venerdì 7 agosto 2009

Remixando la carne altrui.

Al grande pubblico queste cose divertono sempre.
Si prende la foto di una star della musica o del cinema, o un politico importante, o uno sportivo famoso, e con noiosissimi passaggi di Photoshop gli si aggiungono rughe, gli si inflaccidiscono le guance, si aggiungono borse sotto gli occhi e via di invecchiamento artificiale.
Non ho mai capito il senso di queste operazioni, vuoi perché i risultati sono invariabilmente artificiosi e posticci, vuoi perché basta aspettare e si verrà sorpresi da una realtà più sorprendente della fantasia.
Prendete questa ricostruzione pubblicata dalla rivista Ebony nel 1985: i furboni ipotizzarono l'aspetto che avrebbe dovuto avere Michael Jackson nel 2000. E naturalmente, si sbagliarono di grosso.

Questo per dirvi che l'essere umano, con le sue scelte, è l'incognita più imprevedibile che esista e che manderà sempre a monte la più accurata delle previsioni.
Poi c'è anche un altro tipo di sciacallaggio mediatico, più sottile, se preferite, ma che usa gli stessi strumenti. Una non meglio identificata "equipe di esperti" ha perso altro tempo ricostruendo l'aspetto che Jacko avrebbe avuto, oggi, se non si fosse sottoposto alle tredici operazioni di chirurgia estetica che – come invece è avvenuto contravvenendo alle proiezioni di Ebony – l'hanno reso ciò che aveva scelto di diventare.
È una sorta di realtà alternativa che ci viene proposta, e l'operazione potrebbe anche divertirmi (la letteratura di genere ci ha proposto interessanti versioni del mondo attuale se i nazisti avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale, se l'Impero Romano non fosse mai caduto, e così via), ma il fatto che – una volta di più – si sia scelto come oggetto Jackson mi rattrista e mi fa pensare ad un accanimento da rotocalco da ombrellone.Ho letto una sua biografia, di recente, scritta prima della sua scomparsa... e, com'era forse prevedibile, gran parte descrive attentamente la sua carriera discografica e i due processi subiti. Poco o addirittura nulla sulle operazioni chirurgiche alle quali si è sottoposto.
Ne stanno uscendo di nuove, ovviamente, perché c'è sempre da fare i soldi a parlare di grandi star prematuramente passate a miglior vita, specie se del calibro di Jacko... e ne ho anche sfogliata qualcuna, ma nessuna si addentra nell'argomento che, da vivo come da morto, mi ha sempre ronzato in testa (e, no, non credo di essere molto originale): perché passare per tredici volte sotto i ferri?
Per diventare chi? o cosa? c'era un ideale estetico nella sua testa che cercava di raggiungere? c'era qualcosa che lo ripugnava nel suo volto? o pensava di utilizzare se stesso come un'opera d'arte da modificare in continuazione, una versione periodicamente remixata della sua stessa carne? e si può davvero liquidare il tutto con uno sbrigativo "perché era fuori di testa"?
Io, mi spiace, ma non ci credo.

Come non ci saranno mai più altri Fred Astaire o Elvis Presley, così non ci sarà mai più qualcuno paragonabile a Michael Jackson. Il suo talento, la sua meraviglia e il suo mistero ne facevano una leggenda.
Steven Spielberg

8 commenti:

Maura ha detto...

E' stato un personaggio insondabile, che non ha mai fatto troppa pubblicità a questo aspetto della sua vita, eppure è stato quello per cui è stato più giudicato dalla gente, almeno prima che arrivassero le accuse di pedofilia, in confronto le quali cambiarsi per la sesta volta il naso dev'essere sembrato a tutti quanti un'innocua bizzarria.
Di certo temo non sapremo più nulla, ormai, così com'è certo – e qui ti dò ragione in pieno – che certa stampa scandalistica ci si è arricchita, su 'sta storia... ma non solo su quella di Jacko, ogni botta di silicone che la starletta di turno si concede sembra essere di estremo interesse per tutta una categoria di pubblico.
Che ci vuoi fare?

Helena ha detto...

La chirurgia estetica non è necessariamente una cosa "cattiva".
La filosofia giusta nell'approcciarsi alla chirurgia estetica è quella di effettuare piccole modifiche, naturali, poco invasive. Si sta affermando, ad esempio, la tecnica endoscopica: non si tira più il viso, si dona piiuttosto plasticità e tridimensionalità lavorando sui muscoli e non più sulla pelle.
E' un po' come i fotoritocchi con Photoshop: ;) Il ritocco, se c'è, non deve vedersi.
Tutto il contrario di quanto successo con Michael Jackson: la chirurgia ne aveva stravolto l'aspetto, rendendolo irriconoscibile rispetto al ragazzino che era in passato.
L' obiettivo della chirurgia estetica dovrebbe invece essere riportare un po' indietro le lancette dell'orologio, facendoci assomigliare a noi stessi qualche anno prima.
Con un approccio equilibrato la chirurgia plastica può aiutare a vincere insicurezze migliorando l'aspetto... e in base a questo, si può ipotizzare che Jackson fosse un uomo molto, molto insicuro.

valexina ha detto...

