sabato 13 giugno 2009

[Recensione] Soffocare

Attenzione: non sto parlando dell'omonimo film attualmente nelle sale, ma del romanzo di Chuck Palahniuk, già autore di Fight Club e dal quale il film è stato tratto.
Non ho visto il film quindi non saprei come parlarne, ma da ciò che ho sentito dire in giro è parecchie spanne sotto il romanzo di Palahniuk, e direi che ne ho abbastanza di mediocri riduzioni cinematografiche.
Viceversa, mi trovo a consigliarvi fortemente il romanzo: cinico fino all’estremo, ma anche asciutto e coinvolgente.
Potrei aggiungere un sacco di blah blah, ma per stavolta ve ne riporterò uno stralcio, uno dei miei preferiti.
La Mamma con lui si scusava in continuazione. Gli diceva che per anni la gente si era fatta in quattro per trasformare il mondo in un luogo sicuro e organizzato. Nessuno si era reso conto di che noia sarebbe stata. Una volta che il mondo fosse stato suddiviso in proprietà, sottoposto a limiti di velocità e piani regolatori e tassato e irregimentato, una volta che tutti fossero stati esaminati e registrati e provvisti di un indirizzo e di documenti. Nessuno aveva lasciato spazio all'avventura, se non al tipo di avventura che si può comprare. Su un ottovolante. Al cinema. E anche così, sarebbero sempre state emozioni finte. Perché uno lo sa benissimo che alla fine i dinosauri non mangeranno i bambini. Il pubblico delle proiezioni di prova si è espresso contro qualsiasi remota possibilità di finta catastrofe. E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa anche ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione.
Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia.
Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace. Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non migliorano.
Gli diceva: «L'unica frontiera che ci rimane è il mondo dell'intangibile. Tutto il resto è cucito troppo stretto».
Ingabbiato da troppe leggi. Per intangibile la Mamma intendeva Internet, i film, la musi ca, le storie, l'arte, le voci che corrono, i programmi per computer, tutto ciò che non è reale. Le realtà virtuali. Le simulazioni. La cultura. L'irreale è più potente del reale.
Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l'immaginazione. Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee. i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente, be'... la gente muore. Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.
Se riesci a modificare il modo di pensare delle persone, diceva. Il modo che hanno di vedere se stessi. Il modo che hanno di vedere il mondo. Se riesci a fare questo, allora puoi cambiare il modo in cui vivono. Ed è questa l'unica cosa duratura che persona può creare.
Tanto prima o poi, diceva sempre la Mamma, i ricordi, le storie e le avventure saranno tutto ciò che rimarrà di te.
«Condannare me sarebbe superfluo. La burocrazia e le leggi hanno già trasformato il mondo in un campo di concentramento pulito e sicuro», aveva gridato. «Stiamo crescendo una generazione di schiavi».

6 commenti:

dandia ha detto...

Peccato che anche le idee, per essere trasmesse, abbiano bisogno di supporti materiali, connessioni neurologiche, cellulosa o silicio che siano. E anche quando il messaggio arriva intatto, la trasmissione del suo significato originario non è per niente certa: i pensieri migliori possono essere reinterpretati, travisati, sfruttati.
In fondo anche le leggi che regolamentano la nostra esistenza sono spesso delle belle utopie che non hanno avuto buon esito.
Oggi mi sento più cinica di Palahniuk. :D

Sogno ha detto...

Ciao
Questo libro è un must-have.
Proprio come tutti gli altri di Palahniuk, pillole iperconcentrate di realtà e cinismo che ti mozzano il respiro in gola mentre sfogli le pagine.
Complimenti per il blog (lo seguo da qualche mese :) )

Sogno

Maura ha detto...

Palahniuk è un grande.
I suoi romanzi sono tenebrose perversioni fatte letteratura.
Li consiglio tutti, dal primo all'ultimo.

Angel-A ha detto...

L'unico che ho letto è stato "Survivors", e mi era piaciuto parecchio... sapevo dovevano farci pure un film, ma lo sento dire da un casino di tempo e non esce mai...
Sapete niente? ^__^

CyberLuke ha detto...

'Sta storia del film tratto da Survivors è diventata una specie di leggenda metropolitana.
Ormai ci crederò quando vedrò i cartelloni in strada (e forse manco allora).
Cmq, le mie letture di Palahniuk sono limitate al già citato Soffocare e a Fight Cub.
Accetto suggerimenti per una terza opera.

Sogno ha detto...

Io mi riallaccio a chi ha parlato di Survivor e ti dico di leggerlo, a me è piaciuto moltissimo.

Presto mi butterò su Cavie, comunque. :)

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