giovedì 9 luglio 2009

10 Curricula veramente creativi.

In questi periodi di crisi (o recessione, o catastrofe, fate voi), molti progettisti freelance intensificano la loro ricerca di un posto di lavoro meno precario o comunque su una base più regolare (leggi: stipendio mensile minimo garantito).
E come dargli torto.
Allora, come possiamo attirare l'attenzione di uno studio di design quando questi sono normalmente bombardati da centinaia di curricula la settimana?
Ipotizzando per un attimo che non conti il solito passaparola molto in voga nel nostro Paese, direi che uno dei modi migliori per farsi notare è la progettazione del proprio curriculum.
Dando per scontato di avere le competenze che lo studio a cui vi proponete sta cercando (cercando? ah! ah! risate della folla), un CV suggestivo e visivamente accattivante potrebbe (attenzione: ho detto potrebbe) rappresentare una scorciatoia per finire sul tavolo dell'art director... e chissà, indurlo ad alzare il telefono e convocarvi per un primo colloquio.
In questo post, ho raccolto alcuni dei migliori esempi ai quali potete ispirarvi nel progettare il vostro curriculum.
Sono tutti lavori straordinari, fuori dalle righe, dirompenti.
Forse non basteranno per ottenere il lavoro dei vostri sogni... ma se io ne ricevessi uno del genere, una telefonata la sprecherei di sicuro.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

uhm... so mica sai...
sono molto belli come esercizio grafico, ma mancano clamorosamente quello che e' il senso della comunicazione legato ad un curriculum.
mancano di leggibilita' e chiarezza.
si, colpiscono sul momento, un po' come una bella gnocca che passeggia, se pero' poi all'approccio rivela la stessa capacita' comunicativa di un tombino in ghisa...

poi bho... nel senso che non sono mai stato capace di vendermi, anzi, preferisco parecchio tenere il profilo piu' basso possibile.
odio i "colleghi" che si definiscono artisti sul lavoro, odio quelli che si atteggiano perche' magari hanno fatto 2 settimane di consulenza in qualche grande agenzia... ma chi sei? :D chevvvoi? :D

insomma, per quanto belli e d'impatto graficamente, li trovo poco professionali a livello target comunicativo.

Larsen

CyberLuke ha detto...

È perché sei n'omo triste. :P

Matteo ha detto...

Io invece, pur rimanendo ostile alla grafica autoreferenziale, la penso diversamente. Sono tutti cv stranieri ed a mio avviso per il loro mercato – e ovviamente nel settore della "comunicazione inventiva" – sono molto adatti. Se io fossi un AD di un brand innovativo cercherei sempre idee nuove (ovviamente) e un ragazzo che si presentasse con un cv originalissimo come questi catturerebbe immediatamente la mia attenzione. E dico di più. In questi casi conta più la forma che la sostanza di ciò che c'è scritto, perché è una dimostrazione pratica e immediata di capacità. Molto meglio di tanti "attestati" (magari rilasciati dalle stesse agenzie di cui parlava Larsen). Quindi li trovo invece molto in tema, molto belli esteticamente e creativi. Ho solo qualche perplessità su un paio che mi sembrano davvero di difficile decifrazione, ma insomma... sicuramente gli AD hanno un QI più alto di ME... :D

Anonimo ha detto...

si, forse ha ragione matte'...

in italia, se mandi delle "cose" del genere, vieni preso per il "solito ragazzino che si diverte col computer", all'estero potrebbero essere intesi diversamente.

purtroppo la mia forma mentis e' ormai "italiota"... :(

Larsen

Maura ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maura ha detto...

Non me ne intendo, ma –cavolo!- mi sembrano tutti veramente fantastici.
Rispondendo in parte a Larsen, direi che se non esternate voi grafici la vostra creatività, a iniziare dal CV o dal biglietto da visita o dal vostro sito, non vedo proprio chi!
Mi ci perderei in ognuno di questi, poi magari hai ragione, finirei col trascurarne il contenuto, ma intanto la mia attenzione l'hanno catturata e quel CV non lo cestino di sicuro.
Impazzisco per il penultimo, quello che sembra una carta geografica vecchia maniera. Ma anche il secondo, stile vintage, è eccezionale.

Christian ha detto...

Quello realizzato sulla falsariga di un vecchio passaporto è eccezionale.
Mi immagino se il tizio lo avesse poi ritagliato e rilegato come un passaporto vero...

Alessandra ha detto...

Carini però alcuni a mio parere un pò dispersivi. Mah mi hai fatto venire voglia di rinnovare pure il mio. Chissà che dopo mesi di ricerca non mi frutti qualcosa. :S

Richard The Rough ha detto...

Ma il mio non l'hai messo!!!
Scherzo, ce ne sono un paio che avevo già visto su deviantart che meritavano, altri li hai scovati e sono delle vere chicche.

