martedì 25 agosto 2009

[Life in Japan] Cosa potete comprare.

Ok, è ufficiale: Tokyo ha appena scalzato NYC dal primo posto assoluto dei luoghi dove chiunque abbia un minimo di potere d'acquisto può acquistare praticamente qualsiasi cosa.
Anche e soprattutto quello che non sapeva che esistesse e di cui aveva disperatamente bisogno.
O anche no.
In ordine sparso:
Ciondoli per cellulare
Credo abbiano un nome specifico, e Alessio e Manuela ne hanno anche comperati una manciata, ma io continuo a dimenticarmelo.
Se vi piacciono questi leziosissimi arnesi, Tokyo è il posto che fa per voi. È tutt'altro che difficile imbattersi in negozi con le pareti letteralmente ricoperte. Io sono stato tentato da un piccolo Robocop, ma ho resistito.

Parrucche per cani e gatti
Sì. Lo so. Non ditemelo.
Sono esattamente quello che ho detto.
Perché qualcuno dovrebbe addobbare il proprio animale domestico con questi osceni toupé in colori acidi, è per me un mistero.
Ma se tali pervertiti ricevono in cambio una bella azzannata, è del tutto meritata.

Materiale per party
A visitare gli appositi reparti dei grandi magazzini nipponici, quali Tokyo Hands, sembra che, tutto sommato, ci siamo fatti un'idea sbagliata sulla serietà e la compostezza del popolo giapponese. Qualunque orpello, anche il più ridicolo (soprattutto il più ridicolo) possa venirvi in mente per rendere più colorata la vostra festa di compleanno, qui lo trovate in vendita.
Candeline a forma di personaggi dei cartoni animati? Ci sono.
Tatuaggi temporanei da sfoggiare per una sola serata? A centinaia.
Stampi incredibili per cubetti di ghiaccio? Non potete neanche immaginare.
Costumini e cappelli buffi? Che ne dite di uno a forma di torta alle fragole?

Cibo italiano
Per un occidentale, il cibo giapponese può essere un piacevole diversivo o una continua serie di delusioni. Ma, come in ogni città cosmopolita che si rispetti, i grandi negozi di alimentari hanno sempre un piccolo reparto dedicato al Bel Paese.
Per cui, se non vi infastidisce la cellofanatura sottovuoto e la bizzarra forma ovale, potete mangiare tutta la pizza da microonde che volete. Sì, anche quella con le fette di salame, le olive, e le patatine fritte che vedete nella foto (basta cliccarci sopra per ingrandirla). O, se preferite la pasta, avete a disposizione una serie di condimenti già pronti per riprodurre fedelmente i sapori italiani. 
Nella foto potete ammirare buste di Salsa Bolognese e Aglio e Olio Peperoncini.
Personalmente, avrei pagato di tasca mia per assistere a un giapponese che tirava su spaghetti alla bolognese con le regolamentari bacchette.

Frutta di lusso
Questa non è una leggenda metropolitana: in Giappone, la frutta costa cara.
In alcuni casi, carissima. E come tale, merita packaging e confezioni particolari. Per una confezione regalo da 16 pezzi di mikan (una specie di clementine) spendete circa 40 euro; ancora abbordabili rispetto i manghi, 71 euro la coppia.
I due eleganti grappoli d'uva nella fotografia costavano 5250 yen, poco meno di 40 euro.
Con la stessa cifra vi portate a casa un anguria di piccole dimensioni, ma se volete fare un figurone con gli ospiti non vi resta che acquistare l'anguria cubica, per 15.000 yen, poco più di 100 euro.

12 commenti:

Elena ha detto...

Ma... sono davvero patatine quelle sulla pizza? O__o
mioddio... ma chiamare un consulente italiano prima di mettere in produzione ste cose no?!!?
E, magari, fare delle traduzioni senza plateali errori... :D

Alessandra ha detto...

