sabato 8 agosto 2009

Fringe - prima stagione

Avreste mai scommesso su una serie TV che - sulla carta -sembrava riprendere le fila di una serie che aveva detto tutto quanto aveva da dire (e probabilmente, avrebbe dovuto concludersi in bellezza un paio di stagioni prima) come X-Files?
Io no.
E invece, quando ci si mette di mezzo uno dei creatori di Lost questa nuova serie televisiva si rivela vivere di vita propria e di non sembrare solo un clone delle vicende di Mulder & Scully.

Pesco la trama da ScreenWeek:
La serie è incentrata sul personaggio di Olivia Dunham, agente dell’FBI che, per salvare il suo collega e amante nella vita, deve collaborare con l’eccentrico scienziato Walter Bishop, da tempo rinchiuso in un ospedale psichiatrico, e il suo problematico figlio Peter, in fuga da tutto e da tutti. Olivia si troverà catapultata in un mondo dove il confine tra la scienza e il mistero praticamente non esiste, dove la zona grigia tra le due parti è rappresentata dalla fringe science appunto, ovvero la scienza che si occupa di tutti quei casi che hanno una natura paranormale.

La scommessa di scegliere la sconosciuta Anna Torv per ricoprire il ruolo principale dell’agente FBI Olivia Dunham è ampiamente vinta. Non solo è un'attrice dalla bellezza lontana dagli stereotipi di genere, ma ha anche una grande espressività e recitazione che la rendono molto credibile nel ruolo.
Anche il resto del cast è decisamente riuscito (del resto, con uno che ha messo assieme una squadra come quella di Lost, non mi aspettavo niente di meno) con volti più o meno noti della televisione americana a cominciare dall'inquietante direttore Lance Reddick (un volto che qualunque regista vorrebbe avere in un suo serial), Joshua Jackson nel ruolo di Peter Bishop (personaggio a metà tra il genio scientifico e il pragmatismo più assoluto) e John Noble (che alcuni ricorderanno come il tormentato Denethor del Signore degli Anelli) che interpreta il folle Dottor Walter Bishop, un misto tra il dottor Frankenstein e il Proffesor Eddie Jessup di Stati di Allucinazione, e che rappresenta l’incarnazione stessa della Fringe Science.

La prima parte della stagione è ripetitiva nelle meccaniche e piuttosto incentrata sui "casi del giorno" non sempre irresistibili, a mio parere. Si fa spesso riferimento a uno "schema" (pattern), cioé una connessione tra tutti i casi di cui si occupa la divisione Fringe che resta invisibile allo spettatore e che comunque non dona particolare slancio alla serie.
Fortunatamente, attorno il nono episodio, si inizia ad uscire da questo schema ripetitivo, e i casi del giorno iniziano a fondersi con la sottotrama principale, facendo decollare la serie... che fino a quel momento, ad ogni modo, ha approfondito efficacemente i tratti distintivi dei protagonisti, perfettamente funzionali a se stessi e alla vicenda.
I dialoghi, in particolare, sono talmente ben scritti che da soli tengono in piedi l'intera serie, che di certo non si regge su effetti speciali dal budget stratosferico né su guest star illustri, eccettuati i trenta secondi finali dell'ultimo episodio dove appare un grandissimo Leonard Nimoy, più conosciuto universalmente come lo Spock della serie classica di Star Trek... e, tra parentesi, gli ultimi cinque minuti di quell'episodio sono tra le cose migliori dell'intera stagione.

La serie è ben scritta, piena di richiami al già citato X-Files, ma anche a Millennium, Ai Confini della Realtà, Alias e persino videogiochi come Half-Life.
Se vogliamo proprio fargli le pulci si può dire che gli sceneggiatori sono fin troppo consapevoli del pubblico a cui si stanno rivolgendo e troppo pronti a dargli esattamente quello che vuole e che spesso tendono a compiacersi un po' troppo della loro sagacia... ma, tutto sommato, sono difetti veniali.

