" – che tra le dozzine di serie che vengono pubblicate non ce siano almeno un paio che non incontrano i favori di un lettore generico di manga. Ci sono gli shonen, mi ha spiegato, scritti per i più giovani, tipo Dragonball e Naruto. Ci sono gli shojo-manga, per le ragazze, come Lady Georgie. Ci sono i Seinen, per i più cresciutelli: Akira, Alita, Eden, L'Immortale. Gli Shoen Ai, dal contenuto erotico ma non troppo esplicito, tipo Kizuna o Love My Life. E in ultimo, ci sono gli Hentai, sfacciatamente e platealmente erotici.
Ce n'è per tutti... e il mio amico ci si riempe le tasche.
Ma non crediate che sia un uomo senza cuore. Una volta, per impressionarmi, mi ha raccontato questa storia. Un tipo che frequentava da vent'anni la sua fumetteria, al raggiungimento del trentacinquesimo anno d'età, una settimana prima del suo matrimonio, si è presentato con dodici scatoloni, cinquemila albi a fumetti, tutta la sua collezione di manga: shonen, shojo, seinen, hentai. Tutto.
"Che è successo?" chiede il negoziante sbalordito.
"O me, o i manga, così ha detto mia moglie".
Cazzo. Poveraccio. Allora il negoziante, cercando complicità, mi ha detto: "Io avrei scelto i fumetti. I fumetti non ti tradiscono mai".
Poveraccio pure il negoziante.

10 commenti:

Matteo ha detto...

Con il finale di questo racconto hai toccato nuovi abissi di tristezza, complimenti! :)

Alex McNab ha detto...

La risposta ha senso: un rapporto di coppia che inizia con una richiesta di sacrificio così stupida e puerile non avrà vita semplice.
Tutto dovrebbe partire dal rispetto delle passioni reciproche e non dalle censure.
Comunque bel post davvero.

Un consumatore di fumetti.

;-)

Roberta la Dolce ha detto...

Forse è più poveraccio il negoziante... Ma anche il tipo non scherza! Ha sposato Crudelia De Mon!?
Una volta ho chiesto a un tipo di non mettersi quel vecchio chiodo tutto unto, almeno quando usciva con me... non l'ho più visto.

Anonimo ha detto...

uhm... a certe cose, se sono vere passioni, si rinuncia per un'amico (che cmq non ti chiedera' mai una cosa del genere) ma non per una donna...

a questo tipo di "prove" ho sempre reagito nel modo contrario, del tipo: "o me o (qualsiasi altra cosa)"... "ciao cara, buona fortuna".

odio questi giochetti tipici della sfera femminile, anche se credo che siano piu' dettati dalla loro insicurezza che non da intenti "minatori" coscienti.

larsen

Simone ha detto...

Il problema degli amanti di fumetti è che, prima o poi, le pile diventano così alte che intralciano la relazione con l'altro amante di carne.
O si è ricchi e si compra un magazzino fuori porta, oppure prima o poi il Sacrificio sarà richiesto dal buonsenso :(

Maura ha detto...

Cerrto che 5000 fumetti son tanti eh... bisogna vedere, magari lei non voleva rinunciare alla vetrinetta con le porcellane, e son problemi sai. ;)

CyberLuke ha detto...

Una volta di più, è una questione di Buon Senso™ e volontà di arrivare a un compromesso.
Parola che può non piacere, ma che spesso, in una vita a due, è la sola strada per mantenere insieme la baracca.
È notorio, ad ogni modo, che una serie troppo lunga di compromessi e squilibrata da una delle parti, è anche uno dei modi migliori di minarlo, un rapporto.
E un giorno, qualcuno potrebbe posare il piede sul punto sbagliato.

Licia ha detto...

Noi ci siamo divisi equamente: a lui i manga, a me fumetti italiani e occidentali (i miei vecchi marvel sono perduti da secoli, ma compro ancora Dago e devo ritrovare gli scatoloni con Asterix...). E alla fine io non impazzisco per i manga ma trovo gli hentai abbastanza da ridere e li leggo ogni tanto.

Licia ha detto...

Ah, sul aut aut no comment, una così si lascia. Almeno avesse dato solo una sfoltita, ma buttare tutto non se po' fa...

Dama Arwen ha detto...

Io adoro i Manga nonstante i miei 35 anni suonati.
Li ho scoperti dopo i "teen". Inizia a leggerli nel 1998...

Scene come quella del 35enne le trovo intollerabili. Come può essersi messo con una donna così ottusa? Bah, spero si siano lasciati e abbia ripreso i suoi fumetti!

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