venerdì 1 maggio 2009

[Top Five] 5 cose che rimpiango degli anni ottanta.

Che, a sentire la gente "trendy" dell'ultimora (che magari negli anni ottanta al massimo saltava la corda o ancora se la faceva sotto a letto), gli anni ottanta non sono stati 'sto granché, anzi.
Non datele retta.
Gli anni ottanta erano fa-vo-lo-si.
Eccessivi, caciaroni, colorati, rumorosi, di dubbio gusto.
Irripetibili.
Io ci ho vissuto la mia adolescenza, e, eccettuata forse la swinging London del 1964, non vorrei averla passata in nessun altro periodo storico.
Chi c'era sa di cosa parlo, gli altri mi guardano con scetticismo.
Non ho né tempo né modo di fare una rievocazione come si deve qua sopra, quindi mi limiterò ad una delle mie solite Top Five... le cinque cose che più rimpiango di quel fantastico decennio.

1) Niente casco obbligatorio.
Siamo andati per decenni, ma che dico, secoli in moto senza casco, e, sì, ci siamo ammazzati in tanti.
Ma tanti anche no.
Quando ero più piccolo mi chiedevo: "ma che gliene frega allo stato se mi spacco la testa o meno?", poi mi hanno parlato del "costo sociale" degli incidenti mortali.
Qualcun altro, più malizioso, ha insinuato di intrallazzi del governo dell'epoca con le case produttrici di policarbonato e di caschi, ma questa non voglio prenderla per buona.
Resta il fatto che, girare in vespa a giugno con trentacinque gradi all'ombra ma coi capelli al vento era meglio che starsene sulla prua del Titanic al tramonto con le braccia ad angelo.
Parola di chi l'ha fatto un mucchio di volte ed è sopravvissuto.

2) I fuseaux.
Geniali: facevano da pantaloni e collant insieme.
Tutte le mie ragazze dell'epoca li avevano e, specie se abbinate a un bel tacco dodici, facevano una figura da strafighe.
Declinati con un paio di scaldamuscoli colorati, facevano molto Saranno Famosi (il film di Alan Parker, non la trasmissione della De Filippi) o Flashdance. Sì, anche col tacco dodici abbinato.
E, proprio mentre mi sto rammaricando per la loro ingiustificata scomparsa, scopro che qualche stlista li sta riportando in auge, cambiandone il nome in leggins... per inciso, un nome ben peggiore.

3) Brigitte Nielsen.
Statuaria, biondissima, altissima.
Un'icona.
Attrice (mediocre), modella, conduttrice televisiva (vabbé...), cantante (mah...).
Nonché moglie di Sylvester Stallone.
No, dico... che altro vi serve?

4) Niente cellulare.
Non esisteva, semplicemente.
E non si può sentire la mancanza di un oggetto che non è mai esistito.
Si usciva di casa, liberi come l'aria, e niente e nessuno poteva più raggiungerci, chiedere dov'eravamo, darci istruzioni, fare richieste, stracciarci le balle.
Non essere reperibili sempre e dovunque non era una colpa.
Sui treni la gente se ne stava zitta, e se parlava, al massimo lo faceva col vicino e almeno potevi seguire tutte e due le parti della conversazione.
C'era una voce in meno sul bilancio mensile, e con una tessera telefonica da 5.000 lire ci facevi anche un mese. Oggi con due euro e mezzo ci parli tre minuti.
Ti davi un appuntamento e quello restava: una volta mi recai tranquillamente a piazza del Popolo dove avevo preso appuntamento con Raffaella una settimana prima, e quella c'era.
Non riesco a credere che bei tempi come quelli siano finiti per sempre.

5) La musica.
In confronto, gli anni novanta hanno giocato di rimessa.
Negli anni ottanta sono stati pubblicati tanti e tali di quei capolavori che ancora oggi la musica vi si rifà in maniera plateale o più camuffata.
Guardate, pesco a caso dalla memoria: Eye in the Sky di Alan Parsons Project, Making Movies dei Dire Straits, Thriller di Michael Jackson, Welcome to the pleasuredome dei Frankies Goes to Hollywood, Ghost In The Machine dei Police, Please dei Pet Shop Boys, Never For Ever di Kate Bush.
Ma anche Queen, Pink Floyd, Depeche Mode, Art Of Noise, Peter Gabriel, Battiato.
Troppi, davvero troppi per citarli tutti qui.
Un'innovazione rispetto il decennio precedente che non si è mai più ripetuta negli anni novanta e duemila.

Chiudo con un colpo basso.
Se non vi viene una fitta da qualche parte guardando (e ascoltando) questo, sono due le cose:
1) siete dei cuori di sasso
2) avete meno di trent'anni.