Ahahahhah i ciondoli lo sapevo, ho notato che loro amano personalizzare tutto. La mia amica Makiko che nella vita è una nail artist quelli piccolini li metteva sulle unghie :D

Christian ha detto...

Ugh... l'anguria cubica non la capisco proprio... saranno più facili da impilare di sicuro...

Roberta la Dolce ha detto...

Parrucche per animali??? Ma... perché?...
Sono orribili... :-D
E poi mi chiedo... ma veramente ci sono dei giapponesi che si comprano quella pizza da supermercato?
Ma sul serio si aspettano di sperimentare una reale esperienza di gusto italiano?

Anonimo ha detto...

luca, ma parliamo di cose serie!!!
quali gadgettini tecnologici ti sei portato a casa? :D
da buon "seminerds" mi interessano piu' quelli che non la pizza con le patatine...

Larsen

L ha detto...

Ma veramente la frutta è così cara? Saranno stati prodotti di primissima scelta, spero che ci sia anche frutta a prezzi abbordabili...
Il rischio è che la gente non ne mangi e si riempia di malattie dovute a carenze alimentari!

CyberLuke ha detto...

@Larsen: ti sembrerà strano, ma a questo giro non ho acquistato nulla di tecnologico... principalmente, perché non mi serviva nulla, e il poco che avrei voluto comprare o era comunque fuori dalla mia portata o era troppo ingombrante. ;)
Ad ogni modo, nell'acquisto di questo tipo di prodotti vanno valutate attentamente alcune cose:
1) comprare prodotti per esportazione, con la garanzia valida in italia. Non c'è niente di più frustrate che trovarsi con una Nikon guasta e l'assistenza italiana che si rifiuta di metterci le mani.
2) Attento al voltaggio, gli hard disk usb da due Tterabyte ad esempio costano pochissimo, ma sono a 100 volt.
3) Preferite prodotti hi-level, per esempio fotocamere top di gamma... spesso in questo caso risparmiate anche il 30%.
4) Rimuovere la scatola e spedirsi i manuali per posta è un buon sistema – mi dicono – per aggirare i controlli doganali. Io lo sconsiglio vivamente. Cercare di fregare la dogana non è mai una buona idea, anche se i controlli a campione sono piuttosto rari.

Gaia ha detto...

Ciao CyberLuke e bentornato!! :)
Sto leggendo le tue "pillole" giapponesi con un pizzico d'invidia... ma molto interesse!
Cmq mi unisco a Larsen nella domanda... possibile che nemmeno negli Applestore hai trovato qualcosa di conveniente da comprare? Chessò, un portatilino?
Te lo chiedo anche perché una mia amica parte a settembre e volevo farle prendere un MacBook...
Baci baci, ciao

CyberLuke ha detto...

@Gaia: non è così semplice... per l'alimentazione bisogna munirsi di un piccolo trasformatore, che convertirà anche la spina a lamelle piatte giapponese nel modello europeo.
Il vero problema è la lingua. Per i Macbook oltre al giapponese è disponibile solo la lingua inglese, con ovviamente la tastiera inglese, non italiana: i simboli speciali sono spostati e non sono presenti le nostre lettere accentate. Per cui anche se MacOSX è multilingua avresti problemi nella digitazione perché non sapresti più dove sono finiti i simboli - a meno di non essere una dattilografa e conoscere la tastiera a memoria.
Il risparmio che cmq otterresti è dell'ordine del 20%, che sarebbe azzerato in caso di controllo alla dogana che ti farebbe pagare l'IVA all'ingresso nel nostro Paese, esattamente del 20%. ;)

Nicla ha detto...

:O

^___^

Senza parole...oppure quattro sole SOLITE parole: VOGLIO ANDARE IN GIAPPONE!!!!

Maura ha detto...

Uhm... mi stai facendo venir voglia... accidenti a te...

Mundus Elegantia ha detto...

ti ringrazio per questo report sul mondo dei giapponesi, ti ho citato nel mio blog http://munduselegantia.blogspot.com
spero ti faccia piacere.

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