giovedì 27 agosto 2009

[Life in Japan] La metropolitana. Mito e realtà.

Vedete la scena qua sopra? Impiegati della subway tokyense in guanti bianchi pagati per pressare a forza di braccia i passeggeri nei vagoni per permettere la chiusura delle porte?
Ecco, a noi non è successo.
Ma forse perché era agosto, alcuni uffici e scuole erano chiusi e soprattutto non l'abbiamo mai presa nelle ore di punta (la mattina presto).
La frequenza e l’efficienza della metropolitana di Tokyo sono un qualcosa che le nostre città non possono far altro che sognare: all’ora di punta ci sono treni ogni due minuti e mezzo. I vagoni sono tutti dotati di aria condizionata e di piccoli video posti sopra i finestrini, che durante il tragitto intrattengono i passeggeri con pubblicità o avvisano circa le prossime fermate. 
Durante la nostra permanenza, l'abbiamo usata moltissimo. Le indicazioni sono sempre bilingue e la segnaletica è di una chiarezza esemplare. 
La pulizia, che ve lo dico a fare. Potreste mangiare sul pavimento. Non esiste semplicemente traccia di sporco o cartacce o cicche di sigaretta o qualsiasi altra cosa in terra. È quasi inquietante.
Tutto sembra essere stato fabbricato e montato sottoterra il giorno prima.
In parte lo si deve alla ferrea coscienza civica del tokyense medio, che mai si sognerebbe di gettare roba per terra e meno che mai prendere un pennarello e scrivere "Forza Totti" sulle pareti, e in parte a un efficacissimo servizio di manutenzione e pulizia.
Ho visto con i miei occhi solerti addetti lustrare le biglietterie automatiche e i corrimano delle scale mobili, e spolverare le pareti con appositi spazzoloni telescopici.
Cose che voi umani.

Una raccomandazione: non buttate il vostro biglietto finché non sarete di nuovo all'aria aperta. Vedete i tornelli elettronici qua sopra? Se entrare a sbafo è già difficile, uscire è impossibile: senza reintrodurre il biglietto nei tornelli, non si apre il varco e farete la figura dei deficienti e dei sottosviluppati con i milioni di giapponesi che vi guardano male perché bloccate lo scorrimento del flusso verso le uscite.
Quelle qui sopra sono le biglietterie automatiche. In ogni stazione ci sono tabelle dove è riportato il costo della corsa per raggiungere la destinazione desiderata. Le biglietterie accettano monete e banconote, danno il resto e hanno un pulsante che permette di scegliere la lingua inglese per i messaggi vocali e scritti. Non cercate altre lingue, l'inglese è già un lusso che i giapponesi concedono agli stranieri.

I vagoni si fermano esattamente in prossimità dei segni tracciati sui marciapiedi del binario, e vi si accede facendo ordinatamente la fila. Alcuni di essi, in seguito le proteste dell'utenza femminile che troppo spesso veniva molestata approfittando della calca inverosimile nelle ore di punta, sono riservati esclusivamente alle donne. La mattonella rossa che vedete qui sopra indica dove si fermeranno quei vagoni.
Quella che vedete qui sopra (cliccate per ingrandire) è un tracciato della Marunouchi Line. Noterete che le stazioni, oltre che un nome, hanno un numero progressivo. Ma non è su questo su cui volevo vi soffermaste: sono le cifre sotto il numero della stazione.
Indicano i minuti che impiegherà il treno a portarvi in quella data stazione.
E sono stampati, non su un display. Significa che non sono dati variabili.
Significa che con la metropolitana di Tokyo, potete rimetterci l'orologio.
Significa che da Shinjuku a Ginza, ci impiegherete 13 minuti, sempre e comunque.

10 commenti:

Hirilaelin ha detto...

Uguale alla metro B, no? :P

Maura ha detto...

Dai tuoi resoconti e dalle tue foto sembra un altro pianeta... è incredibile che basti spostarsi di qualche migliaio di chilometri per trovare tante differenze in un ambiente standardizzato come la metropolitana.
Ma, in tutto questo, tu/voi, come riuscivate a muovervi?
Agevolmente, o come degli alieni? ;)

Crissy85 ha detto...

Ho vissuto a Tokyo per sei mesi lo scorso anno e rivedere le tue foto mi ha fatto partire una bella botta di nostalgia!
Ricordo che avevo il problema delle sbarre a cui aggrapparsi, troppo alte per me.
C'è da dire che non amo particolarmente le metropoiltane, per cui le evito appena posso.
A Tokyo sono molto più pulite e luminose: concordo perfettamente. La metro di Roma la ricordo male ma l’avevo trovata molto trascurata, addirittura peggio di quella di Milano. Ma la sua trascuratezza le conferiva fascino, come la metro a New York o a Londra. A Tokyo tutto è un po’ impersonale. In particolare le linee vicino a casa mia: la Yurakucho è davvero triste e la nuova Fukutoshin un po’ troppo asettica (anche se la stazione vicino a me non era male).
Comunque anche quando pioveva a dirotto avevo preso l'abitudine di prendere sempre la bici...

Roberta la Dolce ha detto...

Crissy: è vero, la metro di Roma ha quel che di decadente che affascina anche me, che, di solito, sono attratta dai palazzi disabitati e dall’archeologia industriale in genere…però non c’è paragone con la metro di Londra e, da quello che sempre visto al cinema, di New York!

dactylium ha detto...

A questo punto io mi domando cosa possa pensare un giapponese che viene da noi.
Un semplice turista che prende la nostra metropolitana, non uno di quelli che fregano al ristorante (pratica indegna, peraltro).

Vagoni logori, luoghi sporchi e male illuminati, indicazioni stentate (e spesso solo in italiano), treni perennemente in ritardo o quantitativamente carenti, biglietterie automatiche fuori uso (per non parlare di quelle "umane").

È vero, certa architettura può fregiarsi di un fascino decadente, però la metropolitana la preferirei asettica ed efficiente.

Ciao, dacty

CyberLuke ha detto...

@Maura: sorprendentemente agevolmente, grazie anche ad Alessio e Manuela che hanno decodificato la segnaletica in modo efficiente.
E comunque, un sistema ben progettato si distingue in primo luogo per la sua usabilità anche da un neofita completo, come lo eravamo noialtri, d'altra parte.
È più facile adattarsi a un sistema che funziona che ad uno che non funziona. ;)

Kust0r ha detto...

belle foto, sembrano dei render. Opera tua?

Che invidia il tuo viaggio, vado a rodermi il fegato un altro po'...

Batman ha detto...

Il commento della mia amica Tomoko quando è salita su un treno delle Ferrovie Nord è stato: "Omoshiroi"...
Ah, l'educazione Giapponese! ;)

Dama Arwen ha detto...

letta tutti i "Life From japan" e spero di vedere presto anche tutte le settordicimila foto che hai fatto!

La storia dei Taxi la sapevo...

CyberLuke ha detto...

@Kust0r: Sì, le foto le ho scattate con una "vecchia" Panasonic DMC-FZ5, ottiche Leica e zoom ottico 12x.
In genere, poi, intervengo sulle immagini con Photoshop correggendo cromia e contrasto. ;)

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