Rispetto a quello che hanno scritto gli altri sul look dispersivo che possono avere curriculum del genere posso solo dire che il c.v. deve rappresentare graficamente, non solo nelle informazioni, chi lo fa.

In pratica si tratta di una questione di coerenza.
Deve essere sì leggibile ma nemmeno spoglio, deve trasparire l'identità di chi rappresenta, fare una cosa minimale quando si è dei grafici "barocchi".
E viceversa, fare una cosa come quella vintage, o grunge che sia, come il secondo o anche il mio, e poi essere dei portavoce del essenzialismo vettoriale (sembra il nome di una corrente poetica...), equivale a mascherarsi.

E poi chi nega il suddetto grafico di non farne più di uno suddividendolo in stili diversi?

Farò magari rabbrividire qualcuno in ambito di etica "stilistica", ma un grafico dovrebbe essere sia minimale che barocco che altro vi pare.

Credo che essere eclettici in questo lavoro sia molto più interessante e producente che in altri perciò che male c'è?

Ma dato che sono un marchettaro di me stesso (e me l'hai fatto pure notare...) ti chiedo un'opinione sul "RESPONSE CORNER" che trovi dabbasso nel mio.

http://richardtherough.deviantart.com/art/The-Rough-Curriculum-127885697


firmato
Grafico Sporcalayout Automarchettaro Versione Beta Crash

Andrea Giovannone ha detto...

adesso riscrivo il mio cv e te lo invio Luke :-)...
Scherzi a parte, penso che all'estero verrebbero più apprezzati. In Italia dovrebbero finire nelle mani giuste, dubito che all'Armando Testa apprezzerebbero o forse sì?

Richard The Rough ha detto...

Ho finalmente trovato l'epitaffio che mi si confà:

il "solito ragazzino che si diverte col computer"

Grazie anonimo, hai riassunto 26 anni di vita in 7 parole.

E detto questo mi chiudo in bagno a piangere.

E dopo riscrivo il mio curriculum come si deve:
microsoft word, comic sans e "in attesa di una vostra risposta porgo distinti saluti".

Le faremo sapere.

Anonimo ha detto...

non sono anonimo!! :D
sono LARSEN!!

e cmq, a meno che tu non giri solo per agenzie, quella e' l'impressione che le aziende spesso hanno di "noialtri" freelance...

in 15 anni di freelancing, conto sulle dita di una mano i lavori presi senza essere "conoscente" di qualcuno...

in italia funziona cosi' ormai, che te devo di'?
una volta collaborare con le agenzie era un piacere, oggi e' un massacro...
i clienti diretti sono "migliori" sotto alcuni punti di vista, ma la considerazione che hanno del lavoro che si fa per loro, e' appunto quella di una sorta di "divertimento da ragazzini".

Larsen

Richard The Rough ha detto...

Scusa Larsen, preso dalla gioia di aver trovato il mio epitaffio dopo anni di rimuginamenti al riguardo non ho letto la firma finale ma quella in cima.

Niente da dire sulla critica della maniera "italiana" di lavorare, sono un freelance pressochè "neonato" a confronto vostro ma conosco anch'io gli "usi e costumi" italiani in ambito lavorativo.

Anche perchè non si limitano alla grafica.

Andiamo bene...

100% FAKE ha detto...

Mah, non so. Di certo se mi arrivasse un curriculum in Word con (diomiperdoni se lo nomino) Comic Sans da qualcuno che si propone come creativo, lo cestinerei immediatamente.

Credo però, come avete giustamente notato, che non si può prescindere (in questo caso) dal contenuto e dall'efficacia della comunicazione.
Voglio dire: c'è il portfolio per fare i fighi con la grafica. Il curriculum dovrebbe essere più informativo - anche se parliamo di creatività.

Un mio ex collega aveva spedito una bistecca finta in un sacchetto di plastica (corredata da abbondante inchiostro rosso) con l'etichetta che recitava: "Proteine per la vostra agenzia" più la sua mail. Tutto qua.

Manco a dirlo, non l'hanno mai chiamato.

CyberLuke ha detto...

Uhm... io il tipo della bistecca finta l'avrei chiamato.
Certo, gli avrei fatto il colloquio in presenza di qualcuno nel caso sul più bello gli fosse venuto in mente di aprire un bidone di inchiostro rosso, ma l'avrei chiamato.

Uno dei problemi in questo settore è che il design e la creatività sembrano essere sempre più "addomesticati"... nel mio lavoro non fanno altro che chiedermi di essere creativo, per orientarsi regolarmente sulle proposte più conservatrici.
Ormai ho capito l'andazzo.

Ciò non toglie che, al momento di farsi notare, uno sprazzo di inventiva aiuta ad emergere nella massa.
Con le pile di CV che arrivano qui, tra un po' ci reggiamo i soffitti.

Fra ha detto...

