lunedì 24 agosto 2009

[Life in Japan] Il gioco dei tre pulsanti.


Sto ancora riordinando le idee, oltre che le fotografie, i video, i souvenir e tutto quanto è uscito dalla valigia al mio ritorno da Osaka.
Di compilare un mega-resconto direi che non è il caso, e probabilmente non ve ne importerebbe neanche una ceppa, ma ho deciso di postare, a scadenza variabile, alcune pillole di "Life in Japan" che approfondiranno, in ordine rigorosamente sparso, alcuni degli aspetti del lifestyle giapponese che mi hanno colpito di più.
E ricordate: nessun posto è come il Giappone. I giapponesi hanno un'idea molto precisa su come vanno fatte le cose, qualsiasi cosa, non importa quanto a noi possa sembrare bizzarra. 
Comportarsi come loro è il modo migliore per godersi il loro Paese.

Washlet, il gabinetto tuttofare 
I giapponesi sembrano soffrire di una cronica mancanza di spazio. Nei loro centri metropolitani, la densità abitativa è molto più alta che non in occidente, e questo significa case più piccole. Case più piccole portano ad un'ottimizzazione spinta degli spazi vivibili. Probabilmente, quello che a noi appare un loculo claustrofobico, per un giapponese medio è la norma, e le soluzioni adottate per rendere tutto funzionale e disponibile sono piccoli esempi di arte minimale.
Prendete i bagni: quello che vedete è quasi indistinguibile dal gabinetto di un Eurostar, ma include una piccola vasca in cui è possibile stare seduti, un lavandino (a volte, il miscelatore è in comune con quello della doccia) e, ovviamente, il WC vero e proprio.
Orbene, proprio la necessità di ottimizzare al massimo lo spazio ha probabilmente portato i progettisti giapponesi a rendere uno standard i cosiddetti washlet: sostanzialmente, una comune tazza ibridata con un bidet.
Non è difficile da usare. Quello nella fotografia è un modello semplice, con un pannello di controllo agevole da utilizzare da seduti.
C'è un pulsante con l'ideogramma 止 (stop) che ferma tutto in caso di panico.
Un secondo pulsante dall'icona dal significato inconfondibile e la scritta back [おしり] attiva un getto d'acqua riscaldata: in alcuni modelli, è possibile regolarne pressione e temperatura, a seconda dei vostri gusti o del casino che avete combinato restituendo al mondo tutta la tempura che vi siete pappati a pranzo.
Il pulsante con la scritta front ビデ ("bidet") attiva invece il lavaggio davanti, solo per signore.
Su altri modelli, più sofisticati, potete trovare il pulsante kansō [乾燥] ("asciugatura"), che attiva un soffio d'aria calda che vi permetterà di risparmiare sugli asciugamani.

Che dire... la trovata è buona e consente certamente di risparmiare molto spazio, l'esperienza è interessante, ma anni di abitudine mi fanno tuttora preferire il vecchio sistema. Alcuni possono trovare irritante l'idea che sia una macchina ad occuparsi di una parte tanto intima del nostro corpo, ma il dispositivo potrebbe rivelarsi particolarmente utile per gli anziani o persone particolarmente restie a lavarsi le terga dopo aver emesso le sue nauseabonde deiezioni.

13 commenti:

dactylium ha detto...

Non sono mai stato in Giappone, ma spero di riuscire un giorno a recarmici.

È una delle poche culture asiatiche che mi affascina veramente, forse perché la tradizione è intrisa di tecnologia e, da questo punto di vista, si presenta un po' più "occidentale" (se mi è concesso il termine).

In ogni caso mi nutrirò nei giorni a venire dei tuoi post, in modo da imparare qualcosa di nuovo da un'esperienza diretta.

Sarebbe interessante leggere anche qualche commento di carattere sociale, cioè relativo all'indole delle persone, a come si comportano nella vita quotidiana, nei confronti dei turisti, delle regole, in modo da svecchiare i miei stereotipi.

