venerdì 10 luglio 2009

I tempi cambiano.

Una delle mie mete preferite quando mi trovo a spasso per Trastevere è Bibli, deliziosa commistione tra una libreria discretamente fornita, una piccola sala da concerti e una sfiziosa caffetteria.
Proprio all'ingresso di Bibli, c'è una bacheca piena di annunci e post-it scritti a mano, fotocopiati o stampati al computer.
Anche se non cerco nulla, mi fermo quasi sempre a sbirciare il contenuto degli annunci. Parecchi sono del genere cerco casa, condivisione, subaffito, divanoletto eccetera.
Tempo fa ce n'era uno, in particolare, che diceva così: ragazzo amante cultura e Björk cerca casa in condivisione.
Bello. Giusto.
Nel mondo dell'ipersocializzazione e delle aziende su misura questa è la frontiera.
Perché rischiare conoscenze indigeste? Meglio chiarire tutto e subito.
Cosa è più importante che sappiano di me? Che amo la fantascienza norvegese o che non ho scarpe da basket? Che mi piace la Sacher torte o che ho un debole per Paris Hilton?
Insomma la deriva da annuncio sessuale è dietro la porta.
E con essa la finzione.
Una volta l'unica finzione era la seguente: fare finta di essere ragazze e scrivere nell'annuncio: ragazza cerca ragazza per condivisione. Così almeno una ragazza al giorno la conoscevi.
E se proprio non veniva a vivere con te per lo meno ti giocavi una chance.
Con l'avviso specialistico è niente trovarsi di fronte annunci come: bellissimo bohémien amante poesia Baudelaire cerca riparo dalle intemperie della vita col suo compagno a pelo lungo. Oppure: giovane decadente amante Huysmans cerca camera poco soleggiata, eventuale tartaruga domestica.
Sì, sarà un casino, ma questo è il progresso. Una volta per condividere una casa con una ragazza dovevi essere suo fratello. Vuoi mettere?

8 commenti:

Gloutchov ha detto...

Si... in effetti i tempi stanno cambiando e anche le bacheche son diventate "social".
Ricordo che quando misi l'annuncio che vendevo una unità zip nella bacheca degli usati di un Apple Store di Bologna, il negoziante mi consigliò di segnalare anche la mia età, il sesso, e la zona in cui vivevo.

Eh..eh.. non ci crederai ma un paio di telefonate erano tutt'altro che interessate allo zip. Cercavano Mac-amici nel loro quartiere ^_^

Roberta la Dolce ha detto...

E' proprio vero...
Misi un annuncio su una bacheca all'università per vendere un obiettivo, e mi arrivarono telefonate di ogni tipo, compreso uno che voleva a tutti i costi accompagnarmi a fare le foto in "posti suggestivi a cui io non penserei mai"...
Da allora capii l'antifona e misi solo il numero di telefono senza il nome. ;-D

Fra ha detto...

Anche io, se vedo una bacheca, DEVO per forza guardare cosa c'è scritto... la comunicazione mi affascina! Per gli annunci dettagliati, io sono d'accordo, farebbero risparmiare un sacco di tempo... Ciao

CyberLuke ha detto...

Sarei dovuto passare per quella bacheca una volta al mese per dieci anni e scattarne una foto.
A quest'ora, avrei potuto pubblicarne un libro fotografico con l'evoluzione sociale attraverso gli annunci gratuiti.
Le buone idee non arrivano mai quando dovrebbero...

Elena ha detto...

La gente è parecchio sola... ;)

Intromat ha detto...

Una bacheca così stratificata non l'avevo praticamente mai vista, davvero. Nemmeno nei pluricalpestati corridoi del Politecnico si crea una stratificazione del genenre, solitamente qualche zelante operatore scolastico ogli tanto fa pulizia e mette ordine.
Però è romantico vedere che in un era dove tramite un videoterminale puoi essere con tutto il mondo in qualsiasi momento (e questo consente a me di scriverti da un treno e consente a te di leggere questo commento dall'iphone), dove con un accesso a facebook o twitter entri nella tua comunità sociale che poi così virtuale non è, dove puoi permetterti di scrivere i tuoi pensieri in un blog sapendo che ci saranno alcune decine di persone che leggeranno il tuo pensiero, bhé è romantico -dicevo- vedere che qualcuno affida ancora i suo messaggio, il suo dire "esisto", la sua richiesta ad un pezzo di carta appeso in una bacheca semisommersa da scatoloni di libri.
Quindi un applauso alla bacheca di trastevere, e alla sua stratificazione: documento indelebile del tempo che scorre.

Licia ha detto...

OT: ma da Bibli si fa ancora merenda oltre che comprare libri? una volta ci facevano splendide conferenze, concerti e molto altro. non è un caso che abbia una splendida bacheca.

CyberLuke ha detto...

@Licia: certo che si può fare merenda.
Con le cameriere devi avere fortuna: oscillano dalle carine ma semiaddormentate alle brusche ma efficienti.
Ma la musica è bassa, le torte sono buone e si sta tranquilli.
Non è poco.

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