Eh... qui ti direi di vedere Take Two, ma non credo che tu abbia tempo :)

Cmq ho letto anch'io quel libretto (la versione aggiornata però, ma non credo si differenzi di tanto).
Parla più che altro dei processi, ed attraversa, piano piano, e in maniera molto obiettiva, tutti i passaggi tra le prime accuse, e le seconde, fino all'assoluzione.
Utile per comprende come funzionano certe cose... in ambienti come il suo, ma anche per toccare con mano l'ingiustizia che ha subito.
(In certi punti ho faticato ad andare avanti)
Cmq mi fa piacere che l'hai letto.

Alex McNab ha detto...

Pare volesse sfuggire a ogni possibile somiglianza dal padre-padrone. Infatti la giustificazione nell'essersi rifatto il naso fu che "somigliava troppo a quello di papà".
Comunque per me Jackson rimane una vittima, non un carnefice. Vittima di chi ha speculato e specula sul suo nome, a partire da tanti presunti "amici" etc.

Quello che fa più paura è la necrofilia cybernetica che ogni giorno fa uscire hoax assurde: era calvo, non aveva più il naso, indossava il pannolone etc etc.
Ok che se sei un personaggio pubblico devi stare al gioco, ma così mi sembra davvero un circo dei freak messo in piedi ad arte...

CyberLuke ha detto...

@Helena: i tuoi mini-interventi psicologici sono sempre interessanti.Ma tu studi ancora o eserciti?

@Valexina: cos'è Take Two?
Il volume di Paisli non è male, e certamente approfondisce le cose molto più di quanto la stampa, diciamo sensazionalistica, non abbia fatto.
È sbalorditivo come una carenza di informazione, o peggio, una distorsione di essa, possa portare la grande massa a delle conclusioni che non potrebbero essere più lontane dalla realtà.
È appena uscita una biografia firmata da Tommaso Labranca, un giornalista e uno scrittore molto in gamba, te la consiglio, ;)

@Alex: in effetti, quella è una delle ipotesi. Che solleva il terribile aspetto dell'influenza nefasta che può avere uno o entrambi i genitori su un figlio, condizionanadolo irreversibilmente per tutta la sua vita. Quanto al circo mediatico che non risparmia Jacko neanche da morto, non c'è neanche bisogno di commentare ulteriormente.

Helena ha detto...

Ci sono persone che si rivolgono al chirurgo per curare ferite che nessun bisturi può guarire: come è successo a Michael Jackson che, da bambino, veniva schernito da suo padre che lo chiamava Big Nose, Nasone.
Anch'io trovo la sua vicenda umana molto triste e sposo la tesi di Alex che lo vede più vittima che non carnefice.
Cyber: non ho ancora l'abilitazione ma, sì, ho terminato gli studi di psicologia. ;)

valexina ha detto...

Take two è il documentario in risposta allo speciale Living With MJ (l'avrai sicuramente visto, è stato trasmesso in tutte le lingue) che ha alimentato il pregiudizio della gente.
Purtroppo non ha avuto riscontro da parte dei media, ché evidentemente non creava scalpore, ma Michael ha cercato di rimediare ai danni causati dal giornalista M. Bashir in più modi.
Uno di questo è mediante il documentare Take Two, dove mette a confronto lo special di Bashir, con l'intervista che era stata veramente realizzata, presentando filmati privati mai visti, ma in modo imparziale.
Io l'ho tradotta e sottotitolata nelle ultime settimane, e sta sul mio youtube.
Farò lo stesso con gli altri documentari realizzati per lo stesso scopo...
per rispondere anche a chi si chiede: 'come mai tutto questo viene fuori solo adesso?'
E beh... il materiale c'è sempre stato, lui si è sempre difeso dando spiegazioni (anche se a mio avviso non le doveva... saranno anche fatti suoi...). L'ha fatto da solo, ma nessuno gli ha mai dato il risalto che meritava. Purtroppo.

Cmq quando torni la trovi lì, se hai voglia di vedere :)

Di nuovo, buone vacanze!

valexina ha detto...

Ah, scusa... dimenticavo di dirti che, proprio in questo special, si parla degli interventi chirurgici, e dell'incidente che ha subito.
Questo magari può fornire qualche altro dettaglio.


P.s.: leggerò quella biografia, thanks!

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