In poche parole, vale la pena di sprecarci sopra del tempo... Sono 19 puntate da quaranta minuti più il pilot da 80, e in queste calde serate estive col condizionatore a tutta manetta, Fringe è un prodotto eccellente.

8 commenti:

Christian ha detto...

E' piaciuta anche a me e la sto consigliando in giro.

E' un pò lenta all'inizio, bisogna aver pazienza ma all'incirca dall'episodio 10 , come dici tu, introduce le tematiche principali della serie e diventa molto bella.

Peccato il ritardo con cui arrivi in Italia, che ci costringe come al solito ad acrobazie tra download selvaggi, ricerca di sottotitoli etc ma in questo caso ne è valsa la pena. ;)

Maura ha detto...

Anch'io ho visto tutta la prima serie e ne sono rimasta piacevolmente soddisfatta. I tre protagonisti (Olivia, Walter e Peter) sono tratteggiati molto bene. In particolare il rapporto padre-figlio tra Walter e Peter è reso particolare dal fatto che entrambi siano indiscutibilmente due geni. Nota particolare il fatto che la pazzia di Walter sia spunto per momenti di ironia, che talvolta mi ha fatta piangere dal ridere.

La trama è effettivamente meno intricata di quella di Lost e per questo più facile da vedere, sperando che non diventi uno strazio sbrodolato come Lost. Ovviamente non c'è nessuna attendibilità scientifica negli episodi e questo lo rafforza ancora di più nei confronti di Lost.

Inoltre Peter è interpretato da Joshua Jackson che, ammetto, mi è sempre piaciuto (ricordate Pacey?).

Insomma con Fringe e Star Trek, Abrams si è notevolmente risollevato nel mio giudizio nei suoi confronti. ;)

Micaela ha detto...

All’inizio ho iniziato a seguire questa serie solo per vedere cosa aveva in mente il nostro amico JJ.
ma poi con il passare degli episodi mi ha iniziato a prendere davvero tanto, dimostrandosi una serie ben fatta, ben recitata, e che merita davvero di essere vista.
Oltre la buona introduzione fatta da Cyber, aggiungo: non limitatevi al pilot, che può non piacere subito (parlo per esperienza).
ah dimenticavo, complimenti per il blog..

Gin ha detto...

Aiuto! Chiedo lumi: quando la programmazione di Fox? in che giorno e a quale ora posso vedere questa chicca?

Alex McNab ha detto...

Bella serie davvero, tra l'altro concordo coi pregi e i difetti che hai riscontrato anche tu.
Il finale della prima stagione è bellissimo... [SPOILER] la scena dell'ascensore è meravigliosa, ancor più dell'inquadratura finale da... dove sai tu [FINE SPOILER].

Ricorda in parte X-files, ma anche "L'undicesima ora", trasmesso in questo periodo su Steel.
Mi piace quasi quanto Lost. Quasi.

Matteo Poropat ha detto...

Bellissima serie, con attori incredibili e, come dici tu, dialoghi perfetti. Inizialmente temevo fosse un minestrone di roba già vista, ma mano a mano che le puntate scorrevano diventava impossibile non seguirla.

alessandraclerico ha detto...

Ah finalmente ieri sera ho finito di vederla e ho potuto leggere questo tuo post. Che dire a me è piaciuta moltissimo sto attendendo il 16 settembre per la seconda serie, tra l'altro ho scoperto che prima di Fringe Anna Torv ha lavorato con lo studio di Francesco doppiando la protagonista del loro precedente gioco. Le avevano anche proposto questo a cui stanno lavorando ma giustamente lei ha rifiutato per i troppi impegni. :D

recenso - Recensioni à Go Go ha detto...

Dopo un pilot che onestamente m'aveva detto poco, ho poi visto la serie e ormai ne sono una fan. Non vedo l'ora che arrivi la nuova stagione, Il mio episodio preferito finora è in seconda stagione, quando finalmente vediamo cosa è successo nel passato. Walter giovane mi faceva tenerezza :)

Se ti va, da me c'è un sondaggio per votare le serie tv dell'anno, ovviamente Fringe non poteva mancare tra i candidati :)

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