Sono molto belli questi CV, ma sulla loro efficacia ho qualche dubbio. Dipende dalla persona addetta a smistare/cestinare i CV!!! Personalmente, a parità di competenze/informazioni riportate, sicuramente li metterei in cima alla fila degli interessanti, ma non sono certa che tutti la pensino così.
Una volta, una persona che lavorava nell'ufficio personale di un'azienda mi ha detto che prediligeva i CV in stile classico, tipo carattere times new roman 11... blea!! Non si trattava di un'azienda di grafica, comunque.
Ciao!

Angel-A ha detto...

Questi CV sono strabilianti... O__o
splendidi...
Significherà qualcosa che nessuno di questi è di un italiano? ^__^
Cmq, riporto quelli che sono state alcune delle linee guida da cui ho attinto per il mio cv.
Dal libro "il portfolio grafico" di Sara Eisenman:

• Il curriculum deve offrire diversi livelli di informazione all'interno di una gerarchia coerente e chiara.

• Per una presentazione più elegante preferite cifre non allineate ai numeri comuni.

• Per i titoli, non usate il maiuscolo bensì il maiuscoletto adeguatamente spaziato oppure scrivete normalmente in lettere maiuscole e minuscole.

• Evitate caratteri troppo piccoli o troppo chiari e assicuratevi che siano abbastanza grandi da essere letti agevolmente.

• Che sia con o senza grazie, nuovo o classico, il carattere deve essere leggibile.

• Evitate l'ultima font di tendenza, preferendone una che conoscete bene e che usereste per comporre un testo.

• Non seguite un formato di curriculum standardizzato: il vostro CV deve rivelare che è stato creato da un designer.

• I caratteri devono essere accuratamente spaziati, e se scegliete un formato paragrafo non giustificato, create un elegante rientro o bordo verticale.

• I caratteri del vostro indirizzo email e numero di telefono non dovrebbero essere più piccoli di 10-11 punti.

• Scegliete un colore per il testo che sia abbastanza scuro da leggersi facilmente: il nero è il migliore. I caratteri molto chiari possono affaticare la vista.

• Scegliete i colori con oculatezza. I curriculum in giallo o grigio chiaro possono indicare scarsa sicurezza.

• Usate carta per stampanti di alta qualità che riprenda, nel colore e nelle dimensioni, il vostro biglietto da visita, il colore del portfolio e il vostro stile in generale.

• La scelta del supporto non deve andare a scapito della leggibilità, quindi evitate di usare carta scura o molto lavorata.

• Rispettate sempre le regole della grammatica e della punteggiatura.

• Prestate particolare attenzione ai trattini quando andate a capo. Non spezzate i nomi propri se potete evitarlo, mettete i trattini in posizioni logiche e cercate di non farli incolonnare.

• Chiedete ad amici o colleghi portati per la scrittura di rivedere il vostro CV.

• Usate sempre il controllo ortografico, ma non vi fidate ciecamente. Rileggete i documenti più di una volta.

• Pensate a come piegherete il CV per inserirlo nella busta e tenetene conto nell'articolazione del testo.

Elena ha detto...

Su una cosa sono certa: il CV deve parlare di noi in modo originale, mai visto prima: in sintesi, dev'essere diverso dalla concorrenza.
Quelli postati da Cyber sono tutti profondamente, meravigliosamente diversi tra loro!

Un grafico alla prime armi è essenzialmente uguale a cento altri pretendenti allo stesso posto di lavoro. Ha molte ambizioni, voglia di fare, tante cose da imparare ed un bagaglio di conoscenze pressoché identico per tutti.
Quello che differenzia questo centinaio di soggetti non sarà tanto il “quanto” bensì il “come” tali conoscenze verranno usate per creare qualche cosa di nuovo, e il CV dovrà essere un pò anche un portfolio, qualcosa che farà capire “come” useremo il nostro cervello creativo.

È fondamentale capire quello che il nostro CV-portfolio dovrà dire di noi, su quali caratteri della nostra personalità puntare e su cosa, invece, tacere.

A mio parere, alcune informazioni “oggettive”, come i dati personali, le conoscenze software ecc… devono essere chiari e distinti, per cui eviterei orpelli decorativi che ne limitino la leggibilità e l’ordine d’impaginazione, mentre tutto il resto, cioé le ambizioni, i desideri, il nostro modo personalissimo di vedere il mondo potrebbero essere invece lo spunto per sbizzarrirci.
In questo caso le parole possono limitarsi a fare da corredo ad immagini che parlano di noi, quali fotomontaggi creativi, disegni che esprimano il nostro stile, fotografie ritoccate ed arricchite in cui raccontare la nostra passione per la creatività e la grafica.

Sennò... beh, Times New Roman, paginetta bianca e filare!

Hirilaelin ha detto...

Ma sono bellissimi, questi qui li assumerei tutti sulla fiducia! :D