11 commenti:

Alessandra ha detto...

Io l'adolescenza l'ho vissuta negli anni novanta ma molte cose del video le ricordo molto bene. Molto molto differente da quello che può essere ora vivere l'adolescenza. Sono contenta di averla vissuta in quegli anni era più vera.

Planetary ha detto...

Io gli anni 80 me li son beccati per buona parte dell'infanzia e dell'adolescenza. Presi in pieno periodo formativo.
La cosa bella degli anni 80 era, oltre ad un incredibile fermento creativo, che non vi erano mezze misure: o si sfornavano cose meravigliose o indecenti cazzate.

Prendete il periodo attuale, dove gli 80 ritornano in auge.
Ecco, stanno ritornando le indecenti cazzate.

Alex McNab ha detto...

Sono sempre stato un grande nostaligico degli anni '80, quindi grazie di questo post (e del bellissimo video).
Degli '80 mi mancano i colori (sembrerà strano, ma è così), e quel senso di libertà che anche tu hai citato: uscivi di casa e nessuno poteva rintracciarti, romperti le scatole, cambiarti i programmi.
E poi al cinema, nella musica, nei fumetti (etc etc) c'era un senso propositivo-creativo spiccatissimo, che poi è andato man mano spegnendosi.
Infatti ora viviamo di "arte" riciclata.
Tristezza...

CyberLuke ha detto...

Alex, mi hai fatto venire in mente un'altra cosa bellissima degli anni ottanta: i cinema.
Non i multisala fatti in serie di adesso tutti identici, ma i cinema di una volta con una personalità... dove potevi entrare anche a film iniziato, e, se ti andava, rivedertelo due volte (o tre) senza che arrivasse un giovanotto brufoloso con una felpa gialla a intimarti di sgombrare la sala.

Matteo ha detto...

Io sono del 78.
Da piccolo mi davano un fastidio insopportabile le capigliature cotonate, i jeans attillati ma corti, i colori sgargianti, i "chiodi" larghissimi portati senza senno. Nemmeno la musica degli anni 80 mi è mai piaciuta. Per me il rock è morto prima. Per quanto riguarda il video, ovviamente mi dà emozioni, perché sono cose che riguardano la mia infanzia. E comunque penso sia pensato più che altro per i 30enni ;)
Sono d'accordo sul motorino senza casco. Era una meraviglia. Ma quello è durato (per i maggiorenni) fino alle soglie del nuovo millennio...

Ah, odiavo anche i fuseaux... non in quanto tali, ma per l'abuso che a un certo punto se ne fece. Si vedevano girare per strada i peggio orrori estetici della storia...

Simone ha detto...

Io penso che alla fine ognuno ricordi con maggior nostalgia gli anni della propria adolescenza. Certo questi anni 2000 ora come ora paiono da dimenticare, ma magari tra 20 anni ci saranno i nostalgici della Playstation o dei film tutti effetti speciali e niente storia.

Degli anni '80 comunque mi ricordo Colpo Grosso, i film di Pierino con la Fenech e compagnia bella, Indiana Jones e i film di Spielberg, i vecchi romanzi Horror americani e le trilogie fantasy che erano bruttissimi ma ci stavo in fissa, i libro-game e i giochi di ruolo da tavolo e poi ovviamente l'Amiga 500.

Poi comunque negli anni '90 c'era il Super Nintendo, davvero non c'è paragone è inutile che facciate i nostalgici! ^^

Simone

Giuseppe ha detto...

Beh che dire, come al solito quando parliamo del passato ci prende una nostalgia atavica, forse è proprio perchè come avete detto voi in quegli anni ci abbiamo lasciato il cuore, ci abbiamo piantato e fatto crescere i nostri sogni.

Blur.

Roberta la Dolce ha detto...

Troppo piccola all'epoca... ricordi vaghi, ma non brutti.
Ricordo Reagan che bisticcaiva sempre con... come si chiamava? Kruscov? O era Breznev?
Però mi ricordo bene di Gorbaciov... mi stava un sacco simpatico... e ricordo i miei genitori che lo guardavano con grande sollievo in tv... dicevano che era finita un'era e che non ci sarebbe più stato il "terrore nucleare".
I fuseaux però ho fatto in tempo a metterli anch'io... :-P

Matteo ha detto...

Era sempre Gorbaciov :)

Matteo ha detto...

Mi sono rivisto il video...
TROPPO GIUSTO!!!
:D

CyberLuke ha detto...

Gorby, come dimenticarlo.
È stato un grande.
Ricordo che avevo la spilletta con la sua faccia appuntata sulla giacca...

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