mercoledì 10 giugno 2009

[Recensione] Echo

Moon Lake è il primo volume di Echo, il nuovo lavoro di Terry Moore, autore americano noto soprattutto per Stranger in Paradise... un'ottima serie a fumetti ma che, a mio giudizio, a un certo punto si è ammalata di elefantiasi senza più riuscire a trovare una conclusione degna.
Forse avendone anche lui le scatole piene di Katchoo e Francine (la serie risale al 1993 e ancora oggi continua a pubblicare nuovi episodi ogni sei settimane), Moore ci propone una vicenda completamente nuova, pubblicata in Italia da Free Books (QUI sul blog di Terry Moore potete vederne delle tavole) in un bel cartonato da 120 pagine in bianco e nero, che a una prima occhiata si presenta come un classico fumetto di fantascienza: nel mezzo del deserto americano la fotografa Julie Martin viene investita da una pioggia metallica... che in realtà è una tuta ipertecnologica sperimentale che è stata fatta esplodere insieme alla sua occupante.
Da questo momento Julie comincia ad essere ricoperta da centinaia di sfere di metallo liquido che iniziano a formare una sorta di armatura sul suo corpo, e – come nella miglior tradizione – diventa di enorme interesse per i militari a cui è sfuggito l'esperimento.
Come Moore ci ha abituati, la storia è molto ben scritta e ancor meglio disegnata: il suo bianco e nero occasionalmente retinato non fa rimpiangere l'assenza del colore, e i personaggi godono di vita propria, sfaccettati e caratterizzati con mestiere (Stranger in Paradise era un capolavoro, sotto questo punto di vista).
E fin qui tutto bene... il problema è che, da novembre ad oggi (sei mesi, faccio io il conto per voi), la Free Books non ha ancora dato segni di voler pubblicare il secondo volume, lasciando "appesi" tutti i lettori che hanno fatto in fretta ad appassionarsi alla vicenda.
Sono poche le serie a fumetti a cui riesco ad appassionarmi, e quando ne trovo una mi girano le scatole se per mesi di fila non riesco a leggerne non dico la conclusione ma almeno il seguito, così faccio una ricerchina sul web scoprendo che l'uscita del secondo volume, Atomic Dreams, è programmata solo per questo mese... negli Stati Uniti.
C'è poco da fare: dopo The New Universal di Salvador Larocca (fermo al primo numero dal 2007), il nostrano Factory Y della coppia Morozzi-Petrucci (il primo volume è dell'ottobre scorso e, sebbene annunciato, non c'è ancora traccia del secondo) e l'irresistibile Empowered di Warren (quasi un anno che aspetto il volume due), sembra proprio che possegga un fiuto particolare per le serie a fumetti dimenticate da Dio.
Forse devo rassegnarmi a iniziare a leggere Diabolik.

3 commenti:

Alex McNab ha detto...

Parziale OT: a proposito di Factory Y, anch'io sto cercando il secondo volume da settimane.
Credevo di essere l'unico sfigato a non beccarlo in nessuna libreria di Milano, invece tu scrivi che non è stato ancora pubblicato.
Peccato, perchè lo avevano annunciato già da tempo. Questo genere di ritardi non crea aspettativa, bensì solo sfiducia.
Anch'io seguo meno i fumetti rispetto a una volta proprio per non patire questo tipo di problemi...

Maura ha detto...

"Stranger in paradise" era un gioiello!
Ho smesso di comprarlo da un pò, ma era molto ben raccontato e non potevi non appassionarti alla storia di Katchoo e Francine.
Non sapevo di questo Echo, lo cercherò.

Hirilaelin ha detto...

Anch'io sono una fan di "Stranger in Paradise"... Peccato che non sia riuscita a completare la collezione di albi, però (in effetti, andando aventi diventava un po' pesantuccio, ma confermo che mi piaceva un sacco leggerlo... e rileggerlo).

Questo non l'ho mai visto; quando ci vediamo mi concedi un'occhiata? ;)

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