E poi, detto giusto inter nos, come sono le ragazze? ^^

Grazie.
Ciao, dacty

dactylium ha detto...

Dimenticavo un'altra cosa, decisamente più prosaica ma, temo, per alcuni ugualmente importante.

Un viaggio di tal tipo si è rivelato molto costoso, oppure, considerata l'esperienza, è abbordabile?

È una domanda stupida, lo so, perché il costo dovrebbe avere un termine di confronto, però, senza voler essere troppo indiscreto, accetto (se vuoi / puoi) qualche indicazione di massima (tipo, costa più di 3 settimane in California, ma meno di un mese in Australia, o confronti simili, ecco).

Ri-grazie, ciao, dacty.

CyberLuke ha detto...

Il gap sociale/culturale che ci separa dal Giappone è uno degli aspetti che più mi intrigava al momento di partire.
Non mancherò di approfondire l'argomento, anche se naturalmente esiste già molta letteratura a riguardo.
Quanto alle ragazze, sempre inter nos, :D le trovo tra le più belle che abbia mai visto. E distanti dalle italiane per modi di fare e mostrarsi un milione di anni luce.

Ora che l'euro ha guadagnato qualcosa sullo yen, un viaggio in Giappone non è insostenibile come solo pochi anni fa. Se riesci a non andare in alta stagione, puoi farti un bel giro di un paio di settimane sotto i duemila euro.

Angel-A ha detto...

Ahahahahah ma proprio dal gabinetto dovevi iniziare?? ^__^ Avevo sentito parlare dei washlet, e sapevo che avevano anche l'asse preriscaldata... la tua lo era? E che effetto faceva?

Christian ha detto...

Sti aggeggi sono incredibili... leggevo da qualche parte che ce ne sono anche di quelli che appena ti ci siedi emettono musica per coprire i tuoi rumoracci e quando hai finito spruzzano deodorante...

Anna ha detto...

Super!!! davvero fantastico! non l'ho mai provato perchè "ovviamente" non sono mai stata in Giappone... ma come ha già detto qualcuno: ecco un altro motivo per adare!
Complimenti per il Blog.. è fantastico! ciao e a presto!

Nicla ha detto...

Forse anch'io per abitudine sarei un po' restia (visto che sono anche germi e sporco maniaca e fobica) però solo per provarlo e perchè l'hanno inventato loro lo proverei.

Aaaaaah! Che bello il video con l'assaggio di foto. ^^

Sun ha detto...

Bello!Anche non potro mai andare in Giappone!Poiche i miei sn cinesi e non vuole io studi o vada in GiapponeT^TIo vorrei andarci!!!!!!allora in Giappone non ci sono le carte igieniche?

CyberLuke ha detto...

@Nicla: finora il Giappone è il posto in assoluto più pulito che abbia mai visto. Non credo che quegli aggeggi siano ricettacoli di batteri almeno più di quanto non lo siano i nostri water. ;)
@Angel-A: non mi sembra, e comunque in estate non lo apprezzerei, ma immagino che d'inverno dev'essere una bella cosa. ;)
@Sun: la carta igienica c'è, eccome. La più soffice che abbia mai sperimentato. Assieme alla plastica e all'energia elettrica, in Giappone la carta sembra essere un bene disponibile in quantità illimitate e a costo zero. Il che, ovviamente, non è.

dactylium ha detto...

Grazie Cyber, per la precisione e la disponibilità. :-)

dacty

Roberta la Dolce ha detto...

Si dice che la civiltà di un paese si vede dai suoi bagni pubblici. Se fosse vero, per chi ne ha usato uno in una qualsiasi stazione italiana e in una qualsiasi stazione giapponese, si è già risposto…
Ciao Cyber, e bentornato! ;-)

Licia ha detto...

A tugurietto uso da anni un wc-bidet e lo trovo invenzione geniale, igienica al massimo e bellissima.

Gabriele77 ha detto...

Lo voglio! Ma ci metterei dentro anche un rullo con le spazzole blu, tipo quello degli autolavaggi...

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